Manca una firma, congelati i soldi dell'alluvione
ARZIGNANO. L'assessore: «Comprensibile la rabbia dei cittadini». Non possono essere utilizzati 300 mila euro in cassa da un anno per sistemare le frane al parking dell'ospedale e in via Capitello
I danni risalgono a oltre due anni fa, i soldi per ripararli sono in cassa da più di un anno, ma i lavori non iniziano. I cittadini stufi minacciano raccolte di firme, il Comune è costretto ad aspettare mentre l'Ulss 5 decide invece di intervenire.
È paradossale, o “vergognosa" per dirla con le parole dell'assessore ai lavori pubblici Angelo Frigo, la situazione dei fondi stanziati per la città dopo l'alluvione che il 1° novembre 2010 colpì la provincia.
I DANNI. A seguito di quell'eccezionale evento il Comune verificò che erano due in particolare le infrastrutture di interesse pubblico danneggiate - il nesso di casualità con gli eventi alluvionali fu certificato da una relazione tecnica - e su cui si doveva intervenire subito: l'ala est del parcheggio dell'ospedale Cazzavillan, in parte franata e che ha subito un generale abbassamento della pavimentazione e via Capitello, la strada che porta alla frazione di Pugnello, crollata in più punti, ancora soggetta a lento smottamento e oggi percorribile in diversi tratti solo a senso unico alternato.
I SOLDI. Per questi e per altri danni l'ente aveva chiesto 1.498.820 euro. A dicembre del 2010 ne sono arrivati 299.764. Il Comune ha elaborato i progetti definitivi: per via Capitello è prevista la posa di micropali per frenare lo scivolamento dei terreni e il rifacimento del sottofondo e il manto stradale. Nuove note, però, emanate a giugno 2011, intervennero per subordinare gli interventi alla validazione da parte di un incaricato della Provincia, la dirigente Caterina Bazzan, nominata soggetto attuatore dal Commissario Straordinario per l'alluvione. Ad agosto 2011 questo giornale si occupò della questione: dopo quasi un anno i soldi sono ancora congelati e non spendibili. La Provincia ha compiuto la validazione dei progetti e ha trasferito la pratica al nuovo commissario per l'alluvione, non più Luca Zaia ma Perla Stancari, prefetto di Verona, che però non ha ancora firmato il via libera all'utilizzo dei soldi.
ABITANTI. «I cittadini non riescono a capire perché il progetto sia fermo da due anni - spiega Giorgio Pozzer, consigliere comunale di Pugnello, frazione di 500 anime -; hanno pensato ad una raccolta di firme ma sono sfiduciati, si sentono impotenti di fronte alla burocrazia». «Hanno ragione ad essere arrabbiati - rincara l'assessore - lo siamo anche noi amministratori, perchè ci sentiamo presi in giro. Ci dicano qualcosa: non possiamo aspettare due anni per sapere se possiamo spendere o no soldi già accreditati per opere urgenti. Se ci avessero detto che non ci finanziavano, avremmo trovato i fondi in altro modo, ma adesso non possiamo più aspettare».
«Chi vive nel palazzo ha la massimo l'urgenza di qualche stucco che si stacca - conclude Frigo - ma noi che viviamo nel territorio abbiamo problemi concreti: con l'ultima nevicata abbiamo rischiato di dover chiudere via Capitello. Se questa non è un'urgenza io sono un marziano».
Silvia Castagna
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