Via libera alle nuove abitazioni
ARZIGNANO. Da ieri la variante 1 al Piano interventi è esecutiva: 84 le richieste che il Comune ha giudicato idonee. I cittadini possono presentare i progetti per realizzare la loro casa nelle zone di contrada Spazio anche per il commercio
Via libera ai progetti e 5 anni di tempo per costruire le nuove abitazioni. Gli 84 cittadini delle 93 contrade di Arzignano che hanno viste accolte le loro domande di edificazione nella variante 1 al Piano degli interventi, possono iniziare a mettere nero su bianco il disegno per la loro casa. Il documento urbanistico, adottato lo scorso 14 gennaio dal Consiglio comunale, trascorsi i previsti termini di legge, è infatti diventato esecutivo.
Le richieste, giudicate idonee dopo la selezione dell'ufficio tecnico e la discussione in Consiglio, sono tutte domande di nuova edificazione, per costruire cioè casa generalmente accanto a quella dei genitori. Sono piovute richieste da tutte le zone di Arzignano, soprattutto San Bortolo, Castello e dalle zone collinari.
L'Amministrazione, nelle cosiddette aree di edificazione diffusa già individuate dal Pat, ha autorizzato fabbricati da 400 a 600 metri cubi, e previo riordino dell'esistente, anche garage fino a 33 metri quadri. In alcuni casi è permessa la costruzione di nuovi edifici laddove oggi esistono manufatti agricoli in cattive condizioni a condizione che tali ruderi siano abbattuti. Chi costruisce dovrà garantire 2 o 4 posti auto lungo la pubblica via, utilizzabili per uso comune. Inoltre, le abitazioni dovranno essere classificate in classe energetica B e chi vi risiede deve sottoscrivere l'impegno ad una permanenza per almeno 10 anni, clausola che scongiura l'edificazione a scopo di speculazione.
La variante contiene anche una modifica - contestata dall'opposizione in Consiglio - alle norme che regolano la disciplina del commercio. Individua cioè alcuni isolati in via dell'Industria, via Chiampo e via Vicenza, su cui è possibile l'insediamento di medie strutture di vendita, anche alimentari, escludendo però i centri commerciali. Secondo il Comune la rivisitazione della disciplina risponde al principio della liberalizzazione dell'offerta, ma anche all'aggiornamento delle norme imposto dal governo Monti.
«Diamo l'opportunità ai giovani di poter tornare a vivere nei luoghi d'origine». Così l'assessore all'urbanistica Umberto Zanella commenta la variante 1 al Piano degli interventi. «Lo scopo è ripopolare le contrade, incentivando il recupero di edifici in cattivo stato di conservazione che deturpano il paesaggio. Questa operazione urbanistica rappresenta una risposta alle esigenze abitative di quanti chiedevano di poter costruire una casa per figli e nipoti nel perimetro della contrada sul terreno di proprietà. Allo stesso tempo è un provvedimento che scongiura speculazioni edilizie ed è un'operazione di recupero del territorio, che verrà così curato e abbellito».
Sono intanto una decina le domande presentate nel secondo avviso per la rivitalizzazione delle contrade, scaduto lunedì. Le nuove richieste saranno oggetto di una seconda variante al Piano degli interventi. S.C.
Silvia Castagna
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