mercoledì, 23 maggio 2012

Arzignano

CAMBIA:

Evasore totale «Ha nascosto 3 milioni di euro»

ARZIGNANO. Imprenditore conciario scoperto dalla Finanza. Per sei anni non ha presentato la dichiarazione dei redditi Era stato verificato anche  nel 2003 con la società “Bierre”
10/02/2012
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Gdf: lotta all’evasione fiscale

Evasore totale. E recidivo. La guardia di finanza ne è convinta: di pagare le tasse, Renzo Biasiolo non ne vuole sapere. Ora, però, potrebbe essere costretto a pagarle per forza, e con una robusta aggiunta in termini di sanzioni.
Si è conclusa nei giorni scorsi, infatti, la verifica fiscale compiuta dalle fiamme gialle a carico della società “Bierre di Biasiolo Renzo”, che ha sede ad Arzignano in corso Matteotti. Una sede per gli inquirenti di fatto inesistente, al momento; la ragione sociale della ditta oggi è il commercio di pellami, mentre in passato si occupava anche della lavorazione conciaria.
Biasiolo, nome conosciuto nella vallata anche per alcune parentele illustri, l'aveva fondata nel 1998. In realtà, però, non presentò mai alcuna dichiarazione dei redditi fino al 2004, quando consegnò al fisco una dichiarazione relativa all'anno precedente secondo la quale aveva realizzato ricavi per 32 mila euro. Lo fece, secondo gli inquirenti, perchè in quell'anno ricevette la prima visita fiscale, nel corso della quale risultò del tutto inadempiente rispetto alle norme tributarie, e venne pesantemente sanzionato.
La lezione, però, non gli sarebbe servita, anzi. Perchè nei mesi scorsi i finanzieri del tenente Angelo Aloi sono tornati a verificare l'attività della “Bierre”, scoprendo che Biasiolo - dopo quella dichiarazione di otto anni fa - si era sempre dimenticato, successivamente, di presentarla per gli anni successivi.
Per questo, i militari si sono messi a calcolare i ricavi che l'imprenditore conciario non aveva dichiarato di avere incassato al fisco: e la somma, dal 2004 all'anno scorso, sfiora i 3 milioni di euro (2,9). Si va dai 241 mila euro del 2004 agli 818 mila dell'anno successivo, mentre in seguito la cifra calcolata dalla finanza si aggira sul mezzo milione di euro l'anno. E al fisco? Nulla.
Oltre alla dichiarazione, mancano i versamenti previdenziali, secondo gli inquirenti.
Biasiolo, che abita ad Arzignano in via S. Pietro, avrebbe anche un ruolo nell'emissione e nell'utilizzo di fatture false, utilizzate poi da altri imprenditori rimasti coinvolti nell'operazione “Amici per la pelle”; ma si tratterebbe di cifre invero limitate. La “Bierre”, comunque, non sarebbe prevalentemente una cartiera, come si potrebbe ipotizzare viste le modalità operative. Ma una ditta vera.
Secondo le fiamme gialle, Biasiolo avrebbe acquistato sistematicamente pellami in nero e li avrebbe rivenduti alle concerie del comparto di Arzignano, emettendo fattura poi in maniera sistematica distrutta. Se è andata davvero così, gli arriverà un conto assai salato da pagare.

Diego Neri

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