Il freddo non gela Sant'Agata
ARZIGNANO. Si è svolta come da programma la processione che da 599 anni rinnova la fedeltà della città alla Santa. Oltre trecento tra spettatori e figuranti hanno affrontato il clima inclemente per animare il corteo da Castello a Tezze
Freddo e nevischio non fermano Sant'Agata. Si è svolta ieri la processione votiva che da 599 anni rinnova la fedeltà di Arzignano alla santa martire catanese. Poche persone all'inizio della processione a Castello, mentre all'arrivo, a Tezze, almeno trecento fedeli in più ha preso parte alla messa solenne. A scaldare l'atmosfera gelida delle nove di mattina è stato messere Lorenciotto, giullare e cantastorie, che ha salutato i più coraggiosi che sotto la Rocca attendevano battendo i piedi l'avvio del corteo. Corteo partito in orario, al ritmo di tamburi e chiarine, antico strumento a fiato, accompagnato dallo sventolar di bandiere dell'associazione di sbandieratori “Medaglino".
Benedicendo la processione don Vittorio Gnoato, parroco di Castello ne ha ricordato il valore religioso: «Seicento anni fa - ha esordito - gli arzignanesi assediati si rivolsero a Dio, mediante sant'Agata. Ora non ci sono condottieri ungheresi alle porte - ha aggiunto - ma le difficoltà non mancano ed è quindi più che mai attuale la supplica alla santa».
La discesa verso Tezze è da sempre un cammino a ritroso nella storia: il corteo era, infatti, in larga parte composto dai figuranti in abiti medievali delle associazioni Sant'Agata e Città del Grifo. In testa dame e nobiluomini con lunghi abiti di velluto, con ricami dorati e stemmi a rilievo, seguiti da umili popolani, musicanti e giullari. In costume d'epoca, con vesti rosse e gialle e l'effige della santa, anche i diciottenni di Tezze che secondo tradizione alla maggiore età a lei si consacrano. In corteo, infine, le Guardie Nere, con un insolito grifo dorato in campo azzurro disegnato sul petto, seguiti dagli amministratori della città.
«È una giornata fredda ma la nostra testimonianza di fede è sempre intensa», ha sottolineato il sindaco Giorgio Gentilin, consegnando al parroco di Tezze don Giovanni Imbonati, un'offerta a ricordo dell'antico tributo offerto dai podestà offrivano alla santa. Nel pomeriggio annullato il mercatino medievale, a causa delle difficoltà delle associazioni più lontane di giungere a Tezze, ma è stata festa ugualmente con il mercato di prodotti tipici curato daAartigiani e Comunità montana, il concerto di campanee l'animazione per bambini con spettacoli di fuoco.
Silvia Castagna
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