Un'altra stangata per Ghiotto Emessa maxi multa di 5 milioni
ARZIGNANO. I trasferimenti dai conti correnti aperti a San Marino. Il ministero dell'Economia chiede al faccendiere di pagare l'ingente somma con Stefano Parise
Vicenza. Rispetto a quella da 23 milioni e rotti che si era visto arrivare a casa qualche mese fa, questa deve essergli parsa una bazzecola. La commissione consultiva per le infrazioni valutarie e antiriciclaggio del ministero dell'Economia ha scritto nei giorni scorsi ad Andrea Ghiotto: «In solido con Stefano Parise, devi pagare 5 milioni 88 mila e 156 euro. Hai un mese di tempo per farci un bonifico». Ovviamente i due contribuenti avranno modo di presentare ricorso per far valere le loro eventuali ragioni. L'INDAGINE. La sanzione amministrativa emessa dal ministero fa riferimento al trasferimento di danaro da S. Marino all'Italia in violazione delle norme. Nel corso dell'indagine “Amici per la pelle” condotta dalla tenenza della guardia di finanza di Arzignano, era emerso che Ghiotto, amministratore delle società cartiere “Globo pellami srl”, “Leather corporation sas”, “Trade import/export sas” e “Interline srl”, acquistava pellami all'estero e li rivendeva alle concerie. Non versava l'Iva in virtù dell'utilizzo illegale del “deposito fiscale” e divideva la somma corrispondente fra sè (5 per cento) e le concerie (15 per cento). Non solo: lo stesso meccanismo lo applicava con i soldi delle sponsorizzazioni del Grifo calcio a 5 attraverso la società “Arzignano Grifo srl”, di fatto una cartiera che non presentava mai le dichiarazioni dei redditi. I 43 VIAGGI. In questa maniera, Ghiotto si trovava ad avere in mano somme ingentissime in contanti. Per “nasconderle”, visto che le banche - per sua stessa ammissione - erano un po' restie a queste transazioni, aveva creato due società fiduciarie a S. Marino: la “Trecentouno S.a.” e la “Fin project S.a.”. Lì depositata i soldi con un bonifico, salvo poi andare a recuperarli direttamente nel giro di qualche giorno. Prelevava in contanti quanto doveva restituire (la cosiddetta “retrocessione dell'Iva”) a concerie e sponsor del Grifo e nascondeva le somme in doppi fondi di auto intestate alla “Arzignano Grifo srl”, che azionava con un telecomando. Fra il settembre 2007 e il gennaio 2009 sono stati registrati 43 viaggi, con prelievi fino ad un milione di euro in contanti. Di quei viaggi si occupava Stefano Parise, il suo braccio destro. Entrambi lo hanno ammesso al pm Marco Peraro e al tenente Angelo Aloi; qualche volta sono stati accompagnati da Alessandro Mercanzin. In totale, tolte le franchigie, hanno trasportato 16,9 milioni di euro in contanti in macchina. LA MULTA. Sulla scorta delle indagini penali, e delle confessioni sia di Ghiotto, 40 anni (assistito dagli avv. Lucio Zarantonello e Sara Motta), e del suo braccio destro Parise, 41 (avv. Vincenzo Garzia), entrambi di Arzignano, il ministero ha emesso la sanzione in relazione «ai ripetuti trasferimenti di denaro contante in entrata in Italia con provenienza dalla Repubblica di S. Marino», per un importo di 5 milioni (la cifra massima è il 40 per cento del totale). Il motivo? La legge vietava i trasferimenti non dichiarati per importi superiori, all'epoca, a 10 mila euro in contanti. In quegli anni, come confessò, Parise veniva pagato per le sue attività 6 mila euro al mese, in nero, dal suo “datore di lavoro”. Ora dovrà versare, salvo ricorsi, quella cifra con robusti interessi.
Diego Neri
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1 kciesse 24/02/2012 22:10 1 commenti
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