Maxi ospedale nuovo, addio Costa troppo
ARZIGNANO. L'Ulss 5 ha presentato le quattro alternative possibiliSi allontana in modo inesorabile in Commissione regionale l'idea della “cittadella” che avrebbe accorpato uffici e servizi sanitari
La Crite conferma i 50 milioni di euro già assegnati all'Ulss 5 per la costruzione del nuovo ospedale, ma ora chiede un approfondimento tecnico mirato per calare in concreto le quattro ipotesi di lavoro presentate dall'azienda dell'Ovest vicentino su altrettanti modelli che, nel rapporto costi-benefici, siano in grado di ottimizzare le risorse a disposizione. In questo senso, si allontana sempre di più l'ipotesi della cittadella sanitaria, che accorperebbe ospedale per acuti e uffici, ma che è anche la soluzione più costosa. Molto difficile, se non impossibile, secondo quanto è trapelato dalla riunione di lunedì della Crite, che sia presa in considerazione per la scelta definitiva.
L'Ulss 5, che finora si era limitata a una elaborazione volumetrica dei progetti affidandola al proprio ufficio tecnico, il quale ha individuato costi di massima, ha un mese di tempo per far fare a uno studio un calcolo dettagliato dei lavori e della spesa. È questo il dato principale della riunione a Venezia sul futuribile polo sanitario unico Arzignano-Montecchio Maggiore della Commissione regionale per gli investimenti in tecnologia e edilizia sanitaria. Da una parte del tavolo Domenico Mantoan, che presiede la Crite e gli altri dirigenti regionali, fra cui Antonio Canini e Francesco Dotta, responsabile il primo della direzione edilizia ospedaliera e il secondo della direzione piani e programmi socio-sanitari.
Dall'altra la delegazione dell'Ulss 5 formata dal dg Renzo Alessi, dal direttore sanitario Simona Bellometti, dal capo dell'ufficio tecnico Renzo Puiatti, dal dirigente dell'area finanziaria Nicoletta Dugatto, dal responsabile dell'area gestione progetti tecnologici Fabio Senarigo. Quattro, come noto, le proposte delineate con gli importi fino ad oggi previsti. La prima ipotizza la costruzione del solo ospedale per acuti in località Canova con una spesa di 110 milioni. La seconda sposterebbe il nuovo ospedale nell'area della Ghisa limando l'onere complessivo di 3 milioni. La terza, quella della cittadella sanitaria, contemplerebbe non solo l'ospedale ma anche tutte le strutture correlate, facendo lievitare la spesa a 180 milioni. La quarta proposta ripiegherebbe, invece, sulla ristrutturazione dei due ospedali di Arzignano e di Montecchio con un costo di 88 milioni.
NUOVO MUTUO. Sempre la Crite ha mostrato un orientamento positivo riguardo alla richiesta da parte dell'Ulss di accendere un mutuo di 10 milioni in due anni a cui Alessi lega una serie di lavori importanti, fra cui il trasferimento della dialisi e della farmacia nel nuovo San Lorenzo di Valdagno (costo: 1 milione e mezzo), l'ampliamento del Centro Donna dell'ospedale di Montecchio (costo: 1 milione 50 mila), ma anche una serie di lavori di completamento edilizio e di adeguamento tecnico nei quattro ospedali dell'Ulss, oltre che l'acquisto di apparecchiature necessarie come un moderno impianto telecomandato per la radiologia in sostituzione dell'attuale ormai fatiscente. Ora la Crite farà una valutazione in base alla richieste di mutui pervenute anche da altre Ulss, per verificarne la compatibilità con il quadro generale, e poi farà sapere una decisione che, al di là della cifra finale, identica o inferiore a quella indicata, dovrebbe essere, appunto, favorevole.
Franco Pepe
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