Lei è invalida, lui senza lavoro. Domani lo sfratto
RECOARO. I coniugi in passato hanno vissuto anche in una roulotte. L'unica entrata è l'esigua retribuzione della donna Il marito: «Ho chiesto un'occupazione ovunque»
Lo sfratto che incombe, il lavoro che non c'è , una famiglia da sfamare. E per non trovarsi con le valigie in strada c'è tempo fino a domani. È disperato Giorgio Invidia, 53 anni disoccupato da 5, stanco di bussare a porte che non si aprono. Il destino sembra essersi accanito sulla sua famiglia che ormai è arrivata alla disperazione e che, nonostante tutto, non vuole vivere di carità.
«Desideriamo avere la possibilità di rialzare la testa - racconta Invidia - Mia moglie è invalida al 65% e quindi per lo Stato non ha diritto ad aiuti economici. Dal 2007 ha gravi problemi di salute eppure continua a lavorare: il suo stipendio di 1.100 euro è l'unico che entra in famiglia».
I problemi sono iniziati proprio con la malattia della donna, che 5 anni fa ha subito 2 operazioni in 6 mesi e da allora non è riuscita a ristabilirsi completamente. Nella vita della famiglia Invidia ci sono tutti gli ingredienti perché una persona si arrenda: un figlio vittima di alcool e droga, la perdita di lavoro da parte del capofamiglia per assistere la moglie malata e gli sfratti per morosità che li portano sempre sulla strada a ricominciare da capo.
Da Castelgomberto a una roulotte messa a disposizione da un'amica a Brogliano, per traslocare a Trissino ed infine approdare a Recoaro Terme. Ed è proprio da Recoaro che domani la famiglia, che comprende altre due figlie in giovane età, dovrà ricominciare di nuovo a cercare casa e lavoro.
«Ormai ho inviato curriculum anche all'estero - aggiunge - senza ricevere risposta. A Recoaro pagavamo 500 euro d'affitto e dobbiamo vivere tutti con il rimanente».
Farsi bastare 600 euro per pagare le bollette, mangiare e far crescere cercando di far finta di niente i figli.
«L'ultimo cruccio di mia moglie in ordine di tempo è il figlio trentaseienne che, seppur uscito dal tunnel di droga e alcol, continua ad essere aiutato perchè senza lavoro».
E per non pesare sulle spalle della famiglia il ragazzo ha deciso di andare a vivere in un rudere che la mamma ha ereditato dai genitori. Ed ora vive senza acqua, senza luce, senza gas, con i topi che scorrazzano per la casa. «Non si rende conto che così - conclude Invidia - mia moglie ha un pensiero in più. È da quando avevo 14 anni che lavoro e di esperienze ne ho fatte in tutti i campi. Sono disposto a qualsiasi impiego: accetterei qualsiasi mansione pur di riuscire a mantenere la mia famiglia e darle finalmente un tetto stabile».
Veronica Molinari
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