mercoledì, 23 maggio 2012

Valdagno

CAMBIA:

«Giù le mani dall'ospedale»

SANITÀ. Dopo il paventato trasferimento del Centro Alzheimer e le previsioni del piano regionale che punta a razionalizzare l'assistenza. Proteste a suon di interrogazioni trasversali di Pd, Idv, Pdl, Lega e liste civiche per difendere  il Cric e i servizi del San Lorenzo
22/02/2012
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Si respira aria di incertezza per il nuovo ospedale San Lorenzo. K.Z.

La battaglia per salvare il Cric e la sanità di valle si combatte ora a colpi di interrogazioni con prese di posizioni trasversali, ma tutte nella stessa direzione: «Giù le mani dall'ospedale San Lorenzo». Ad agitare le acque in città è arrivata anche la notizia che il Piano regionale socio sanitario in fase di approvazione potrebbe imporre un unico ospedale per acuti in ogni Ulss. La bozza assegna alle aziende sanitarie un bacino tra i 200 mila e i 300 mila abitanti. L'Ulss 5, quindi, dovrebbe essere ridisegnata e il San Lorenzo diventerebbe un ospedale specialistico con pronto soccorso e ambulatori per visite, ma le degenze sopravviverebbero solo per la specialità scelta. «Si devono garantire i servizi - afferma Franco Visonà del Pd-Idv - per non correre il rischio di diventare strutture di seconda classe». «Più che di una riorganizzazione - aggiungono Eliseo Fioraso di “Scegli Valdagno e guarda avanti" e Fernando Manfron di Lista civica Valdagno - sarebbe opportuno parlare di declassamento del San Lorenzo». Ed i tre capigruppo di maggioranza non hanno dubbi sul futuro del Cric: «Trasferirlo sarebbe una decisione arbitraria della Regione, violando gli accordi di programma tra Comune, Ulss e Regione». Carlo Fongaro della Lega nord aggiunge: «È una totale improvvisazione della programmazione sanitaria per Alto e Ovest Vicentino. Siamo stati bloccati per anni in attesa dell'ospedale unico di Canove, che ora non si farà più. Adesso salta fuori che sarebbe sufficiente l'ospedale di Santorso con 40 posti letto in meno rispetto alla dotazione complessiva che avevano gli ospedali di Schio e Thiene. Non sarà sufficiente per quella zona, come si fa a parlare della chiusura del San Lorenzo? Dove saranno reperiti i 120 posti letto per acuti che ci sono a Valdagno?». E il capogruppo di “Per Valdagno", Loredana Reniero, aggiunge: «Vogliamo capire la situazione e sapere cosa era previsto negli accordi di programma. Un anno fa sono state portate a Venezia oltre 15 mila firme per mettere al sicuro il San Lorenzo da riduzioni dei servizi». Per il coordinatore del Pdl, Marco Corà, «i giochi sono già stati fatti: ora si può solo tamponare la situazione cercando di riaprire il dialogo con la Regione. Sono allibito per il futuro del Cric, fiore all'occhiello per il nostro ospedale e ora ce la portano via». Il consigliere regionale Costantino Toniolo del Pdl aggiunge: «Il Cric non può essere chiuso. Da otto mesi non abbiamo ottenuto risposta dall'assessore Veneto alla sanità Luca Coletto per un incontro con gli amministratori della vallata». Stefano Fracasso, consigliere regionale del Pd intanto ha presentato un'interrogazione in Regione per chiedere «se la Giunta terrà fede agli impegni presi nella delibera del 2007, che prevedeva il Cric a Valdagno».

Veronica Molinari

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