L'agenzia viaggi fa crac, coppia scende a patti
TRIBUNALE. L'inchiesta della Finanza per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il passivo ammontava a 500 mila euro. Ai coniugi inflitti 16 mesi per avere usato 260 mila euro per sanare precedenti debiti
Un fallimento tira l'altro. L'agenzia “Valle dell'Agno Viaggi” fa crac e i titolari scendono a patti per limitare i danni per la bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Mariano Clemente Berti, 54 anni, e la moglie Francesca Crivellaro, di 46, residenti a Valdagno in via Da Vinci, ieri mattina in tribunale a Vicenza, nel corso dell'udienza preliminare davanti al giudice Massimo Gerace, hanno patteggiato 1 anno 4 mesi di reclusione ciascuno. La pena è stata sospesa.
I coniugi difesi dall'avv. Paolo Pentella, hanno riconosciuto di avere distratto 260 mila euro tra il 2006 e il 2009, quando venne dichiarato il fallimento dell'azienda, e di non avere presentato i bilanci in regola a partire dal 2005, quando la situazione patrimoniale della società era già difficile. La giustificazione che hanno sempre fornito, e che non li lascia indenni da responsabilità penali, è stata quella di avere cercato di sanare debiti della precedente gestione e di non essersi mai intascato nulla.
Il tracollo dell'agenzia di cui marito e moglie erano soci al 50% poggiava le basi su una precedente insolvenza, quella dell'agenzia del padre della Crivellaro, che aveva lasciato in eredità alla nuova ditta 140 mila euro di debiti, accollati nei confronti di alcuni tour operator.
Come il curatore fallimentare Pietro Capraro e la guardia di finanza hanno ricostruito, al momento di mettere le mani sui documenti recuperati, i coniugi per pagare il mutuo di un'abitazione, poi andata comunque all'asta, avrebbero distratto denaro dai conti della società. Così come avrebbero usato soldi della Valle Agno Viaggi per estinguere debiti della ditta individuale “Agenzia Valle Agno Viaggi di Crivellaro Mario” senza che la coppia avesse valide giustificazione. Anche perché in questa maniera, come parla chiaro il codice, avevano discriminato i creditori gettando le basi della bancarotta. Inoltre, il passivo è stato di oltre 500 mila euro.
Dalle verifiche investigative è altresì emerso che sarebbero stati «falsificati e nascosti i libri contabili» per non consentire agli organi accertatori l'effettivo stato di salute della Valle dell'Agno Viaggi srl, che venne dichiarata fallita il 17 dicembre di due anni fa, dopo che gli stessi coniugi Berti avevano deciso di portare i libri in tribunale per l'auto fallimento.
La loro tesi difensiva è che gli errori gestionali non avevano mai dato luogo a distrazioni pianificate. La concessione delle attenuanti riconosce queste spiegazioni.
Ivano Tolettini
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