Caro estinto ceneri in casa
IL CASO. L'analisi dei dati forniti dagli uffici anagrafe dei sei Comuni di zona in relazione all'alternativa alla sepolturaIn aumento il numero delle urne cinerarie conservate tra le mura domestiche. Recoaro e Cornedo spiccano in Valle per cremazioni
Il caro estinto me lo porto a casa. Nella Valle dell'Agno sfiora quota 14% il numero di cremazioni e nel 25% dei casi, cioè uno su quattro, i congiunti tengono l'urna cineraria a casa.
Lo si scopre analizzando i numeri forniti dagli uffici anagrafe dei Comuni. L'analisi è stata compiuta a seguito di quanto riportato nel bollettino parrocchiale di Maglio di Sopra e Campotamaso, in cui il parroco spiegava quanto previsto in caso di funerali ipotizzando la possibilità del sacerdote di negare il funerale a chi decide, dopo la cremazione, di far disperdere le ceneri oppure di custodirle in casa. Dai dati degli elenchi dell'anagrafe, si scopre che la percentuale di affidi di ceneri a casa è schizzata dal 9% del 2010 al 24,7% dello scorso anno. Nel bollettino parrocchiale, commentato da don Livio Dinello, «la Chiesa invita a portare sempre i cari defunti nei cimiteri. In caso contrario si potrebbe rifiutare la liturgia funebre».
VALDAGNO. Nel 2010, dei 456 valdagnesi deceduti 52 hanno scelto di essere cremati e 5 sono “tornati” tra le mura domestiche. Lo scorso anno, invece ci sono state 48 cremazioni su 432 decessi, con 13 urne cinerarie tenute in casa. E se in percentuale, nei due anni, il numero delle cremazioni è rimasto stabile all' 11%, quello degli affidi in abitazione è salito dal 9% del 2010 al 27% del 2011.
RECOARO. Nella cittadina termale, nel 2010, su 21 defunti hanno scelto la cremazione in 5, vale a dire il 24%. Nel 2011, invece, ben il 43% non ha voluto essere tumulato, ovvero 13 su 30 ed un urna è stata portata a casa.
CORNEDO. Numeri in crescita anche a Cornedo: se nel 2010 dei 76 residenti deceduti, 14 (18%) sono stati cremati, nel 2011 si è saliti al 28%, ovvero 23 cremazioni su 81. Ed è salito anche il numero di autorizzazioni per affidi delle ceneri da una domanda a 5.
BROGLIANO. Non c'è stata in due anni alcuna richiesta di portare a casa l'urna cineraria. Nel 2010 i decessi sono stati 18, contro i 14 del 2011. E in tutti e due i casi solo una persona ha chiesto l'affido delle ceneri.
CASTELGOMBERTO. Nel 2010, su 35 deceduti solo uno ha scelto la cremazione. Ma nel 2011 su 39 morti, 6 (15%) hanno scelto di non farsi tumulare con 3 urne cinerarie a casa.
TRISSINO. Nel 2010 registrati 56 morti e una cremazione con la richiesta di affido delle ceneri. Nel 2011, 2 cremazioni e un affido delle ceneri a domicilio; i decessi sono stati 72.
PERCENTUALI. I dati forniti dai Comuni non sono in linea con quelli resi noti dalle agenzie di onoranze funebri di valle, pubblicati ieri. Ma come spiegano gli impiegati comunali «non sempre una persona si rivolge alle imprese della propria città. I motivi possono essere i più vari: dal prezzo del servizio più conveniente, a ragioni personali come la sepoltura in altro comune o la fiducia in un'agenzia, anche se più distante». E può accadere che persone non più residenti in vallata e decedute altrove si rivolgano per il funerale ad agenzie locali per far tornare la salma nel luogo natio.
Veronica Molinari
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