«Una città vivace Tessuto culturale dinamico»
IL CASO. Il dibattito dopo gli interventi di Ferrio e del sindaco Neri. Matteo Marzotto: «Necessaria la volontà di mantenere un teatro come il Rivoli». Luca Romano: «Serve rimanere legati a Schio»
«I tempi d'oro dei “Premi Marzotto” non torneranno più: la città deve affrontare nuove sfide».
Matteo Marzotto e Luca Romano entrano nel dibattito sulla transizione politica e culturale valdagnese, acceso da Alfonso Ferrio e dal sindaco Alberto Neri.
Entrambi sostengono che «l'isolamento è un rischio e non una realtà» e che «la crisi potrebbe dare la spinta, per creare in città un'economia della cultura».
Una frase, la seconda, che potrebbe restare teorica, ma sia Matteo Marzotto che Luca Romano chiamano subito in causa il restauro dello storico teatro Rivoli, chiuso da trent'anni, per calarlo nella realtà attuale.
Inoltre, “scagionano” la politica valdagnese da responsabilità in relazione al possibile isolamento della cittadina laniera.
MARZOTTO. «Prendersela con la politica in questo momento è come sparare sulla Croce rossa - spiega Marzotto, presidente della maison Vionnet, con un forte legame affettivo per Valdagno, tanto che è in fase di rifinitura la sua nuova villa a Poggio Miravalle. - Ci deve essere uno scatto d'orgoglio dei cittadini valdagnesi per quanto riguarda la vita culturale. La volontà di mantenere un teatro come il Rivoli a Valdagno deve essere loro, così come quella di utilizzare meglio gli altri spazi a disposizione. Per la storia, la conformazione geografica e le dimensioni della città, è impossibile ritornare agli anni magici dei “Premi Marzotto”, ma bisogna saper rispondere a nuove sfide e a nuove esigenze. E questo, puntando sulla formazione legata alla cultura. Le Fondazioni che gestiamo, i miei zii ed io, lavorano anche per questo obiettivo».
ROMANO. Il sociologo Luca Romano si è occupato anche della stesura del progetto preliminare del nuovo Piano di assetto territoriale di Valdagno e Schio. «La storia industriale importante di Valdagno fa in modo che la città senta l'obbligo di fare da sé - spiega - Questo, alla lunga, potrebbe portarla all'isolamento. Per scongiurare questo rischio è importante rimanere legati ai comuni della valle dell'Agno e a Schio. Per quanto riguarda la cultura, poi, la città è anche più vivace di Vicenza, ma la crisi frena il passaggio dalla semplice partecipazione all'investimento economico. Eppure sarebbe proprio il momento di farlo, creando un polo culturale specializzato e unico nel suo genere per dare una svolta all'economia cittadina. Per esempio, se guardiamo al teatro Rivoli, è chiaro che al momento è una struttura economicamente insostenibile. Eppure la moderna architettura può rimettere a nuovo alcuni spazi che sono sani. Il Rivoli potrebbe diventare un grande e nuovo spazio attrattivo non solo per Valdagno. La politica cittadina, anche data la drammatica carenza di risorse, non può intervenire direttamente: deve diventare un volano per gli investimenti. Questo si realizza anche credendo fermamente nei progetti, come quello del Rivoli».
Karl Zilliken
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