La barista guarirà in un anno
L'AGGRESSIONE. Delicato intervento chirurgico a Peschiera per ricostruire i quattro tendini lacerati dalla coltellata. La donna è stata ferita venerdì nel corso di un tentativo di rapina nel locale dove lavora
Sessanta giorni come prima prognosi, un anno per riprendersi del tutto. Sono molto serie le conseguenze dell'aggressione a scopo di rapina subita venerdì all'alba da Ana Mocanu, la barista del “Rivoli” ferita da una coltellata sferrata da un bandito. La barista è stata sottoposta ad un lungo intervento chirurgico di ricostruzione e rimane ricoverata all'ospedale di Peschiera del Garda. Ha subito fra l'altro la recisione di 4 tendini, di un nervo e di una vena.
«Si sta riprendendo, ma è arrabbiata e spaventata», spiega Nicola Benetti, suo compagno e titolare del bar con Roberto Zanin. «Siamo tutti preoccupati. Mi pare folle che una persona debba avere paura di andare al lavoro. Ana si sveglia tutte le mattine alle 4 per aprire il bar e per rischiare la vita? Non mi sembra giusto. Qualcuno dovrebbe rendersi conto di questo. E non parlo dei carabinieri, che fanno il massimo, ma delle autorità e del mondo politico».
Mocanu è stata aggredita intorno alle 5.30 da un balordo. «Era all'interno del bar con una collega che preparava l'apertura delle 6 - racconta il fidanzato -. Si sono accorte che fuori c'era qualcuno e si sono preoccupate; hanno pensato di chiamare i carabinieri. La collega è uscita dal magazzino per capire chi fosse, e in quel mentre il bandito è entrato. Col taglierino ha minacciato Ana,spintonandola contro un'anta: voleva i soldi, e parlava in italiano, probabilmente con accento veneto. Lei gli ha risposto spaventata che il bar era ancora chiuso, non c'era un euro in cassa. Lui l'ha affrontata col coltello e lei si è coperta il viso, per ripararsi, subendo le gravi ferite. Subito dopo il rapinatore è scappato. Speriamo che i carabinieri lo arrestino». I militari del capitano Gandolfi hanno avviato indagini per fare piena luce sul tentativo di rapina (il bandito, infatti, non avrebbe portato via neanche un euro) e individuare il bandito armato. La paura è che, visto che non ha arraffato nulla, possa tornare a colpire. «Certo è che non ha alcun senso - conclude Benetti - colpire un bar prima dell'apertura. Può trattarsi solamente di un balordo».
Intanto sale il grido d'allarme dei commercianti. Dice il presidente del mandamento valdagnese di Confcommercio, Enrico Soprana: «Siamo molto spaventati per l'evoluzione negativa di queste aggressioni. Già dovevamo preoccuparci per le continue spaccate tra Valdagno e Cornedo, ma ora c'è davvero da aver paura».
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