Battaglia sulle cifre per l'Imu
CONSIGLIO COMUNALE. Interpellanza sull'applicazione dell'imposta che ha sostituito l'Ici. Decisione entro giugnoLa Lega: «Al 2 per mille l'aliquota sulla prima casa». Neri: «In questo modo avremmo minori entrate per 850 mila euro»
«Sull'Imu, bisogna difendere le famiglie dal possibile raddoppio dei costi». Lo ha chiesto Carlo Fongaro, capogruppo della Lega nord in Consiglio comunale. L'interpellanza, diretta alla Giunta guidata dal primo cittadino Alberto Neri, è arrivata in vista della discussione sul bilancio previsionale 2012. Pronta la risposta del sindaco: «Le aliquote saranno decise dall'assemblea cittadina. Impossibile dimezzarle tutte: se lo facessimo, a causa dei tagli non avremmo più i soldi per pagare i dipendenti, oltre a dove chiudere servizi essenziali».
ALIQUOTE. Fongaro ha chiesto di mettere mano alle aliquote dell'Imu, perché la nuova tassa (ex Ici) non diventi una vera e propria «stangata per le famiglie. Con la moltiplicazione della rendita catastale e l'aliquota, c'è il rischio che ci sia un raddoppio dei costi rispetto alla vecchia Ici. L'Imu per gli immobili affittati deve essere fissata al 4 per mille, al 2 per mille quella sulla prima casa e all'1 per mille quella sugli immobili agricoli. I valori devono tenere conto della crisi economica. Sappiamo che l'Amministrazione non può applicare tutti i tagli possibili, sia perché metà del gettito Imu deve andare allo Stato, sia perché con tutti i tagli previsti dalla manovra “Salva Italia" il Comune deve garantire i servizi minimi essenziali ai cittadini. Ma bisogna tutelare gli immobili abitativi affittati, quelli strumentali (negozi e aziende) e quelli agricoli. In particolare, dovrebbe essere ripristinato l'Imu agevolato per gli appartamenti affittati tramite il “canale concordato", come succedeva quando c'era in vigore l'Ici».
TAGLI. Per il sindaco Neri, «bisogna rendersi conto che l'Imu è una tassa patrimoniale, reintrodotta per far fronte ad un particolare periodo di crisi. Proprio per il “restringimento dei cordoni della borsa" imposto dal Governo, una serie di tagli imperverserà sul nostro bilancio: nel 2012, per un milione 810 mila euro, fino a 2 milioni 700 mila euro nel 2014. Secondo la normativa, se dovessimo abbassare le aliquote, aumenterebbero i tagli. Per esempio, se diminuissimo quella sulla prima casa al 2 per mille, ci sarebbero minori entrate per circa 850 mila euro. Non solo si rischierebbe di dover tagliare dei servizi, ma rischieremmo di non aver più i soldi per mantenere la struttura comunale esistente. Vista l'incertezza sulla normativa e la delicatezza della questione, il tutto sarò approfondito e, poi, valutato dal Consiglio comunale probabilmente a giugno».
Karl Zilliken
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