sabato, 18 maggio 2013

Thiene

CAMBIA:

L'ospedale chiude, il quartiere muore

IL CASO. Dopo il trasferimento dei reparti al nuovo nosocomio di Santorso emerge un quadro preoccupante per le attività di San Vincenzo. A subire il contraccolpo sono soprattutto i bar. Il calo di clienti arriva anche al 60 per cento «Il Boldrini era un buon indotto»
03/08/2012
Zoom Foto
Uno dei negozi chiusi nel quartiere di San Vincenzo. Sullo sfondo l'ospedale “Boldrini”. FOTO DONOVAN CISCATO

Chiude il Boldrini e dal quartiere San Vincenzo se ne vanno dipendenti, pazienti e soprattutto clienti. In pochi mesi il quartiere a nord di Thiene ha visto sparire una dopo l'altra numerose attività commerciali e quelle che sono ancora in piedi stanno soffrendo. Ma questa volta la “colpa” non può essere attribuita alla sola crisi: le difficoltà che stanno incontrando bar e negozi dislocati lungo via San Vincenzo, sono state provocate anche dal trasferimento dell'ospedale Boldrini a Santorso. Quando lo scorso marzo i reparti ospitati nel nosocomio cittadino se ne sono andati, si sono portati via anche buona parte dei clienti che si servivano in zona, facendo di fatto morire la parte alta di Thiene. «Mi sono trasferita con il negozio a Thiene nel 2007 - spiega Katiuscia Costa, 41enne di Chiuppano proprietaria dell'intimo “Kappa Ci” - e all'inizio gli affari andavano bene. Ma da quando se n'è andato l'ospedale, il quartiere si è come svuotato, non passa più nessuno, sembra di stare in mezzo al deserto. Non ha senso lavorare così, e penso proprio che, come hanno fatto i miei vicini della pizzeria d'asporto, chiuderò presto bottega anch'io». A subìre il contraccolpo per il trasferimento del Boldrini, sono soprattutto i bar della zona, che sentono la mancanza di tutta quella clientela di passaggio diretta all'ospedale.  «Ci è venuto a mancare un buon 60 per cento  di clientela - spiegano al locale “Non solo caffè” di via Boldrini - e se non fosse per il centro prelievi attivo al mattino, qui vedremmo ben poca gente». «Ci hanno tolto un polmone che faceva respirare non solo noi del quartiere, ma tutta la città di Thiene» afferma la 66enne Anna Faccin, proprietaria della pasticceria Bulgarini, presente con la sua attività a San Vincenzo da 42 anni. «L'ospedale creava un indotto di clienti che difficilmente potrà essere sostituito - continua il figlio Alberto Bulgarini - perché con la scusa di dover venire a Thiene per recarsi al Boldrini, molta gente poi si fermava per acquistare nei nostri negozi e bere nei nostri bar. Mi auguro che l'Ulss 4 non intenda chiudere definitivamente la struttura, ma che, anzi, mantenga la promessa di spostare qui anche tutto il suo apparato amministrativo». «Basta guardare questa via per rendersi conto di com'è la situazione - raccontano le tre amiche Roberta, Emilia ed Elena - negozi chiusi e serrande abbassate dappertutto, questa è ormai diventata una periferia anche se siamo a pochi passi dal centro storico. Ha appena chiuso anche il negozio di alimentari della zona, ed anche quello d'abbigliamento presente in questa via da 50 anni». «Il quartiere si sta desertificando - conclude Silvano Meda - e bisogna fare subito qualcosa per porvi rimedio: ora che non abbiamo più l'ospedale che porta clienti in zona, è necessario trovare un'altra fonte di “attrazione” per ridare a San Vincenzo una nuova vita».

Alessandra Dall'Igna

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