Stangata sulla seconda casa
IMU. Giovedì saranno proposte tariffe differenziate: al minimo l'abitazione principale con possibilità di riduzioni. È l'aumento più alto (9,5 per mille), esteso anche a terreni edificabili, immobili direzionali e alle grandi superfici di vendita
Il sindaco Casarotto lo aveva annunciato all'indomani delle elezioni: «L'aliquota sulla prima casa non si tocca, su tutto il resto dovremo fare dei ragionamenti». Ragionamenti che sono stati presentati in anteprima in commissione bilancio dall'assessore Alberto Samperi e che giovedì dovranno essere approvati dal Consiglio comunale.
In sintesi: cambia poco o nulla per l'abitazione principale, dove sono previsti alcuni “sconti”: dal 4 per mille si passa al 3 per mille per le famiglie con disabili e per i nuclei con un reddito inferiore al minimo vitale (circa 500 euro al mese).
Di segno opposto la variazione per “tutto il resto” : qui l'aliquota base del 7,6 per mille verrà innalzata. Oscillerà tra l'8,5 e il 9,5 per mille, a seconda della tipologia di immobile. «Un ritocco necessario - spiega Samperi - dato che applicando le aliquote base avremmo avuto un buco in bilancio di 2 milioni 100 mila euro».
L'aumento più sensibile (al 9,5) è previsto per seconde case, terreni edificabili, immobili di categoria D5 (quelli di proprietà di banche e assicurazioni, ma non le filiali e gli uffici), e D8 («Le grandi superfici di vendita, tipo Carrefour» precisa Samperi).
Aliquota al 9 per mille per le aree non fabbricabili e gli immobili a uso lavorativo, come uffici e fabbriche, mentre per le abitazioni date in comodato d'uso gratuito a figli o genitori (che non possono più essere considerate “prima casa”, come accadeva con l'Ici), l'aliquota sarà dell'8,5 per mille.
L'emendamento del vicesindaco per ora è solo sulla carta, dato che è necessaria l'approvazione da parte del Consiglio: ma dopo il “sì” incassato in Commissione, con il voto favorevole dei grillini, oltre che della maggioranza, il passaggio consiliare sembra una formalità. Solo la Lega Nord ha avanzato qualche perplessità e ora promette battaglia. «L'aliquota al 9,5 per le seconde case è troppo alta - commenta Maria Rita Busetti - e noi avremmo agito in modo diverso. Ora analizzeremo attentamente l'emendamento e giovedì diremo la nostra in Consiglio».
Paolo Mutterle
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