«Ruspe abusive al consorzio agrario»
IL CASO. Il Comune si è accorto del problema solo quando una parte degli edifici in via Vittorio Veneto era già diventata un cumulo di macerie. I privati hanno iniziato la demolizione per far posto ad un supermercato, ma l'immobile era pignorato
Colpo di scena all'ex consorzio agrario: i lavori di demolizione sono risultati abusivi e ieri mattina il Comune di Thiene, su ordine del tribunale di Vicenza, ha dovuto fermare le ruspe, in azione ormai da oltre una settimana.
Probabilmente gli edifici dell'ex consorzio agrario sarebbero stati rasi al suolo completamente se il curatore giudiziario dell'area, che attualmente risulta essere ancora pignorata, non avesse scoperto per caso ciò che stava avvenendo in via Vittorio Veneto, rimanendo sbalordito di fronte ad un cantiere in piena attività.
Gli uffici comunali di Thiene, infatti, pur avendo ricevuto la segnalazione dell'inizio della demolizione due settimane fa, non hanno avvisato il tribunale. Evidentemente non hanno trovato nulla di strano nell'intervento di sbancamento di un complesso sul quale pende un procedimento giudiziario da quasi 10 anni.
SCOPERTA. «Più o meno cinque giorni fa - racconta Lodovico Bettini, custode giudiziario dell'ex consorzio agrario - ero impegnato nei miei consueti giri di ricognizione degli stabili che mi sono stati affidati e sono passato a controllare anche quelli di via Vittorio Veneto. Sono rimasto sbigottito di fronte alle ruspe che stavano demolendo i vecchi edifici. Nessuno può agire in quell'area senza la mia autorizzazione. Non capisco perché il Comune non si sia preso la briga di avvisarmi».
MANCATA AUTORIZZAZIONE. In seguito ad un pignoramento del terreno e degli stabili datato 2002, tutta l'area è in mano al tribunale di Vicenza. A tutela del credito, è stato nominato un curatore giudiziario che vigila affinché nessuna azione possa compromettere lo stato ed il valore del bene immobile, che è ancora in esecuzione. «L'intervento di demolizione è abusivo perché non è mai stato autorizzato - continua Lodovico Bettini - ed il committente dei lavori, ovvero l'“Immobiliare Silvia”, andrà incontro a conseguenze penali. Oltretutto, adesso sono cambiati i presupposti per poter mettere all'asta l'area, che dovrà essere periziata un'altra volta per ricalcolarne il valore e poterla rimettere in vendita».
SOSPENSIONE LAVORI. Resta da chiarire perché gli uffici preposti non si siano accorti per tempo di ciò che stava avvenendo in via Vittorio Veneto. Prima di iniziare l'intervento di demolizione dell'ex consorzio agrario, infatti, il 7 giugno il progettista aveva presentato, allo Sportello unico di Thiene, il documento di Scia, ovvero la segnalazione di inizio attività. Ora, a distanza, di due settimane, arriva lo stop al cantiere dall'ufficio comunale, su ordine del tribunale di Vicenza.
«Quando abbiamo visto la Scia ci siamo ricordati che su quell'area in passato pendeva un procedimento giudiziario - spiega l'ingegnere Antonio Thiella, responsabile del settore tecnico e lavori pubblici - e così abbiamo subito chiamato il custode giudiziario, decidendo poi di fermare i lavori». La versione del Comune stride con quella di Lodovico Bettini, che afferma invece di essere stato lui ad avvisare l'ufficio tecnico per avere informazioni su ciò che stava avvenendo, presentando poi ieri mattina l'ordinanza con la richiesta di sospensione del cantiere.
PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE. La demolizione dell'ex consorzio agrario sarebbe stata il primo passo verso la riqualificazione dell'area. Nei progetti dei privati, infatti, c'era la realizzazione di un supermercato di circa mille metri quadrati (c'è chi parla di un probabile interesse di Lidl), con accesso da via Vittorio Veneto.
Alessandra Dall'Igna
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