Carrefour raddoppia? L'Ascom prova a fermarlo
COMMERCIO. Convocato un tavolo di lavoro in Comune con la società Segece Italia srl
Da un lato le liberalizzazioni e il bisogno di salvaguardare il negozio di vicinato, considerato patrimonio della tradizione della città, dall'altro quel progetto di Carrefour 2 fermo da una trentina d'anni che potrebbe diventare realtà.
Temi destinati a condizionare il commercio di oggi e di domani. Per questo il sindaco Maria Rita Busetti ha deciso di far sedere le parti attorno a un tavolo. Un incontro interlocutorio, probabilmente il primo di una lunga serie, che si è svolto lunedì a porte chiuse, e ha messo uno di fronte all'altro il presidente mandamentale dell'Ascom Emanuele Cattelan e Daniele Iazzi, in rappresentanza di Segece Italia srl, la società che gestisce la galleria del centro commerciale.
Il grosso nodo da sciogliere quel progetto, datato 1984, che da un punto di vista urbanistico permetterebbe alla società di utilizzare un terreno (che ancora deve acquistare) per creare un centro commerciale più o meno delle stesse dimensioni dell'attuale Carrefour. «La situazione è tutta in divenire - precisa il sindaco - per questo ho voluto far incontrare le parti per capire se è possibile collaborare per salvaguardare l'interesse della categoria. Di fondo c'è un problema urbanistico. La società ha la possibilità di acquistare un'area ad uso commerciale, su cui potrebbe realizzare l'ampliamento. Per farlo ha però bisogno di una variante, la cui approvazione è subordinata ad una revisione della viabilità della zona. Questa zona è come un tappo in cui si intasa tutto il traffico in uscita da Thiene. Non possiamo pensare di raddoppiare l'area commerciale senza aver trovato le necessarie vie di sfogo».
Se al sindaco sta a cuore la viabilità, l'Ascom si preoccupa di salvaguardare la piccola distribuzione: «Quando ha aperto Carrefour, 30 anni fa - ricorda Emanuele Cattelan - c'è stato un danno per tutta la categoria. Oggi, nonostante siano cambiate le regole, ci troviamo di fronte ad un investitore che può ancora realizzare un'opera importante, nonostante siano cambiati i parametri e l'economia».
Il fatto che l'assessore alle attività produttive Giuseppe Zuccolo abbia ribadito la volontà di stare dalla parte delle piccole imprese, considerate «un servizio indispendabile per gli utenti» può essere una rassicurazione ma non basta.
«Diamo atto all'amministrazione di voler essere attenta ai piccoli commercianti e al dettaglio - replica Cattelan - di considerare anche il loro ruolo sociale. Ma è chiaro che la grande distribuzione, che pure sta soffrendo da qualche anno, sta guardando al futuro a medio termine e se, una volta completata la Pedemontana, verrà realizzata anche la prosecuzione della Valdastico nord, Thiene diventerà il secondo centro intermodale più importante dopo Verona. È chiaro che non vorranno perdere l'occasione di essere qui»,
«Non mi limiterei - aggiunge - a considerarlo un problema di viabilità. Qui è in gioco il patrimonio commerciale che ha fatto la storia della nostra zona. E, quel che è più grave, è che rischiamo di impoverirci ulteriormente perchè è vero che hanno portato posti di lavoro, ma i guadagni vanno per l'80 per cento all'estero. Quanto ai posti di lavoro, probabilmente li avrebbero garantiti anche dai nostri piccoli negozi, se non fossero stati strozzati dalla presenza del centro commerciale. Forse, di fronte ad un progetto fermo da 30 anni, dopo che è cambiato il mondo, l'amministrazione dovrebbe avere il coraggio di cambiare destinazione d'uso. Ma non so se sia possibile».
Marialuisa Duso
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