Ricercato si rifugia in casa del cugino
ZUGLIANO. Finita la latitanza di un nomade evaso dai domiciliari. Il parente che lo nascondeva è stato arrestato con l'accusa di favoreggiamento. Il fuggiasco si era nascosto sotto un letto
Era stato arrestato in agosto, in provincia di Belluno, per aver commesso un furto; pochi giorni dopo gli erano stati concessi i domiciliari dai quali però era evaso quasi subito. Per questo i carabinieri lo stavano attivamente ricercando, con battute estese anche nella nostra zona. Ed è proprio nel Thienese che è finita la libertà di Mario Cari, 28 anni, nomade pluripregiudicato nato al Boldrini. Ha fatto l'errore di rifugiarsi dal cugino e di lasciare l'auto parcheggiata all'esterno della casa, a Centrale di Zugliano. ARRESTI. Cari è finito al San Pio X, ma è stato arrestato anche il parente, Samuel Cavassa, 31 anni, residente in via Riva 2 a Centrale, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. L'operazione è iniziata proprio nella frazione di Zugliano, quando una pattuglia dei carabinieri ha notato la Renault Clio, utilizzata da Cari, parcheggiata in via Riva davanti ad una casa abitata da una famiglia di Sinti. I militari, insospettiti, hanno suonato al campanello e a quel punto Cavassa ha detto di essere in casa con la moglie, i figli più piccoli e di avere ospite un cugino del quale non sapeva il nome. Tale parente non sarebbe stato presente, secondo il racconto dell'uomo, perché recatosi in un bar vicino. I militari, dopo aver aspettato una trentina di minuti il rientro del cugino assente, hanno deciso di fare un controllo della casa. LA CATTURA. Controllo che per altro ha dato i suoi frutti. In una stanza utilizzata dai figli minori di Cavassa si era nascosto Cari. Era steso sotto al letto, uno dei primi posti dove i carabinieri ovviamente sono andati a guardare. Nello stesso locale c'era anche la fidanzata del fuggiasco, che si era nascosta sotto una scrivania. Il blitz sembrava chiuso senza particolari problemi se non fosse che a quel punto, secondo il resoconto dei Cc, Cavassa ha tentato di allontanarsi dall'abitazione fiutando l'odore di guai. L'EPILOGO. L'uomo è stato però bloccato prima che potesse uscire e tratto in arresto. Entrambi sono stati accompagnati in caserma a Thiene. A Cari è stato notificato il provvedimento di cattura mentre Cavassa è stato trattenuto nella cella di sicurezza con l'accusa di aver cercato di eludere le indagini dei carabinieri. Per i militari, insomma, avrebbe contribuito a far sfuggire alle ricerche il cugino. Quest'ultimo è stato portato in carcere a Vicenza mentre il parente che lo ospitava è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Marco Peraro. Ieri mattina è stata chiesta la convalida dell'arresto al Gip e subito dopo Cavassa è tornato in libertà in attesa che venga fissata l'udienza per il rito direttissimo.
Dennis Dellai
Tweet Segui @GiornaleVicenza
























