Città in allarme «La crisi favorisce la criminalità»
INCHIESTA. Interviste ad operatori che vivono e lavorano in centro. Furti, inseguimenti e altri fatti di cronaca stanno innalzando il senso di insicurezza. E molti li collegano alla recessione
Sono stati circa 700 i furti denunciati nel 2011 in città e nell'hinterland thienese. Non è un numero record, se si pensa che è stimato su un territorio piuttosto vasto. Eppure in città c'è una certa preoccupazione perché negli ultimi tempi le notizie di cronaca che hanno riguardato Thiene sono state numerose, purtroppo anche drammatiche. La crisi, del resto, sembra appesantire un quadro già cupo.
Così i cittadini cominciano ad avvertire un certo senso di insicurezza. Come Giuseppe Smania titolare della Tabaccheria Anna. «È ovvio che non mi sento sicuro», dichiara. «Io ho subito due furti nel giro di 24 ore. Questo non ti permette di stare tranquillo soprattutto se fai un'attività come la mia dove tra le marche da bollo e i pagamenti di bolli auto e del canone Rai girano molti contanti. Per avere maggiore sicurezza a mio avviso, sia nelle tabaccherie che nei distributori di benzina la gente dovrebbe essere obbligata a pagare con il bancomat».
Anche Patrizia Baron proprietaria dell'Ottica Baron ha dovuto fare i conti con una incursione notturna nel suo negozio, la classica “spaccata”.
«Un'esperienza così non la dimentichi più», commenta. «Ora ho un sistema d'allarme che mi fa stare abbastanza tranquilla, ma il pensiero c'è sempre».
La sensazione che è vissuta da alcuni negozianti è che la sicurezza sia venuta meno con l'aggravarsi della situazione economica. Ultimamente si sono verificati anche furti di gasolio da autotrazione, anche questo un segno dei tempi se si considera il prezzo del carburante.
«Credo che la maggior parte dei furti di questi ultimi tempi - dice Luca Gallio titolare del Tris Bar - siano figli della crisi economica. Quando non hai di che sopravvivere si può anche arrivare a compiere delle azioni illegali. Fortunatamente Thiene è ancora un'isola felice. Però, a livello generale, per come sono cambiati i tempi, mi sento meno sicuro rispetto al passato».
Ha subito più di qualche “spaccata” anche Andrea Retis proprietario dell'Ottica Andrea.
«Per il prodotto che vendo - spiega - la mia è un'attività molto a rischio, quasi come le oreficerie. E se 15 anni fa potevo permettermi di chiudere la porta a chiave e stare tranquillo, ora vivo praticamente blindato. Fortunatamente i vigili sono molto presenti e non ci fanno sentire abbandonati a noi stessi».
Silvia Dal Maso
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