Papà detective scopre pusher
DROGA. Preoccupato per il comportamento del ragazzo di 14 anni, il genitore segnala ai carabinieri i suoi spostamenti. In manette giovane di Magrè che coltivava marijuana in un box dotato di tecniche sofisticate per far maturare le piante
Genitore angosciato nota il comportamento strano del figlio adolescente, lo segue in alcune delle sue frequenti visite in un'abitazione di Magrè e si confessa dai carabinieri. È partita così l'indagine che ha portato l'altro giorno all'arresto di Peter Barbieri, 29 anni, residente in via Giordano a Schio, per coltivazione e spaccio di marjiuana, che ieri ha patteggiato davanti al giudice Carli 2 anni di reclusione e a 2667 euro di multa, con applicazione della misura cautelare a causa dei suoi precedenti penali.
Barbieri, difeso dall'avv. Andrea Massalin, vive con la nonna novantenne in una casa di Magré nelle vicinanze della quale i militari del nucleo radiomobile, coordinati dal maresciallo Tiziano Ottoboni, hanno a lungo sostato per monitorare l'andirivieni indisturbato di giovani, con l'anziana ignara di quanto stava accadendo a pochi metri da lei.
La segnalazione del papà, preoccupato per il comportamento del figlio di 14 anni, ha portato a scoprire un notevole giro di consumatori di “marja”, alcuni dei quali minorenni, fino ai 22 anni.
Il quadro della situazione non poneva dubbi ai carabinieri appostati e l'altro giorno è stato ordinato il blitz nell'alloggio. Nel giardino c'erano cinque piante alte circa 80 centimetri coperte da un telo mimetico ma è stato dentro che i militari hanno scoperto una serra con sofisticati metodi per farle crescere e sviluppare senza destare sospetti all'esterno. Le piante erano quattro ma molto più alte di quelle esterne, con circa 400 grammi di fogliame. A parte c'erano anche 15 grammi di sostanza essicata in una scatola di scarpe e pronta ad essere ceduta, accanto ad un bilancino per le dosi. A stupire tuttavia è stato il materiale di alta qualità usato da Barbieri per far prosperare la piccola piantagione: lampade, ventilatore, filtri per impedire la fuoriuscita di odori particolari. Secondo quanto il Barbieri avrebbe riferito nell'interrogatorio, un impianto simile gli sarebbe costato un migliaio di euro.
A questo punto l'attenzione degli inquirenti si sposta sulla clientela. I ragazzi individuati, quasi tutti adolescenti, sono una decina e nei prossimi giorni sfileranno davanti ai carabinieri nella caserma di via Maraschin, in alcuni casi accompagnati dai genitori data la loro minore età. Pare tuttavia che il giro di affari fosse più esteso e che manchino ancora parecchi nomi nella lista che gli investigatori hanno sinora a disposizione.
Mauro Sartori
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