mercoledì, 23 maggio 2012

Schio

CAMBIA:

Santorso L'ospedale debutta coi fiocchi

SANTORSO. Ieri mattina l'arrivo dei primi pazienti di fisiokinesiterapia, geriatria, malattie infettive, dialisi e rianimazione. Tocca a una signora di Breganze inaugurare i reparti per degenti Volontari Avo e Servos accolgono i pochi visitatori e li orientano
21/02/2012
Zoom Foto
L’arrivo dei primi pazienti nel nuovo ospedale. FOTO DONOVAN CISCATO

L'ospedale di Santorso apre i battenti sotto la neve e accoglie i primi pazienti nella nuova struttura.
È Caterina Cortese, di Breganze, la prima degente a mettere piede nel pronto soccorso del nosocomio. Sono le 7,30 di ieri mattina quando l'ambulanza entra in quello che sarà da sabato prossimo il nuovo pronto soccorso di Schio: «Stamattina siamo arrivate un po' in anticipo rispetto alla tabella di marcia - racconta la signora che nel fine settimana ha il permesso di rientrare nella sua abitazione per poi riprendere il lunedì le cure in ospedale - Tra l'altro il tragitto questa volta è stato più breve, ci abbiamo impiegato quasi dieci minuti di meno rispetto al solito».
Cati, come la chiamano nel suo paese, è già coricata nel suo letto nel reparto di fisiokinesiterapia. Accanto a lei c'è la figlia Manuela pronta ad aiutarla nel caso di bisogno: «Il campanello di chiamata non funziona ancora ma ci hanno detto che entro sera sarà installato. Del resto non possiamo pretendere che il primo giorno funzioni tutto… ma a dire la verità quando sono entrata sono rimasta scioccata: mi sembrava di essere in un'astronave! Sono molto contenta di aver trovato le stesse infermiere in reparto, i corridoi sono molto ampi e anche in bagno ci si muove molto meglio con la carrozzina. A Schio però l'ambiente era un po' più vivace, c'era più colore nelle stanze e negli spazi comuni».
Ad di fuori dei 5 reparti operativi - rianimazione, fisiokinesiterapia, malattie infettive, dialisi e geriatria polifunzionale - l'ospedale è di fatto ancora un cantiere. All'ingresso, nell'immensa hall è posizionato un piccolo banco per l'accettazione, mentre alcuni volontari di Avo e Servos aiutano gli ancora pochi visitatori a orientarsi, distribuendo delle mappe in base al reparto da raggiungere. Fuori sotto la neve altri volontari della Protezione civile danno le prime indicazioni su dove parcheggiare, visto che una buona parte dei posti auto è riservata ai dipendenti. Al momento il parcheggio è gratuito e non occorre pagare il ticket.
Proseguendo dopo l'accettazione si trovano le postazioni che accoglieranno le tre casse automatiche e subito dopo si presenta il Cup (Centro unico di prenotazione), che sarà attivo dalla settimana prossima. Per prenotare una visita si verrà accolti all'interno di uno spazio chiuso, ci si siederà di fronte ad uno degli otto operatori e vis-à-vis si potrà prenotare comodamente e nel rispetto della privacy la visita necessaria.
Lungo i corridoi, ancora spogli, si incontrano elettricisti e tecnici al lavoro, mentre nei 5 reparti attivi il personale è alle prese con la sistemazione di mobili e medicali e sta prendendo dimestichezza con le nuove apparecchiature tecnologiche. Tutto ciò seguendo in contemporanea i degenti ricoverati.
«Oggi pomeriggio inizio già con la riabilitazione in palestra - spiega la signora Scapin di Torrebelvicino, ricoverata in fisioterapia - Sarò la prima a inaugurare una delle quattro palestre del nuovo ospedale».

Anna Lirusso




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