mercoledì, 23 maggio 2012

Schio

CAMBIA:

10 milioni di euro L'Imu riempie le casse

IMPOSTE COMUNALI. Le aliquote possibili saranno del 4 e 7,6 per mille. Sugli edifici rurali sarà applicato il 2 per mille di tributo. Le rendite catastali saranno aumentate del 60% per uffici e negozi
17/02/2012
Zoom Foto
Una veduta di abitazioni nel centro storico cittadino. ARCHIVIO

L'Imu, questa sconosciuta, comincia a creare preoccupazioni in quel di Schio. Nei giorni scorsi il sindaco Luigi Dalla Via e l'assessore al bilancio Mario Benvenuti hanno incontrato le associazioni di categoria e sindacali per spiegare come sta evolvendo l'imposta municipale unica, che andrà a sostituire l'Ici e soprattutto a reintrodurre la tassazione sulla prima casa.
Una novità che sta rallentando, e non di poco, la stesura del bilancio di previsione 2012 comunale. Si sa già che le voci a pareggio toccheranno quota 34 milioni, più o meno lo stesso volume di movimenti del 2005. Quello che è ancora incerta è l'applicazione della nuova imposta, che sulla prima casa dovrebbe avere un'incidenza del 4 per mille (ma i Comuni possono manovrare in una forbice tra il 2 e il 6 per mille). Sarà del 7,6 per mille quella sulle seconde case e gli altri fabbricati. Ci saranno detrazioni di 200 euro per l'abitazione principale e di 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni.
A preoccupare i contribuenti non sono tanto le aliquote, quanto la revisione delle rendite catastali, che faranno salire la base di calcolo dell'imposta di circa il 60% per uffici, banche e assicurazioni, del 40% per i laboratori artigianali e produttivi e del 61,8% per i negozi. Più 20% anche per seconde case e altri fabbricati.
La batosta sarà per gli agricoltori, perché sarà applicata l'Imu del 2 per mille anche sugli edifici rurali, prima esentati, comprese le rimesse dove vengono depositate attrezzature oppure il fieno, tanto per fare un esempio calzante.
Da Schio dovrebbero partire circa 10 milioni di euro alla volta di Roma, che restituirà tutta la quota relativa alla prima casa e metà del resto.
Negli anni passati il gettito Ici arrivava ad 8 milioni di euro e, dalla soppressione di quella sulla prima casa, c'era un trasferimento compensativo dallo Stato di 3 milioni e 500 mila euro che adesso non ci sarà più. L'ultima Ici sull'abitazione principale aveva prodotto un gettito di 3 milioni e 400 mila euro. Adesso potrebbe rendere qualcosa di più alle casse comunali ma nulla c'è ancora di preciso.
«Purtroppo restano ancora alcuni punti da chiarire e proprio per questo ci stiamo confrontando anche con gli altri grandi Comuni del territorio, oltre che tra i sei Comuni che hanno avviato la strada dei servizi associati – spiega l'assessore Mario Benvenuti – In questa fase l'Imu non porta più risorse ai Comuni ma è il contributo che i Comuni pagano allo Stato per salvare l'Italia. Il nostro obiettivo è garantire il mantenimento dei servizi e il sostegno alla realizzazione delle opere nel territorio. Bisogna ricordarsi infatti che si viene da una serie di finanziarie che hanno già ridotto di 1,6 milioni le risorse del Comune».
Calcolatrice alla mano, a palazzo Garbin non sanno ancora se l'Imu porterà risorse o ne sottrarrà ma c'è l'intenzione di non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.

Mauro Sartori

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