Case di riposo, rette in salita
SOCIALE. Adeguamento dell'1,5% della quota a carico degli ospiti a causa dei maggiori costi delle utenze di gas e luce. Il bilancio dell'ente La Casa pareggia a venti milioni di euro. Il personale ne costa dieci
Un pareggio dei conti a 20 milioni di euro e un inevitabile ritocco delle rette per arrivare a questo obiettivo. Nel bilancio 2012 presentato ieri mattina ai familiari dei 300 ospiti dal presidente dell'ente assistenziale La Casa, ci sono dentro tutte le difficoltà del momento economico italiano ma anche la volontà di non pesare sulle tasche di chi deve tirar fuori da 1300 a 1700 euro per tenere nelle strutture di via Baratto e Valbella i propri cari. Il presidente Faustino Tabelli, nell'illustrazione di ieri, ha spiegato perché le rette dovranno essere ritoccate dell'1,5%: è il primo aumento da tre anni a questa parte ed è causato dalla necessità di chiudere a pareggio pur non sapendo ancora a quanto ammonteranno i contributi regionali. Contestualmente c'è l'esigenza di accendere un mutuo ventennale per 1 milione e 300 mila euro, con 90 mila euro di interessi e rimborso capitale annuo. A pesare sono i 70 mila euro in più delle utenze di acqua, gas, energia elettrica e i 20 mila euro accantonati a fondo di riserva per far fronte al probabile aumento dell'Iva durante l'anno. Le spese per il personale superano i 10 milioni di euro ma non incideranno più degli esercizi precedenti, essendo in atto il blocco degli stipendi che durerà dal 2010 al 2016. Peraltro le buste paga incidono per il 72% dei costi perché i dipendenti sono in tutto 345, tra gli istituti scledensi e le due Rsa di Montecchio Precalcino gestite da La Casa. Un numero di lavoratori notevole, che fa dell'ente il principale datore di lavoro scledense, dovuto al fatto che le strutture non sono più case di riposo ma delle vere e proprie lungodegenze per ospiti non autosufficienti. I costi reali vanno da 115 a 120 euro giornalieri pro capite, a seconda delle condizioni dell'ospite e le rette a carico delle famiglie vanno da 41 a 59 euro. Se gli stessi ospiti fossero pazienti in ospedale, costerebbero all'Ulss 550 euro al giorno. Di positivo c'è che le manutenzioni straordinarie sono state ridotte grazie al rinnovamento delle strutture ed un risparmio arriva dalla nuova convenzione per le pulizie con una ditta ravennate che farà restare 110 mila euro nelle casse dell'ente.
Mauro Sartori
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tweet Segui @GiornaleVicenza
























1 ferperry 18/02/2012 23:52 62 commenti
Gli anziani costano poco ........e le rette sono esose!!!!!!!!!!!