Rifiuti, migliaia in debito, ma non lo sanno
RIFIUTI. Equitalia per un problema informatico non ha trasmesso agli istituti bancari la disposizione di pagamento delle rate che scadevano in ottobre e dicembre. Nel giro di una settimana il disguido sarà sistemato, ma si temono interessi sui tributi
Lacrime e sangue, reclama il governo Monti che sforna nuove gabelle. Intanto a Schio, ma non solo, migliaia di contribuenti non hanno pagato la tassa sui rifiuti e nemmeno lo sanno, dormendo il sonno dei giusti. Colpa di un disguido informatico di Equitalia che ha cancellato l'invio delle disposizioni di pagamento alle banche. Ad essere interessate sono sicuramente le scadenze della tassa per lo smaltimento emesse fra ottobre e dicembre che vengono appunto domiciliate dai contribuenti nei rispettivi istituti bancari.
Nel caso di Schio, si tratterebbe della seconda rata relativa al servizio del 2011, scadente il 30 novembre. Chi ha scelto il pagamento in due soluzioni (pare la maggioranza degli utenti anche se manca un numero preciso), dopo aver assolto alla prima scadenza, si trova di fatto in una situazione debitoria nei confronti del Comune, ma non per colpa sua.
I cittadini più pignoli lo hanno scoperto con l'arrivo, nei giorni scorsi, dell'estratto conto bancario dell'ultimo trimestre 2011. Altri, e sono i più, non hanno la minima idea di non aver saldato la seconda scadenza.
Nella sola Schio la tassa consente l'incasso di 3 milioni e 400 mila euro annui. La quota rateizzata e non saldata potrebbe aggirarsi sul milione di euro. Sono stime ancora approssimative, perché ad Equitalia stanno verificando se l'inghippo ha coinvolto altri tributi e soprattutto altri Comuni del circondario. E si teme che la faccenda si allarghi sia per confini che per numeri di nuclei familiari o imprese coinvolte.
«Dispiace per quanto accaduto ma stiamo rimediando - assicura Nicoletta Lagomarsina, responsabile delle relazioni esterne di Equitalia. - Nel giro di una settimana verranno riemesse le disposizioni di pagamento, senza ulteriori addebiti in conto agli utenti, che ovviamente non hanno colpe anche se, a suo tempo hanno ricevuto regolare avviso di pagamento».
Si tratta della cartella di riscossione che stabilisce gli importi da versare e le modalità. Chi ha optato per un'unica soluzione o per il bollettino postale, è a posto. Gli altri dovranno provvedere ora, trovandosi ad essere morosi a loro insaputa. Sul tema la Lega Nord ha pronta una mozione consiliare per assicurarsi che non vengano applicati interessi di mora o sanzioni per ritardato pagamento che, visti i due mesi passati, sarebbero consistenti. Il Comune di fatto non c'entra, avendo delegato a Equitalia, che conferma: «Non ci saranno interessi o addebiti, ci mancherebbe. Tutto sarà sistemato nel giro di pochi giorni. Ci scusiamo per il disguido».
A qualche contribuente, tutto sommato, non è dispiaciuto vedersi prorogare di 60 giorni e più una gabella, in un periodo di lacrime e sangue.
Mauro Sartori
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