mercoledì, 23 maggio 2012

Schio

CAMBIA:

«Molestie e stalking» Due donne nel mirino

IL CASO. Va a processo per il pressing sessuale alla cliente di un market e a una commessa

Agiva nella zona del “Famila” di via XX Settembre e fu scoperto dai carabinieri. Lasciava biglietti hard sul parabrezza dell'auto
26/01/2012
Zoom Foto
Il parcheggio interrato del Famila, dove venivano lasciati i biglietti

Prima le molestie sessuali e le lesioni ad una cliente. Poi il pressing hard ad una giovane commessa, alla quale lasciò una serie di bigliettini dal contenuto altamente pornografico, degno di un film a luci rosse.
Deve rispondere di violenza sessuale nell'ipotesi lieve, lesioni e stalking Rudy Salbego, 35 anni, residente a Schio in via Proe di Sotto 61, che nel giugno scorso ricevette il divieto di dimora in città al termine dell'indagine dei carabinieri della stazione di Schio, coordinati dal pubblico ministero Barbara De Munari. L'imputato, difeso dall'avv. Francesco Corrà, dovrà presentarsi davanti al tribunale collegiale.
I fatti contestati risalgono alla primavera dello scorso anno, e sarebbero avvenuti nella zona del supermercato Famila di via XX Settembre. L'episodio più grave sarebbe quello avvenuto il primo marzo, quando Salbego aveva avvicinato una donna di 46 anni (che si costituirà parte civile con l'avv. Anna Zanini), sorprendendola alle spalle. L'aveva prima - secondo la ricostruzione della procura - colpita con un calcio ad una gamba e poi, quando si era girata, con un sonoro ceffone in volto. A quel punto aveva allungato le mani toccandola in maniera morbosa sotto la gonna. Salbego era scappato e la donna aveva sporto denuncia, dopo essersi fatta medicare (guarì in 3 giorni); furono i militari del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla ad identificarlo successivamente.
Dal mese di aprile, invece, Salbego avrebbe iniziato a prendere di mira una giovane commessa di 24 anni, scledense, che lasciava la sua auto nel parcheggio interrato. Non l'avrebbe mai toccata, ma le avrebbe lasciato numerosi biglietti sull'auto che avevano spaventato non poco la ragazza, che iniziò a farsi accompagnare da altre persone perchè temeva per la propria incolumità. Per un mese Salbego le lasciò quei messaggini assai volgari, in cui le chiedeva di recarsi ad un appuntamento per mezzanotte «nella zona dei carrelli» vestita da prostituta e pronta ad ogni perversione sessuale. «Ciao porcellona! togliti tutto e resta solo con i tacchi che indossi sempre e i collant», le scriveva fra l'altro l'ignoto “ammiratore”, che si diceva certo che la giovane apprezzasse quel linguaggio da trivio. «Ti aspetto in biblioteca sabato mattina vestita da zoccola ore 11 senza mutandine», e via discorrendo, con elencati tutti i particolari delle prestazioni erotiche a cui l'avrebbe sottoposta.
Fra l'altro, l'imputato si sarebbe reso conto che stava esagerando, se giunse a scrivere «Nota bene: questo messaggio non costituisce nessuna prova di stalking, persecuzione o altro e quindi la decisione spetta solo a te».
È evidente che la ragazza non solo non aveva alcuna intenzione di incontrarsi con uno sconosciuto, ma ne aveva anche sommamente paura, visto che da alcuni messaggi pareva evidente che lui la osservasse da lontano per vedere com'era vestita o con chi si accompagnava. Per questo la commessa, con alcuni di quei biglietti, si era rivolta in caserma denunciando lo stalker che la importunava nel parcheggio sotterraneo del supermercato.
Gli inquirenti risalirono a Salbego come responsabile di entrambi i reati. L'imputato però nega le accuse ed è pronto a difendersi con forza in tribunale.

Diego Neri

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