mercoledì, 23 maggio 2012

Schio

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Schio, pecorino dop, ma famiglia intossicata

IL CASO. Quattro persone sono finite all'ospedale dopo aver mangiato un formaggio prodotto in provincia di Siracusa. Uno staffilococco responsabile dell'intossicazione. L'Ulss informa di restituire il prodotto o rivolgersi agli uffici sanitari
25/01/2012
Zoom Foto
Il pecorino acquistato dalla famiglia intossicata. N.B.

Schio. Un'intera famiglia scledense è finita in ospedale, dopo essere rimasta intossicata da un formaggio pecorino, prodotto in provincia di Siracusa, ed acquistato in un negozio di prodotti tipici siciliani alla Riva di Magrè.  È accaduto qualche giorno fa, ma la notizia si è diffusa dopo che il servizio di Igiene alimentare dell'Ulss 4, diretto da Fabrizio De Stefani, ha accertato che padre, madre e due figli hanno accusato vomito e diarrea in seguito al consumo di un formaggio avariato per la presenza di uno staffilococco. Un verdetto arrivato lunedì mattina, grazie alle analisi di laboratorio eseguite dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Padova. Quindi è scattata la caccia al prodotto, che è stato rintracciato nel negozio Bella Sicilia di Isabella Bonavita, in via Trento Trieste a Schio.  L'esercizio commerciale, che non ha colpe in merito, si è visto sequestrare le confezioni di un formaggio pecorino fresco prodotto il 20 dicembre 2011, con scadenza indicata al 20 marzo 2012, dal Caseificio Panorama Francofontese di Mazzone Nunziatina, di Francofonte, in provincia di Siracusa.  La famiglia, secondo quanto ricostruito dall'Ulss, avrebbe dovuto fare ricorso alle cure mediche, dopo un malore improvviso da parte di genitori e figli. Inizialmente, si era pensato ad un virus intestinale di stagione, poi però, i medici hanno deciso di andare a fondo. È saltato così fuori, il particolare del formaggio pecorino siciliano, acquistato e consumato dall'intero nucleo familiare. L'azienda socio-sanitaria dell'Alto Vicentino avverte che chi fosse in possesso di questo formaggio non deve consumarlo, ma può riconsegnarlo al venditore oppure può rivolgersi per ogni utile informazione allo Sportello della Sicurezza Alimentare che si trova nella sede dell'Ulss 4, a Thiene, in via Rasa 9, telefono 0445 389281, fax 0445 389271.  Lo Stafilococco Aureus, il batterio che ha provocato l'intossicazione all'intera famiglia scledense è presente sulla cute e sulle mucose dell'uomo e di altri mammiferi. È in grado di colonizzare la mammella degli animali produttori di latte . «L'uomo è il principale responsabile della contaminazione degli alimenti, in particolare quelli che subiscono manipolazioni durante le fasi di produzione, commercializzazione e somministrazione», spiegano i dirigenti dell'Ulss4.
Natalia Bandiera

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