«Il futuro è la divisione in tante realtà territoriali autonome»

La crisi del regime partitocratico nasce dall'esaurimento della funzione socializzante del sistema politico nato con la fondazione della Repubblica. Sono decenni che il regime affronta crisi istituzionali e sempre ha saputo trovare l'antidoto.
20/08/2012

La crisi del regime partitocratico nasce dall'esaurimento della funzione socializzante del sistema politico nato con la fondazione della Repubblica. Sono decenni che il regime affronta crisi istituzionali e sempre ha saputo trovare l'antidoto. L'ultima crisi ha comportato la nascita della cosiddetta II Repubblica come risposta della politica italiana all'inchiesta giudiziaria denominata “Mani Pulite” e al processo per istituire un nuovo ordine internazionale conseguente alla caduta dell'impero sovietico. Attualmente il governo Monti rivela l'incapacità del sistema politico italiano di trovare una soluzione alla crisi politica in atto. In questo contesto è veramente quanto drammaticamente tragicomico il duello tra un ex, Alberto Filippi e l'attuale Paolo Franco entrambi provenienti da quel partito “rivoluzionario” che avrebbe voluto (e potuto) essere Lega Nord. Evito l'appellativo “senatore” o “deputato” in quanto riferimenti di uno Stato, quello italiano al quale non credo più da molto tempo, ma che mio malgrado mi rappresenta come realtà geopolitica in ambito internazionale.
Le reciproche accuse di “malgoverno” assurde quanto anacronistiche non tanto nel merito, quanto come rappresentanti di un partito che avrebbe dovuto essere lui stesso moralizzatore di una classe politica corrotta e parassitaria.
La domanda che il cittadino si pone è: “Ma cosa c'entra tutto questo con quello che ogni politico ha l'obbligo di perseguire e cioè l'interesse del Popolo che dovrebbe rappresentare?” L'articolo 1 della Lega Nord recita: “Lo scopo di Lega Nord è l'indipendenza della Padania”. Credo che la maggioranza dei cittadini che hanno votato questi signori abbiano ben chiaro il significato di indipendenza e quindi oggi si dovrebbero chiedere il motivo per cui uno (Alberto Filippi) milita in “Coesione Nazionale-SI” e l'altro (Paolo Franco) invece si ritrova Questore del Senato della Repubblica Italiana.
La Lega Nord ha combattuto solo a parole il regime partitocratico, ma di fatto, condividendo agi e privilegi romani, ha in realtà sostenuto con ben due maggioranze, una con il signor D'alema e l'altra con il signor Berlusconi, dimostrandosi nei fatti funzionale ad un sistema partitocratico tanto demonizzato nelle piazze padane.  La realtà è un altra: oltre all'avanzata del Movimento 5 Stelle, del fenomeno dell'astensione, del disperato tentativo di Mario Monti, l'Italia è arrivata veramente al capolinea.
Credo sia arrivato il momento storico in cui si debba prendere atto del fallimento anche della II Repubblica e incominciare a pensare che forse la Penisola italica avrà un futuro solo come espressione di realtà territoriali separate ed esistenti prima dell'unificazione, in cui i popoli potevano esprimere il loro potenziale sociale, economico, culturale in un'Europa unita certamente, ma rispettosa anzi promotrice delle culture che la compongono e non come oggi si prefigura, appannaggio di Stati nazionali.
Ruggero Zigliotto
Segretario provinciale di Veneto Stato




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