«I giovani si impegnano in molti settori»

Desidero rispondere alla lettera del signor Paolo Targon che mi chiama in causa.
09/05/2012

Desidero rispondere alla lettera del signor Paolo Targon che mi chiama in causa.
Durante la sagra di San Marco, da più di 10 anni, l'Area Giovani è un momento di incontro, di aggregazione tra i giovani sotto ai portici di villa Gualdo, in una piazza pubblica, all'aria aperta, ascoltando musica, per stare insieme, scambiarsi le proprie idee, bere un aperitivo, una bevanda analcolica o alcolica, sotto gli occhi delle forze dell'ordine sempre presenti, di molti genitori e soprattutto del gruppo dirigente (rinnovato più volte) che da sempre ha vigilato attentamente per la buona riuscita della manifestazione, garantendo, a detta di tutti, il pieno controllo della manifestazione.
È altrettanto chiaro che quando ci sono 500 giovani presenti, può essere che qualcuno esageri come è successo eccezionalmente anche in tanti altri luoghi in Italia e all'estero, come pure anche qui all'area giovani, dove però vi è sempre stato l'immediato intervento del gruppo dirigente, al fine di isolare questi rarissimi episodi, tant'è che mai vi sono state risse, schiamazzi, danni da vandalismo, persone importunate o quant'altro.
Da sempre i nostri giovani sono coscienti che l'alcol non deve essere assunto dai minorenni, va consumato con moderazione, senza alcun eccesso e chi guida deve assolutamente astenersi dall'assunzione di alcolic.
L'incontro all'area giovani di quest'anno è sfumato a causa della falsa moralità di qualcuno, cui dà fastidio l'alcol delle grappette (e del vino) e non quello di coloro che ad esempio si ubriacano di birra.
È sempre più strano invece che non si parli con la stessa lingua contro l'abuso di alcune bibite analcoliche, il fumo delle sigarette di Stato (quanti tumori?) o peggio contro le droghe di ogni tipo (materiali e immateriali) per le quali invece il flagello è ormai dimenticato.
Credo proprio sia necessario farci un esame di coscienza e pulire le lenti degli occhiali delle nostre menti, signor Targon.
Spero che i giovani scendano in campo per dire a gran voce che a Montegalda la realtà è ben diversa, fatta fortunatamente e normalmente di brave persone che lavorano, studiano, sono in cerca di lavoro con umiltà ed onestà, si adattano e si sacrificano visti i tanti problemi che abbiamo creato per i tanti benefici ai quali noi adulti non rinunciamo.
Questi giovani dopo una giornata da onesti cittadini, sono spesso impegnati nelle attività del volontariato civile, umano, sociale e in tanti momenti di vita del Paese, hanno organizzato più volte a Montegalda e a Colzè, nelle piazze e nelle sale di divertimento, le molteplici iniziative legate alla sensibilizzazione “più gusto e meno alcol” (meno alcol e non zero alcol) in collaborazione con il Sert, l'Amministrazione Comunale e altre Associazioni, ma mai con l'Acat. Chi altri si sono impegnati su tal fronte?
Riccardo Lotto
Sindaco Montegalda