Non deve più accadere

Leggendo l'articolo sul ragazzo ventenne che ha tentato di togliersi la vita dopo aver rivelato ai genitori di essere gay, ho provato un'enorme apprensione ma anche un grande sollievo, nel sapere che alla fine il suo tentativo di suicidio è fallito.
06/01/2012

È comunque estremamente preoccupante che nel 2012, in un paese che ambisce ad essere "civile", una persona possa decidere di togliersi la vita perché omosessuale.

L'omosessualità (che si manifesta nell'11% circa delle persone) è una declinazione del tutto naturale della sessualità e dell'affettività, presente da sempre sia nell'essere umano sia in tutte le altre specie animali. Non si tratta di una malattia mentale, né di un difetto né di un vizio, come conferma a chiare lettere anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. La vita di una persona omosessuale può e deve essere altrettanto felice e appagante di quella di un eterosessuale, come avviene in molte nazioni più evolute sul piano sociale e civile della nostra.

Ora, se la nostra società è ancora arretrata, se la Chiesa continua a ritenerci peccatori e se gran parte dei politici italiani nega i fondamentali diritti delle persone omosessuali, questo non deve ricadere sulla vita delle persone gay. Non sono i gay a doverci rimettere per colpa dell'ignoranza e dell'iniquità altrui. E non deve più accadere che un ragazzo tenti il suicidio perché omosessuale.

Sicuramente i genitori (soprattutto se sono "all'antica") non prendono quasi mai bene l'orientamento omosessuale dei figli, ma sicuramente spiegando loro con la dovuta delicatezza come stanno le cose, invitandoli ad informarsi sulla questione e ad aprire i loro orizzonti, col tempo finiranno per accettare incondizionatamente la natura dei loro figli.*

Auguro con tutto il cuore a questo ragazzo che possa accettarsi ed essere accettato dalla famiglia e dalla società, per vivere serenamente e gioiosamente la sua vita affettiva.

* È in commercio un libro scritto a quattro mani da una madre e un figlio gay che si rivolge proprio ai genitori nel difficile momento del coming out: si intitola "Figli diversi new generation" di Paola e Giovanni Dall'Orto (Edizione Sonda, Casale Monferrato, 2005).

C'è anche un'associazione formata da genitori e familiari di omosessuali: si chiama AGEDO e ha diverse sedi in Italia.

Alberto Dal Maso




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