Roma, non solo black bloc

Ognuno porta in piazza quello che ha dentro, e non è sbagliato dire che ogni persona presente alla manifestazione di Roma rappresentasse una piazza diversa
21/10/2011

Ognuno porta in piazza quello che ha dentro, e non è sbagliato dire che ogni persona presente alla manifestazione di Roma rappresentasse una piazza diversa, con diversi disagi e soluzioni. Lo si evince dalle innumerevoli forme in cui si è data vita ad un'unica parola: indignazione; basta cercare in rete per trovare foto e video di qualunque genere, dalle più cupe a quelle più esilaranti, mentre la TV continua a portare in evidenza l'aspetto più forte, anch'esso espressione di un disagio, figlio però di una cieca insofferenza che non offre alcuno sbocco se non lo spunto di come evitare il riaccadere di simili eventi, senza ragionare su ciò per cui quella piazza si era animata. Ed allora, esaurito il filone violento, trattato e ritrattato da TV e giornali fino a perdere il senso di alcune parole, oltre che al senso di quella giornata, senza voler smorzare la gravità degli atti compiuti da quei cinquecento (ognuno li definisca come meglio crede), mi piacerebbe che si desse un po' di spazio all'altra faccia della protesta, che per le "restanti" 199.500 persone (e forse più) accorse da ogni parte d'Italia è sempre stata la sola e vera faccia della manifestazione. Tra loro c'erano una quindicina di ragazzi e ragazze di Vicenza, armati non di spranghe e bombe carta, ma di tamburi, trucchi e costumi colorati, che assieme ad altri di varie parti del paese hanno dato vita in testa al corteo al "Frente Murguero". Una cinquantina in tutto, che hanno portato in piazza la loro musica e i loro balli per più di tre ore ininterrotte, dando vita ad una vera e propria festa nonostante i disagi che anche loro andavano a denunciare; l'antitesi di chi ha voluto mascherarsi in nero, e se cinquecento decerebrati sono riusciti a vanificare il lavoro di molti, mi piace pensare che cinquanta ragazzi ispirati alla Murga argentina per un momento possano coprire il danno che i così detti "black bloc" hanno creato a tutti noi, presenti e non in quella piazza. Per chi li ha visti esibirsi dal vivo è stato così.

Bortolaso Gianni