SINDACATO. Amici della Cisl, datevi una mossa
La Cisl è nata per rappresentare e proteggere la parte sociale più debole e non per conformarla ai dettami della classe imprenditoriale e alle fredde leggi del mercato.Sono iscritto alla Cisl dal 1948, operatore impegnato per 55 anni di cui 20 responsabile mandamentale a Bassano del Grappa. Scrivo perché provo disagio e rabbia nel constatare la situazione attuale dei lavoratori che vengono frustrati dal precariato e lasciati soli dalla divisione sindacale. Oggi c’è la crisi. Ma chi l’ha creata? I lavoratori, che dopo aver pagato le tasse e avere versato i contributi, sono ora costretti a pagare servizi, pesanti ticket sanitari e impegnare con umiliazione le pensioni dei nonni per far studiare i figli? O sono stati invece i finanzieri maneggiatori di denaro, gli industriali senza scrupoli che scaricano i lavoratori mettendoli nella disperata miseria (vedi Fiat)? E i politici, “la casta”, cosa hanno rinunciato dei loro lauti stipendi e dei loro scandalosi privilegi?
E voi sindacalisti chi difendete? Bonanni a Vicenza ha detto: “Uscite dalle trincee!”. E voi cosa aspettate? Perfino i sindaci manifestano e scioperano contro le azioni di questo governo. Amici, il vostro atteggiamento mi dà l’impressione che abbiate paura di disturbare il capo e chi lo sostiene. Quando abbiamo cominciato l’avventura sindacale con a guida Giulio Pastore eravamo poveri di mezzi ma ricchi di ideali, in una situazione di estrema povertà e sfruttamento del lavoratore. L’Italia era distrutta e umiliata, la Francia distrutta e offesa, la Germania distrutta e odiata. La voglia di cambiare e acquisire libertà ci ha spronato a lavorare per i nostri ideali incontrando grandi difficoltà. Al Ministero degli Interni c’era Scelba e davanti alle fabbriche c’erano sempre carabinieri armati per i quali qualsiasi futile motivo era valido per procurare la prigione. Ma il rischio valeva la pena perché, se non avessimo avuto coraggio, non avremmo conquistato tutto quello che oggi stiamo perdendo. Leggi, contratti, diritti che abbiamo conquistato, vengono messi in discussione dall’arroganza dei padroni e del Governo che trovano la strada spianata dalle divisioni del sindacato.
Oggi i lavoratori di tutti i settori stanno sempre peggio: sono ricattati da contratti a termine o da contratti anomali che li rendono sempre più schiavi. Addirittura il Papa ha preso le difese dei precari! E voi sindacalisti cosa fate? Per affrontare i problemi ci vuole coraggio. Il sindacalismo non è un mestiere, ma una missione. La Cisl è nata per rappresentare e proteggere la parte sociale più debole e non per conformarla ai dettami della classe imprenditoriale e alle fredde leggi del mercato.
Amici quando vi date una scossa evidente? Ora i lavoratori oltre che essere sfruttati sono anche offesi: “Siete dei fannulloni”, “non avete voglia di lavorare”, “giovani, anziché manifestare andate a lavorare in miniera”. E di fronte a queste provocazioni come avete reagito? Ecco il perché della mia rabbia e delusione. Io voglio bene alla Cisl, per questo critico i dirigenti. Dovete avere più coraggio e spirito unitario, come diceva Giulio Pastore: “Si può marciare divisi ma si deve colpire uniti”.
Severino Castellan, Cassola
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