La Padania esiste. Le bandiere politiche le mettono gli altri
Quello che alcune persone non hanno capito è che lo sport è lo sport, e non bisogna strumentalizzarlo come invece vorrebbero fare talune persone erigendosi a “salvatori della Patria”.Troppo spesso si sente dire “la Padania non esiste”. Ma gli autori di queste disprezzabili frasi, sono davvero convinti che per “Padania” si intenda per forza uno stato di entità giuridica? Molte volte, la gente o anche - ne cito uno per tutti - il Ministro Calderoli, per Padania intendono tutte le regioni del Nord che in un modo o nell’altro (anche se sarebbe più corretto dire in tutti i modi) trainano il carrozzone italia. Intendono tutti i popoli del Nord che lavorano pagando tasse su tasse per mantenere chissà quali privilegi e sprechi (ricordiamoci che nel 2010 il Sud ha bruciato in investimenti non utilizzati 90 miliardi di euro). Ma per “Padania” io intendo anche la gente di Montecchio Maggiore, di Bergamo, di Thiene, di Torino ecc.
E’ inutile che i benpensanti di sinistra (ma ce ne sono molti anche a destra) dicano che «la Padania non esiste», perché essa è sotto gli occhi di tutti.
Ultima occasione per esternare la solita e tanto “amata” frase, è quella del Giro di Padania. Ebbene, di fronte all’appello di non trasformare il giro in propaganda politica, ecco che lorsignori si contraddicono: fuori dalle conferenze stampa organizzate per presentare il Giro, ci sono loro: no tav, no global, no dal molin, fricchettoni, e chi più ne ha più ne metta. Ora: qualcuno gentilmente mi spieghi che diavolo c’entrano le bandiere no tav e no dal molin con il Giro di Padania. No, perché francamente, anche sforzandomi, non riesco proprio a capirlo.
C’è da chiarire una volta per tutte che il Giro non è organizzato dalla Lega Nord! Forse qualcuno non l’ha ancora capito. Vedere martedì 30/08 nel bel mezzo della conferenza stampa di presentazione del Giro organizzata in Villa Cordellina, quattro gatti (20 cittadini) che manifestano contro il giro «organizzato dalla Lega» (tanto per citare alcune loro parole) è proprio il colmo. Qualcuno forse ha visto simboli politici? Io si, ma solo di coloro che manifestano contro il Giro. Lo fanno per farsi un po’ di pubblicità visto che sono ridotti a percentuali misere e non siedono nemmeno in Parlamento. E visto che di pubblicità ne han bisogno, arriva anche Il Giornale di Vicenza a dare una mano il giorno dopo (il 31/08), con un articolo interamente dedicato ai manifestanti piuttosto che ai numeri del Giro. E a proposito di numeri ne cito alcuni: cinque giorni per dieci sedi di tappa, due campagne benefiche e due sociali, 62 sponsor, 200 atleti provenienti da ogni parte del mondo, centinaia di dirigenti sportivi, meccanici, addetti stampa e manager, il tutto per 25 squadre di cui quattro nazionali. 600 le camere che ogni giorno saranno prenotate negli alberghi, per un giro d’affari che supera le decine di migliaia di euro. Ecco, solo per questi motivi bisognerebbe dire sì al Giro, visto che lo stesso fa girare l’economia.
Comunque, tornando a noi, dicevo che il Giro è tutto fuorchè organizzato dalla Lega Nord. Certo, l’ha organizzato un certo senatore Michelino Davìco, presidente dell’Associazione Monviso-Venezia ed appartenente alla Lega Nord, ma questo non vuol dire che il Giro abbia appartenenza politica; vogliamo fare un esempio? Anche il Presidente Berlusconi possiede una squadra, il Milan, ma non per questo il Milan fa politica.
Quello che alcune persone non hanno capito è che lo sport è lo sport, e non bisogna strumentalizzarlo come invece vorrebbero fare talune persone erigendosi a “salvatori della Patria”.
Negli anni passati c’era un giro ciclistico chiamato “Giro delle Regioni” ed era anche molto rinomato come appuntamento… però, sebbene organizzato da un giornale di chiara appartenenza politica (L’Unità), nessuno faceva tanto can-can come oggi, e tutti apprezzavano l’appuntamento. Come mai ora non c’è lo stesso trattamento per il giro che il 10 settembre si concluderà a Montecchio? Mi rispondo da solo: come al solito, ci sono due pesi e due misure.
Concludo dicendo che tutto ha un inizio: neanche l'italia esisteva 150 (?) anni fa.
Michele Bozzetti,
www.girodipadania.org
Il Giornale di Vicenza il giorno 31/8 ha dedicato un’intera pagina (la 45, testata Sport) agli aspetti sportivi del Giro di Padania. Nella pagina della cronaca di Montecchio, ha dato conto della polemica politica con la manifestazione dei contestatori. Prima di scrivere un comunicato, chi si occupa di comunicazione dovrebbe come minimo informarsi: almeno per evitare brutte figure. E magari alzare il livello rispetto al risibile dettaglio di scrivere (per due volte) "Italia" con la lettera minuscola. Chi chiede (giustamente) rispetto, deve portare rispetto: altrimenti, si squalifica da solo.
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1 juancarlos 12/09/2011 17:00 3 commenti
POVERO BOZZETTI ,NON AVETE IL CORAGGIO NEANCHE DELLE VOSTRE AZIONI VI NASCONDETE DAVANTI L'EVIDENZA QUESTA E' LA LEGA BUTTATE IL SASSO E NASCONDETE LA MANO