La manovra che salvaguarda i parlamentari

Il taglio operato da Tremonti sul fondo per la non autosufficienza: 450 milioni di euro. Sapete quanto ha speso lo stato per non volere accorpare le elezioni con i referendum?  450 milioni.
30/06/2011

Sono allibito e stupefatto dalle notizie sulla manovra: il ministro Tremonti (“forse”) taglia del 50% lo stipendio dei ministri. Ma chi vogliamo prendere in giro? Dovrebbe essere una misura-lampo, come ha annunciato il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano: «lo stipendio dei ministri verrà abolito da luglio». In pratica da subito. Ma nella bozza di manovra distribuita ieri non c'è traccia del provvedimento. Si parla di una bozza di decreto legge. E poi la misura è meno drastica di come annunciata da Romano: lo stipendio non è abolito ma dimezzato e il taglio vale solo per chi ha anche lo stipendio da parlamentare. I membri di questo governo che non sono anche parlamentari sono 9 su 61. Ad esempio il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, per il quale lo stipendio resta intatto. Salvi anche gli stipendi del sottosegretario all'attuazione del programma Daniela Santanchè, del ministro della salute Ferruccio Fazio e del ministro dei beni culturali Giancarlo Galan, che si dimise dal Senato nel 2008 per incompatibilità quando fu eletto governatore della regione Veneto.
Deputati e senatori guadagnano nettamente di più: 13.700 euro al mese tra indennità, diaria e rimborso per l'assistente. «Non si comincia a tagliare se non dai palazzi della politica», annuncia solennemente il ministro della giustizia Angelino Alfano. Ma per ora il taglio ai parlamentari è rinviato. E anche i costi che incidono di più come i 2,5 miliardi per le auto blu, e gli oltre 500 milioni di rimborsi ai partiti per le spese elettorali.
Il ministro per l'attuazione del programma Gianfranco Rotondi è scettico sui tagli alla politica. «Lei crede che il parlamentare navighi nell'oro?», dichiara ai giornali. Secondo lui deputati e senatori sono «costretti a fare i conti della serva». Tra costi per portaborse e trasferte a Roma vanno via 8 mila euro al mese e «per la famiglia ne restano solo 4mila». Proviamo a far vivere la famiglia di Rotondi con una pensione media di mille euro al mese e magari con l’affitto da pagare. Ma si rendono conto questi signori di quello che dicono?
Sapete a quanto ammonta il taglio operato da Tremonti sul fondo per la non autosufficienza: 450 milioni di euro. Sapete quanto ha speso lo stato per non volere accorpare le elezioni con i referendum 450 milioni. Sapete quanto spendono alla camera e senato per comprare le agende ai parlamentari (almeno quelle se le comprassero), 450 mila euro quelli che mancano alla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 6 di Vicenza per garantire i servizi ai disabili che hanno manifestato la scorsa settimana in corteo fino alla prefettura. Ma questi, non erano quelli che in campagna elettorale avevano annunciato l’abolizione delle provincie (ne sono invece sorte di nuove); non avevano detto che avrebbero ridotto i parlamentari del 50% e il senato sarebbe stata una camera rappresentativa delle regioni?
Io non ci capisco più nulla. Che mi stia preoccupando per niente? Si perché alla fine il documento presentato a Pontida e inviato al Governo (dove governano assieme) mi pare non sia ancora stato preso in considerazione. Ma non avevano detto o così o tutti a casa. Leggo oggi che si sono messi d’accordo. Su cosa non si sa. Che mi stia preoccupando per niente? Con tutti i soldi guadagnati dai politici in questi anni (perché la maggior parte è lì da anni), potrebbero fare un gesto d’amore per il loro paese. Ridurre a tremila euro lo stipendio e i costi dei trasporti e gli extra a carico degli stessi; almeno per un anno. Facessero un “segno”.
Vittorio Corradi