HANDICAP. Costretti a manifestare per le strade
In verità mai come in questi ultimi anni le famiglie hanno dovuto ricorrere alle opportune sedi giuridiche e giurisdizionali per ottenere l’affermazione dei propri dirittiIntervengo per esprimere alcune osservazioni in merito alla manifestazione tenutasi in città giovedi 23 giugno. Hanno sfilato in corteo circa mille persone, secondo la cronaca del Giornaledi Vicenza, a difesa dei diritti dei nostri concittadini con disabilità e delle relative famiglie. Tale iniziativa a carattere provinciale, organizzata dal Comitato vicentino handicap in concomitanza alle altre iniziative regionali e nazionali indette dalla Federazione italiana superamento handicap, ha avuto lo scopo di contrastare i tagli economici alle politiche sociali che hanno determinato l’azzeramento del fondo nazionale per la non autosufficienza e di conseguenza la creazione delle liste di attesa anche per i servizi dedicati alle persone disabili.
La grave situazione di crisi creatasi ha costretto le associazioni di settore, che normalmente non amano manifestare pubblicamente il proprio dissenso, a “scendere in piazza” anche per sfatare il concetto che, in virtù di una fiorente legislazione vigente, le persone disabili siano sufficientemente garantite. In verità mai come in questi ultimi anni le famiglie hanno dovuto ricorrere alle opportune sedi giuridiche e giurisdizionali per ottenere l’affermazione dei propri diritti. Ricorsi che hanno sempre dato ragione ai ricorrenti e i cui costi legali e giudiziari sono ricaduti, di volta in volta, sui vari organi istituzionali e quindi sulla collettività.
Credo quindi che, quando le persone disabili e le loro famiglie sono costrette a manifestare e a ricorrere in giudizio per chiedere i propri diritti, esista un grave e serio problema di civiltà su quale ogni cittadino dovrebbe riflettere.
Concludo ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. Gli operatori del settore che, prendendosi cura dei nostri congiunti, hanno consentito la partecipazione delle famiglie; le rappresentanze sindacali e politiche che hanno partecipato senza palesare la propria appartenenza; tutti coloro che, pur non essendo coinvolti direttamente, hanno voluto condividere e sostenere le nostre istanze; le forze dell’ordine ( polizia, carabinieri, polizia locale) che, con estrema sensibilità e professionalità hanno curato l’ordine pubblico e la viabilità; gli organi di stampa per l’attenzione dedicataci; ma sopratutto, tutti i nostri concittadini con disabilità che, con enorme impegno, ci hanno sostenuti.
Riccardo Cagnes Presidente del Comi.Vi.H.
Tweet Segui @GiornaleVicenza