Valdastico Nord. Nessuno interpella i residenti?
Che sia guerra aperta sulla realizzazione dell’autostrada fra Trento e Vicenza è cosa risaputa da decenni, da quando Trento ha preso coscienza che non si può continuare a devastare il territorio all’altare delle quattro ruote.Valdastico Nord, ma chi la vuole ? Da mesi è ritornata argomento d’attualità l’autostrada Valdastico Nord , ed il Giornale di Vicenza oramai quotidianamente pubblica articoli nel merito, con dichiarazioni, affermazioni, dinieghi, conferme, smentite e quant’altro dei vari personaggi politici interessati. Che sia guerra aperta sulla realizzazione dell’autostrada fra Trento e Vicenza è cosa risaputa da decenni, da quando Trento ha preso coscienza che non si può continuare a devastare il territorio all’altare delle quattro ruote. Che poi qualcuno un po’ più accorto magari, veda o intravveda dietro al tutto in primis una faccenda di vil denaro che andrà a foraggiare interessi e privilegi di pochi potrebbe non essere retorica (vedi valzer delle quote), perché tanto si parla e discute di rinnovo concessione della Padova-Brescia a patto che…… A patto che si faccia la Valdastico Nord sino a Trento.
Trento non vuole, ma nessuno si è posto la domanda se gli abitanti residenti della Valle dell’Astico sono disponibili al passaggio sul fondovalle di un’autostrada che comprometterebbe irrimediabilmente e per sempre, l’habitat naturale. Nessuno si pone la domanda se la massa quotidiana di CO2 , che conseguentemente verrebbe riversata nell’ambiente dai gas di scarico dei mezzi in transito, potrebbe essere assorbita dal territorio senza compromettere la qualità di vita dei residenti. Nessuno si chiede se il rumore prodotto dai veicoli in transito impedirebbe nelle ore notturne il sonno. Nessuno si chiede se l’inquinamento causato alle falde acquifere, causa CO2, verrebbe a privare della risorsa idrica i comuni che attualmente ne usufruiscono, oltre a compromettere le attività di troticoltura presenti.
Qualcuno forse si potrebbe chiedere se, come teorizzato negli anni 80, le valli devono spopolarsi per confluire nei centri di Schio e Thiene. Ed allora, io, cittadino residente di Valdastico, non posso accettare in silenzio che qualcuno decida per noi, il destino del mio paese e della nostra valle senza interpellarci. Sarebbe compito del sindaco difendere i nostri interessi in primis, invece di occuparsi della Frana/cava del Brustolè che non ci interessa direttamente, mentre abbiamo in valle ben tre cave di estrazione detrito che deturpano il secolare paesaggio modificandone pure le condizioni climatiche.
Poi, qualcuno si preoccupa semplicemente della statale 350 incapace di sopportare il traffico che gravita sulla stessa (causato dai camion delle cave) auspicando un prioritario intervento di manutenzione. Cerchiamo di dare un minimo di ordine alle priorità.
Claudio Toldo
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1 fedegaspar 18/05/2011 11:24 24 commenti
E' utile specificare inoltre che la Val d'Astico ha un equilibrio geologico e idrologico molto delicato, e un susseguirsi di scavi per gallerie e piloni per viadotti potrebbero generare conseguenze nefaste non solo per la valle. Tempo fa un grande promotore dell'opera diceva "chi non vuole la valdastico nord non è vicentino": Io direi che chi vuole la valdastico nord, e soprattutto chi non vuol trovare un'alternativa ad essa, non è vicentino e non ama la sua terra. Credo che a questo punto bisognerebbe aggregarsi e opporsi con gli strumenti che abbiamo a disposizione.