Handicap: complimenti ai sindaci dell'Ulss 6 che sacrificano gli ultimi

All’unanimità, a dimostrazione che non c’è distinzione di ideologia politica o per essere più qualunquisti a conferma che sono tutti uguali, hanno deliberato che le famiglie dei disabili devono compartecipare economicamente al costo dei servizi ad essi dedicati.
07/05/2011

Intervengo per esprimere, anche a nome delle associazioni aderenti al Comitato Vicentino Handicap, i complimenti a tutti i sindaci dei comuni della Conferenza dell’Ulss 6 per aver finalmente trovato, dopo tanto impegno, la soluzione alla scarsità di risorse dedicate ai servizi a favore delle persone con disabilità. All’unanimità, a dimostrazione che non c’è distinzione di ideologia politica o per essere più qualunquisti a conferma che sono tutti uguali, hanno deliberato che le famiglie dei disabili devono compartecipare economicamente al costo dei servizi ad essi dedicati.
E se questo potrebbe anche andar bene per i servizi residenziali, ovvero quando la famiglia non c’è più e la persona viene accolta in una comunità alloggio, risulta essere davvero scellerata la scelta di far pagare parte dei servizi diurni. A tutt’oggi la normativa vigente non consente ai comuni di chiedere soldi alle famiglie per il mantenimento di tali servizi.
Nell’ultima seduta della conferenza dei sindaci, questi ultimi, informato il presidente della conferenza regionale permanente Alberto Toldo e in accordo con l’assessore regionale Remo Sernagiotto, hanno deciso di modificare la Legge 30/2009 introducendo la priorità di accesso e creando di fatto le liste di attesa anche per le persone disabili. A giustificazione è stato addotto il fatto che per gli anziani ciò avviene già.
Ma come si può paragonare un disabile ad un anziano? Ma sanno di cosa stanno parlando? Lo status di anziano presuppone l’aver vissuto una vita fatta di relazioni, di esperienze , il godimento del frutto del proprio lavoro, bene o male del godimento di una pensione, dell’aver creato una famiglia e dell’aver pianificato il futuro dei propri figli. La disabilità incide negativamente su tutti gli equilibri di una famiglia. Economici, sociali culturali, ecc. Uno dei genitori, quasi sempre la madre, rinuncia ad inserirsi nel mondo del lavoro, l’altro spesso rinuncia alla carriera, i fratelli subiscono il dramma di una vita diversa. Con quei pochi soldi che lo Stato eroga sottoforma di pensioni e indennità a stento si riesce a dare, al proprio congiunto disabile, alcune delle cose che la vita gli ha negato. Per non parlare poi delle disabilità che coinvolgono la sfera comportamentale. Tutto diventa un costo, persino creare relazioni sociali e attività che puntino all’integrazione sul territorio. E bravi i nostri sindaci, ottima scelta.
Quando la nave affonda, se le scialuppe non sono sufficienti per tutti, si decide di sacrificare sempre i soliti: gli ultimi. Se dunque si introduce la filosofia che chi ha un problema sociale debba provvedervi in prima persona non si capisce perché, con la propria fiscalità, i disabili e le loro famiglie debbano contribuire a pagare servizi che per quest’ultimi rimarranno totalmente inutilizzati (scuola, università, trasporti, ecc.).
Certo non ho la presunzione di sapere quale altra soluzione si sarebbe potuta adottare, ma di sicuro non è così che si dà un bell’esempio di amministrazione. Sappiano, comunque, che ogni singolo euro tolto alle persone con disabilità implica di fatto una limitazione all’esercizio di quei diritti costituzionali e di quei principi morali di cui tanto noi italiani spesso andiamo orgogliosi. Se non si è in grado di trovare soluzioni diverse da quella che intendono adottare i nostri bravi sindaci allora stiano a casa e lascino ad altri la possibilità di provvedere a ciò. E’ facile amministrare quando le risorse sono abbondanti. E’ quando le risorse scarseggiano che si ha l’opportunità di dimostrare al proprio elettorato di essere diversi, avendo il coraggio di fare anche scelte difficili.
Pertanto le associazioni, aderenti al Comitato Vicentino Handicap, metteranno in atto tutte quelle azioni finalizzate ad informare l’opinione pubblica circa le politiche adottate dalla Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 6 in materia di servizi dedicati alle persone con disabilità.  Riccardo Cagnes, Presidente del Comi.Vi.H.