IPAB. Attacchi strumentali e mortificanti
La scelta di un parametro di valutazione rispetto ad un altro non porta a grandi differenze: nella fattispecie, col criterio proposto nell’articolo che riportava un’intervista a un ex presidente IPAB, il risultato medio si sposterebbe di una percentuale tra l’1,20 e il 5 % in senso peggiorativo.in qualità di componenti del Consiglio di amministrazione dell’ IPAB di Vicenza, vorremmo fare alcune considerazioni, sollecitati dal clima di continua polemica che avvelena le informazioni inerenti la gestione dell’Ente, ultimamente anche in merito alla questione degli affitti e dell’indagine sulla qualità percepita dei servizi forniti.
Il Consiglio di amministrazione IPAB, nelle dichiarazioni rese alla stampa sullo stato del proprio patrimonio immobiliare, si è limitato a rilevare alcuni contenziosi per occupazione indebita, inerenti perlopiù a terreni agricoli ed annessi; per questi è stato conferito mandato ai legali dell’Ente di riportare la situazione alla regolarità. Nulla di paragonabile, ad un primo esame, con quanto successo, per esempio, a Milano, anche se un approfondimento delle singole situazioni va promosso, proprio sulla scia di quanto accaduto altrove. Conosciamo, inoltre, delle situazioni apparentemente anomale di alcuni canoni mantenuti bassi per le cattive condizioni degli stabili e altri rimasti bassi per mancati rinnovi contrattuali, perlopiù in vista di una ipotizzata alienazione dei relativi immobili, poi in concreto non avvenuta. Per ora niente più di questo.
La trasparenza della gestione adottata da subito da questo Cda ha portato alla pubblicazione sulla stampa locale dell’elenco completo degli immobili e dei terreni dell’ Ente addirittura in anticipo sullo “scandalo” di Milano. In un secondo momento, legittimamente sollecitata da alcuni Consiglieri comunali a fornire maggiori dati nel merito, IPAB si è premurata di fare formale richiesta di liberatoria al Garante della privacy di Roma (come del resto è stato fatto a Milano). Visto che la risposta del Garante tarda, il Cda, oltre a sollecitarla, ha comunque deciso di pubblicare sul sito internet ufficiale dell’Ente l’elenco degli immobili con allegato canone di affitto e altri dati, sostituendo il nome dell’inquilino con un numero. La corrispondenza tra numeri e dati personali dell’inquilino potrà essere fornita a coloro che ne hanno titolo e lo richiedono solo dopo aver raccolto il parere favorevole del Garante. Questo non è stato fatto per rivalsa verso i richiedenti ma per garantire il dovuto rispetto della privacy ai cittadini affittuari.
Un’altra critica, riportata dal giornale di Vicenza, riguarda l’ attendibilità della raccolta dati sul gradimento dei servizi, fatta con questionario distribuito nei reparti di IPAB a novembre 2010. L’indagine, che non aveva dichiaratamente scopi scientifici ma solo conoscitivi e operativi, e’ stata fatta con metodologia seria e corretta, adottando il criterio di valutazione ritenuto più efficace. La scelta di un parametro di valutazione rispetto ad un altro non porta a grandi differenze: nella fattispecie, col criterio proposto nell’articolo che riportava un’intervista all’ex presidente IPAB, il risultato medio si sposterebbe di una percentuale tra l’1,20 e il 5 % in senso peggiorativo, pur rimanendo la media nell’ambito della “soddisfazione” dell’utente. Non si capisce proprio, poi, tutta questa insistenza nel merito, dal momento che, comunque, questo questionario, distribuito a 3 mesi dall’insediamento del nuovo Cda, fornisce uno spaccato del gradimento rispetto alla gestione dei tre anni precedenti (cioè degli ultimi tre mesi, più gli 8 mesi del Commissariamento e i due anni prima, cioè a partire dalla data dell’ultimo questionario distribuito) e quindi un punteggio più basso penalizzerebbe eventualmente chi ha amministrato prima di noi. Comunque sia, il nuovo Consiglio di amministrazione non si accontenta certo di aver appreso che il giudizio si è attestato in media sul “soddisfatto”, in quanto l’obiettivo cui puntare , a suo giudizio, dovrebbe essere qualcosa di più (almeno un “più che soddisfatto”).
Detto questo, trovare pretesto dal taglio giornalistico dato a certi articoli sull’onda dell’affittopoli milanese (dei quali è casomai la stampa ad essere responsabile), per arrivare a istigare l’Assessore regionale a mantenere il blocco delle alienazioni a IPAB di Vicenza ci pare quantomeno inopportuno, visto che questo si ritorcerebbe in ultima analisi contro la città di Vicenza ed i suoi anziani in particolare, ben conoscendo quanto da queste alienazioni (peraltro già richieste dal Commissario regionale ed alle quali più volte si è fatto ricorso negli ultimi anni) dipendano il risanamento finanziario e soprattutto i progetti per il futuro dell’Ente. Essere all’opposizione non dovrebbe far dimenticare qual è il fine cui tutti dovremmo tendere, cioè migliorare le condizioni dei nostri anziani; ruggini pregresse potrebbero essere accantonate per far posto ad uno spirito più sereno e costruttivo, trattandosi di questioni molto più importanti di personalismi francamente un pò miseri e mortificanti. Francamente non se ne può più di dover impiegare più tempo a rispondere a continui e spesso pretestuosi attacchi (v. quello emblematico sulla bandiera in Corso Fogazzaro) che a far prendere una corretta rotta alla gestione dell’ Ente, verso un futuro di sempre maggior aderenza alle esigenze dei nostri anziani.
Daniele Bernardini -Vice Presidente
Vanna Santi- consigliere
Giovanni Gozzi - consigliere
Gianni Cristofari - consigliere
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