CENTRO STORICO. Ma sì, spegniamola questa città

Chi volesse rimanere sarebbe costretto a periziare l'impatto acustico all'interno e fuori del locale a prezzi esorbitanti. E poi,... vendere a chi? Chi si azzarderebbe nell'acquisto di un posto che non ha futuro?
21/03/2011

Leggo e rileggo un'ordinanza che vieta la musica se non in versione acustico-silenziosa e oltre le 23.30 in una città come Vicenza, che tracima di musicisti. Che è apparsa come un fulmine a ciel sereno, senza preavvisi, e che ha già iniziato a mietere le sue vittime. Che, a volerla rispettare, impone costi altissimi e difficilmente sostenibili, luci accesissime e soprattutto un grande silenzio.
Una cosa alla volta. Vogliamo parlare dei disagi dei cittadini? Fermo il sacrosanto il diritto al riposo notturno, non credo sia la musica l'elemento di disturbo. Succede che davanti ai locali si assiepino flottiglie di persone che schiamazzano. Ma non ritengo sia esclusiva responsabilità dei gestori quanto succede fuori. Parlo di esclusività, in quanto il gestore del locale, secondo la norma novella, sarà l'unico ad essere colpito e punito. Non sarà il caso di far girare le forze dell'ordine per colpire i diretti colpevoli in questione? Il sostare all'aria aperta, anche in zone abitate, non potrebbe che diventare piacevole segno di una città che convive e che partecipa.
Per un locale inserito in una zona residenziale l'alternativa proposta è quella di dislocare nelle zone industriali, dove, pare, tutto sia consentito. Ora qualcuno si chieda come sia possibile vendere tutto e ripartire da zero altrove, senza tener conto dell'avviamento, il giro di clientela, i costi di apertura, la pubblicità, il disagio che comporta. Chi volesse rimanere sarebbe costretto a periziare l'impatto acustico all'interno e fuori del locale a prezzi esorbitanti. E poi,... vendere a chi? Chi si azzarderebbe nell'acquisto di un posto che non ha futuro?
Inoltre, limitare l'attività di un locale, ridurre la musica che è da sempre una delle prime occasioni per le quali le persone si mettono in movimento, limiterebbe anche gli introiti stessi, impedendo ai gestori di condurre la loro attività (quella che dà la possibilità di mettere il pane sulla tavola e pagare affitti e bollette. E non è retorica!) in modo proficuo: molti sarebbero costretti alla chiusura! Con conseguente riduzione del personale, riduzione delle forniture, ritorni fiscali in diminuzione, musicisti "a spasso" e molto altro. Praticamente la reazione a catena di un sasso gettato in uno stagno, con effetti a mio avviso disastrosi.
Parliamo delle punizioni. A fronte di alcuni locali (pochissimi!), che evidentemente sono i maggiori responsabili di una decisione così drastica, la pena è da scontare da tutti. Non sarebbe più saggio colpire direttamente e unicamente il trasgressore?
Vogliamo parlare del silenzio? E del rumore? Da quando la musica è rumore? La musica è una delle massime espressioni a disposizione dell'essere umano. E il rumore e la musica son due cose ben differenti. Questa Giunta si guardi un po' attorno e cerchi di immaginare cosa sarebbe della nostra bella Vicenza messa sotto assedio.
La cosa che fa più male, però, resta il silenzio e l'assoluta indifferenza da parte dei vicentini e, in parte, della categoria stessa, che dovrebbe coalizzarsi solidale e dire la propria. Tutti tacciono. Che tristezza..
Ma sì, spegnamolo questo centro storico. Svuotiamolo e facciamolo tacere. La gente resti chiusa in casa. Ma allora si spengano anche i televisori, si abbassi la voce, si fermi il traffico, i bus, i treni, e buonanotte.
Barbara Nicetto




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