VICENZA. Vogliamo davvero spegnere questa città?
Sono combattuto e nello stesso tempo affranto. Provo a cercare di darmi un contegno, di chiedermi se sia giusto o no fermare, rendere muta la nostra città con questa nuova ordinanza del Comune che impone ai locali del centro di “spegnere” la Musica dalle 23.30 in poi.Sono combattuto e nello stesso tempo affranto. Provo a cercare di darmi un contegno, di chiedermi se sia giusto o no fermare, rendere muta la nostra città con questa nuova ordinanza del Comune che impone ai locali del centro di “spegnere” la Musica dalle 23.30 in poi. Mi sforzo per tracciare un mio pensiero, per essere imparziale . Ma non ci riesco. Non riesco ad immaginare una Vicenza che si priva del suo talento, che svuota tutto il suo sangue creativo, che non batte più il suo cuore per l'arte, che arranca, che stenta a respirare e a tuffarsi nel mondo dei giovani. Non posso, mi sforzo ma non ci riesco. E' inutile.
Quando osservo la Basilica Palladiana provo stupore, non esiste al mondo niente di simile. E' mia, è nostra perché siamo vicentini. Io voglio celebrarla. Io voglio la bellezza e la bellezza io la so esprimere solo con le mie mani che suonano sfiorando i tasti bianchi e neri del mio pianoforte. La Bellezza è Musica. La stranezza è Musica. Il ribrezzo, l'odio, l'amore è Musica. Ma il Comune ha scelto. Vicenza si accende ogni tanto quando fa comodo. Un bel concerto in piazza dei Signori con grandi artisti, applausi e poi più niente. Ma lì nessuno protesta. Nessuno dice “Abbassate i volumi”, nessuno arriva di corsa a bloccare tutto, nessuno grida “Basta noi il giorno dopo lavoriamo”.
No perché non si può. Perché c'è già qualcuno che ha deciso di non rispettarle le regole. C'è già qualcuno che si innalza al di sopra di esse perché le conosce bene le regole del suo gioco. Sa che la partita è nelle sue mani. I dadi che lancia sono falsi. Tutto è già stato scritto.
I musicisti fanno rumore, sono assordanti, non li vuole più nessuno. Sono scomodi, ingombranti. Perché non vanno a suonare da un'altra parte? Qual è il loro scopo? Perché devono rompere l'anima?
Questi pensieri sono di chi non sa che cosa vuol dire organizzare un evento, invitare gente, fare volantinaggio, trovare sponsor, contattare le autorità, farsi dare un rimborso spese dal gestore del locale che a volte acconsente ma in altri casi storce il naso, da una pacca sulla spalla al musicista e gli dice che può solo offrirgli da bere.
Le mie parole sputano veleno. Sono acido solforico. Bruciano e fanno male. Colpiscono perché non guardano in faccia nessuno. Alzano la voce perché non c'è modo di farle arrestare. E se ho offeso qualcuno chiedo allora di essere perdonato perché il mio è uno sfogo giustificato.
Io voglio una città viva. Io voglio che l'anima di Vicenza bussi alla porta di chi non vuol sentire, di chi non sa cosa vuol dire suonare uno strumento, di chi preferisce la monotonia di una TV sempre accesa sui soliti programmi. Io vorrei che Vicenza si svegliasse e che provasse ad essere diversa. I musicisti non hanno colpe. L'unico loro peccato è di donare anima e corpo al loro strumento. Ma suonare in centro a Vicenza è diventata un'utopia ormai. Abbiamo le catene ai polsi. Siamo fuori da tutto e nessuno ci prende sul serio. Chi ha voglia di sentire un quartetto jazz sotto la Basilica? Chi vuole l'hip-hop, il reggae, il Blues, il Rock, l'elettronica underground in Piazza San Lorenzo, in Piazza Castello, a Parco Querini, ai Giardini Salvi? Chi vuole il Metal in piazzetta San Giacomo o la Classica in Piazza Matteotti? Io la voglio! Io voglio una città in cui la Musica si riveli in tutti i suoi aspetti, in tutta la sua diversità! Io voglio che la cultura sia per strada, accessibile a tutti,voglio assaporare il dolce gusto dell'Arte. Io vorrei che le persone capiscano che una città che ha creato i suoi Angeli del Fango, che con le lacrime agli occhi ha saputo ritrovare la sua strada innalzando il suo cuore oltre gli egoismi individuali dovrebbe dare ossigeno ai giovani musicisti. Noi abbiamo voglia di respirare aria nuova, vogliamo far entrare nei polmoni il vento della cultura.
Io amo la mia città perché ci sono nato. Amo Vicenza perché camminando per il centro sono sempre un turista che prova curiosità nello scoprire nuovi posti magnifici, incantati. E tutto ciò che mi sta attorno brilla di più con l'Arte. Splende di più con la Musica. Il musicista vuole donare solo amore alla sua città. Vuole essere partecipe dello Spirito che aleggia nei cuori dei vicentini. Vuole che tutti alzino le mani per pregare la bellezza di Vicenza, per renderle omaggio, per coccolarla e stringerla in un tenero abbraccio. Non fermate chi vive di emozioni e trova nel pubblico e nella sua città la sua fonte di vita.
Vedete sono incorreggibile. Non ce l'ho fatta. Mi sono schierato. E' stato un richiamo irresistibile. La Musica mi ha tentato. Lo so. E' vero che se si vive in una città bisogna avere rispetto per chi ci abita. E so anche che non siamo a Las Vegas dove è lecito il divertimento sfrenato. Ma abbiate comprensione anche per noi. Abbiate pietà di noi.
Jader Girardello
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1 bandus 23/03/2011 17:46 115 commenti
La città è sempre stata muta e falsa, talvolta a malapena in penombra, coperta dai massmedia locali...principalmente..veri e propri strumenti di un certo regime, quello politico-economico.