Lega: disciplina di partito o questione morale?

Il silenzio dei big leghisti al riguardo è imbarazzante. Spero che Filippi, Busetti e Dal Lago siano in grado di dare qualche spiegazione convincente alla vicenda
07/03/2011

Ho seguito sui giornali con una certa titubanza la vicenda dell’espulsione dal partito di Lovat, l’esponente dei “Rottamatori” della Lega. Pur essendo un elettore leghista ho sempre nutrito qualche dubbio sulla democraticità interna del partito e questa vicenda sembra rafforzare i miei dubbi.
Ufficialmente per quale motivo è stato espulso uno che ha raccolto il 40% dei consensi all’ultimo congresso, celebrato neanche un mese fa? Dai vertici vicentini del partito al momento non ho visto nessuna risposta. Se veramente Lovat è stato espulso per aver riproposto, come lui sostiene, la centralità della questione morale nel partito allora, cari amici leghisti, siamo messi male. Non era la Lega il partito che doveva portare il nuovo, la trasparenza, la fine delle “magnarìe”?
Il silenzio imbarazzato dei big leghisti al riguardo è imbarazzante. Spero che Filippi Busetti e Dal Lago siano in grado di dare qualche spiegazione convincente alla vicenda, altrimenti finiranno per confermare quanto i miei amici di sinistra continuano a ripetermi, ed ai quali ancora mi ostino (forse ingenuamente) a non credere: quattro balle su federalismo e autonomia per prendere i voti dai bauchi vicentini, ma in realtà dentro i palazzi del potere speculazioni, ruberie, trasformazioni magiche di terreni agricoli in commerciali (vedi il Cis di Filippi) per le solite cricche.
Mario Panarotto




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