Facciamo attenzione all'inganno sul nucleare

Oggi un governo che si erge paladino della italica volontà, decreta di erigere centrali nucleari da realizzare, ovviamente, con i soldi della gente, quella gente che con un referendum ha scelto il contrario
07/03/2011

Alcuni lustri or sono è stato chiesto al popolo italiano un parere sull’uso del nucleare, “No grazie”, fu la risposta. Oggi, con un governo che si erge paladino della italica volontà, decreta di erigere centrali nucleari da realizzare, ovviamente, con i soldi della gente, quella gente che con un referendum ha scelto il contrario. Alle decisioni dei governanti, già eticamente inaccettabili, si aggiunga una inaccettabilità tecnica che non è solo quella delle scorie. La materia prima. Tutto ciò che è solido (e non solo) contiene materiale fissile che deve essere estratto.
Questo processo è economicamente valido solo se all’uso si produca più energia di quanto se ne spenda per l’estrazione e la lavorazione. La disponibilità di materiali convenienti si sta velocemente esaurendo, onde le centrali rimarranno prive di combustibile (ne rimarrà solo per produrre bombe, ma per quelle i soldi ci sono sempre).
La rincorsa al nucleare priva settori attualmente trainanti di quel danaro necessario, proveniente dalle bollette energetiche, con previsioni legislative che hanno messo in allarme anche gli istituti bancari. Dobbiamo ormai renderci conto di essere governati da uno stato incosciente.
A sostegno del nostro dire e di contro al nucleare ci sarebbero le energie alternative ed in particolare quelle fonti gratuite fornite dalla natura e che alla natura non faranno mai torto. Oggi 150.000 addetti lavorano e vivono col foltovoltaico, numero di lavoratori teoricamente destinato ad aumentare. Molte aziende impegnate nel settore, fanno ricerca, a proprie spese, per cercare anche altre vie (per dirne una il fotonico). Questo per poter andare oltre il fotovoltaico, campo in cui siamo tra i leader. È chiaro che interrompere o sbarrare questa strada ci porterà, ancora una volta, a privarci delle nostre capacità inventive e produttive dovendo, un domani essere tributari all’estero oltre che di materie prime anche di tecnologie.
Cosa sono per il governo 150.000 operai, cosa sono per le opposizioni o per i sindacati? Come al solito gli interessi di pochi cancellano quelli di tutti. La volontà di pochi contro i desideri di tutti.
Nel 150° dell’unità “geografica” d’Italia bisognerà gridare al popolo che la abita “Ragazzi attenti alla pelle”. Abbiamo un governo con mentalità oligarchica ed una opposizione di straccioni mentali, per cui salvare la pelle è l’imperativo.
Umberto Riva




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