L'inceneritore di Schio e le tecnologie obsolete

Chiediamo con responsabilità e coscienza civica che si blocchi qualsiasi possibilità di sviluppo dell'inceneritore e si proceda al potenziamento della raccolta differenziata. Oggi il vero imperativo è andare oltre l'assurda tecnologia “Termosprecone” e altamente tossica dell'incenerimento dei rifiuti.
07/02/2011

Da alcuni anni i vari comitati contrari all'inceneritore di Schio, legittimati da 4.300 firme raccolte in calce ad una petizione ai sindaci, vanno chiedendo alcune cose molto chiare da attuare sulla gestione dei rifiuti solidi urbani:
1) Controlli seri e approfonditi da parte di professionisti indipendenti sui terreni intorno all’inceneritore circa l'accumulo di diossine, furani e metalli pesanti;
2) Controlli al camino molto più frequenti rispetto alla attuale cadenza trimestrale, meglio se in continuo, e appaltati a laboratori terzi (non è credibile che il controllato sia anche il controllore!);
3) Ceneri di stoccaggio depositate in luogo riparato e non all'aperto, dove vengono slavate dalla pioggia trascinando l'inquinamento nelle falde;
4) Potenziamento considerevole della raccolta differenziata, con l'avvio di un sistema di tariffa (che dovrà sostituire la tassazione) calcolata sul peso del rifiuto conferito;
5) Informazione pubblica sulle provenienza dei rifiuti bruciati, e sulla destinazione dei vari materiali della raccolta differenziata (vetro, carta, umido, ecc.);
6)L'impegno di non procedere ad ulteriori potenziamenti dell'inceneritore, anche in considerazione del progetto industriale presentato dal alcuni professionisti per la realizzazione di un centro di riciclo che, conti alla mano, riuscirebbe a riciclare 30 mila tonnellate di secco e indifferenziato all’anno, con lavorazione a freddo, senza emissioni nell’atmosfera né con infiltrazioni nel sottosuolo, spendendo meno del solo ampliamento della linea 1 dell'inceneritore.
Dobbiamo purtroppo constatare che, dopo tutte le lotte che sono state fatte e le varie richieste inoltrate alle amministrazioni comunali, nulla è stato fatto; l'unica risposta di cui sono stati capaci i Sindaci è stata quella della creazione di un fantomatico “Osservatorio sui Rifiuti” che a quanto ci risulta non ha prodotto nulla!.
Inoltre facciamo rilevare che la Commissione Regionale V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) più di 2 anni fa aveva subordinato il parere favorevole al rilascio del giudizio positivo di compatibilità ambientale ad alcuni interventi da effettuare, per esempio:
a) munire le linee di incenerimento delle famose B.A.T. (migliori tecnologie disponibili) che per alcune operazioni non sono adottate (contrariamente a quanto hanno sempre sostenuto gli amministratori!);
b) effettuare per almeno 2 mesi all'anno monitoraggi e prelievi in continuo sulle emissioni in atmosfera;
c) effettuare ogni anno un biomonitoraggio su specie vegetali e ogni 2 anni sul mercurio nell'aria;
d) sistemare la pavimentazione del cortile e non stoccare a cielo aperto le ceneri per evitarne la dispersione all'aria e nella falda acquifera sottostante;
e) informare costantemente la popolazione e i Comuni sui monitoraggi effettuati e l'impatto delle emissioni sulla salute;
e altre ancora.
Che fine hanno fatto tali prescrizioni? Sicuramente alcune non sono state rispettate: basta passare a fianco dell'inceneritore e si vedono le colline di ceneri nel cortile a cielo aperto; e chi ha mai visto una campagna di informazione alla popolazione? E di tutte le altre c'è qualche amministratore che sa dirci qualcosa?
Nel frattempo la raccolta differenziata in questi ultimi anni non è certo progredita con l'allestimento di campane per la raccolta del multi-materiale. I dati forniti dall'Arpav sulla raccolta degli RSU non sono trionfalistici per la città di Schio: nel 2009 riesce ad arrivare nemmeno al 62 % di raccolta differenziata, quando molti altri comuni arrivano ormai tranquillamente al 70%. Si consideri che la normativa vigente prescrive una raccolta differenziata almeno al 65 % entro il 2012 per tutti i comuni d'Italia! Oltre tutto chiediamo: il materiale differenziato che fine fa? viene effettivamente poi recuperato? da quando chi organizza e raccoglie gli RSU è lo stesso che gestisce l'inceneritore il dubbio è legittimo.
Ma il punto centrale è: l'ormai deciso raddoppio della linea 1 si farà davvero? Il comitato chiede ancora una volta di fermarsi finché si è in tempo; a cosa serve ingrandire l’nceneritore se già adesso il 48 % di quello che brucia proviene da fuori dei 38 comuni soci del consorzio? E se tutti i comuni porteranno la differenziata al 65 %, come previsto dalla legge, andremo a rimediare spazzatura in giro per l'Italia?
Esistono alternative valide e serie all'inceneritore, sopratutto non dannose per l'ambiente e la salute!
Noi proponiamo che le amministrazioni comunali (Schio in particolare) comincino seriamente e con convinzione a mettere in discussione le scelte adottate nel campo dei rifiuti. La tecnologia dell'incenerimento è vecchia ed estremamente pericolosa per la salute pubblica, ma soprattutto oggi superata dalla possibilità del riciclo totale del rifiuto. Chiediamo con responsabilità e coscienza civica che si blocchi qualsiasi possibilità di sviluppo dell'inceneritore e si proceda al potenziamento della raccolta differenziata. Oggi il vero imperativo è andare oltre l'assurda tecnologia “Termosprecone” e altamente tossica dell'incenerimento dei rifiuti.
Per il comitato
Gianfranco Santacaterina e Marco Rampon




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