Il processo ai No Dal Molin
Inaccettabile sul piano politico la decisione del giudice GeraceCon la decisione presa dal giudice Gerace nell'ultima seduta del processo per l'occupazione della prefettura - il 17 gennaio scorso - quella cioè di escludere dal processo tutte le testimonianze di politici, esperti, tecnici citati dalla difesa per spiegare le ragioni di quella protesta, abbiamo assistito ad un tentativo subdolo di togliere al movimento nodalmolin le ragioni stesse della sua iniziativa.
Questo tentativo, preso alla fine di due sedute processuali, quella del 23 giugno 2010 e appunto questa del 17 gennaio, non è stato un atto di ordinaria procedura, una scelta tesa semplicemente a ridurre un numero troppo consistente di testi per snellire il percorso processuale ma una scelta precisa e assai pregiudizievole per noi perchè delinea una volontà di condurre il processo verso uno sbocco assai prevedibile, ossia quello "dell'attinenza ai fatti", come "sommessamente" suggerisce il Pm Pecori che usa questa parolina quando vuole portare l'affondo ma cancellando così il contesto che ha generato quei fatti e lo scopo che li ha motivati. Non voler ascoltare infatti le responsabilità dei governanti che hanno preso la decisione di concedere il via libera alla base americana e quelle degli esperti sull'enorme danno che la città subirà ed anzi ha già subito dalla sua costruzione, significa escludere le vere motivazioni che hanno portato a quella occupazione. perchè quello fu il tentativo estremo di un gruppo di cittadini vicentini teso a richiamare l'attenzione del governo italiano - attraverso il suo ufficio di Vicenza - affinchè rivedesse una così dannosa e negativa scelta per la città ma anche per tanta altra umanità.
Con l'eliminazione delle testimonianze il giudice ha deciso invece di ridurla ad un atto qualsiasi di infrazione e danneggiamento, del tipo di quelli che gruppi di facinorosi possono compiere gratuitamente o per futili scopi...
Non possiamo accettare questa deriva, ossia la trasformazione di una iniziativa politica e di cittadinaza attiva in una questione di ordine pubblico o peggio di cronaca nera. Per questo intendiamo mantenere alta l'attenzione e la tensione su questo processo, perchè resti una tribuna di denuncia dei misfatti e delle omissioni di uno stato e della sua rappresentanza politica. Perchè mantenga viva in città l'idea che quella occupazione è stata fatta in nome e per conto di una comunità intera.
Enrico Marchesini
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1 nonnopiero 23/01/2011 18:56 127 commenti
Caro Enrico non puoi coinvolgermi nelle tue malefatte, Le azioni violente non possono essere condivise.