Il Pd: la Gelmini «ammazza» l'ateneo veronese
La legge Gelmini costringerà l’Università di Verona a far pagare più tasse agli studenti e a tagliare numerosi corsi di studio oggi garantiti...La legge Gelmini costringerà l’Università di Verona a far pagare più tasse agli studenti e a tagliare numerosi corsi di studio oggi garantiti.
Come è noto alla carriera universitaria si accede usualmente come ricercatore (laurea a circa 24anni, poi dottorato di ricerca fino a 28 anni, post- dottorato per almeno tre-quattro di anni. Questo periodo di precariato è, di norma, pagato con borse di studio o assegni di ricerca).
Il ricercatore può svolgere attività didattica nell’Università ma non è obbligato.
Presso l’Università di Verona i ricercatori sono 342 e svolgono anche attività didattica integrativa. E’ grazie a loro se l’Ateneo scaligero riesce a garantire complessivamente 32 corsi di laurea triennali e 22 magistrali non diversamente effettuabili. Peraltro, con l’aumento dei corsi e la diminuzione delle risorse, ai Ricercatori veronesi è stato chiesto di tenere i corsi di studio a titolo gratuito.
E, pur tuttavia, la Gelmini:
crea una nuova categoria di precari della ricerca e della didattica con l’introduzione della figura del Ricercatore a tempo determinato, che potrà avere un massimo di otto anni di contratto per svolgere attività didattica obbligatoria, senza alcuna garanzia di assunzione. Chi intraprenderà la carriera universitaria con questa prospettiva?
“rottama” progressivamente gli attuali ricercatori a tempo indeterminato, che diventeranno una categoria ad esaurimento.
Alla luce dei danni creati dalla Gelmini, circa 100 ricercatori veronesi che prima insegnavano, si sono dichiarati indisponibili a svolgere per l’anno accademico in corso attività didattica non prevista per legge. Ciò potrebbe mettere in crisi lo svolgimento di numerosi corsi. Perché nessuno dall’Ateneo ne parla?
Inoltre, la legge Gelmini e la recente Manovra Finanziaria tagliano le risorse del Fondo di Finanziamento Ordinario nel prossimo biennio di 1,4 miliardi di €. Ciò provocherà un inevitabile aumento delle tasse universitarie a danno degli Studenti.
Pertanto, l’Università di Verona:
non avrà più i fondi statali necessari per garantire a tutti il diritto allo studio; rischia di non riuscire a coprire tutti i corsi di laurea attivati nel tempo.
Stupisce, e tanto, il silenzio di Verona di fronte al rischio che corre la nostra Università.
E’ interesse di tutti che il nostro Ateneo riesca a mantenere e migliorare gli standard attuali. Se così non sarà, per le ragioni citate, può Verona permettersi una diminutio simile? Possiamo accettare un’Università ridimensionata?
Mi colpisce che a parole tutti chiamano in causa l’Università a sostegno della crescita economica e culturale del territorio e di fronte a quanto accadrà gli stessi voltano la faccia dall’altra parte.
Stona anche il no del Rettore Mazzucco alla concessione dell’assemblea chiesta da migliaia di studenti. Se le motivazioni sono quelle che ho letto, il diritto dei primi interessati a manifestare il proprio pensiero direttamente presso l’Ateneo non è comprimibile né subordinato a ragioni inadeguate rispetto alla sfida negativa della Gelmini.
I Rettori passano, i danni restano! Si favorisca il dibattito democratico, non si abbia timore di confrontarsi. Auspico una maggiore sensibilità del sistema Verona prima che sia troppo tardi.
Il Partito Democratico, nelle proprie diverse articolazioni, è a fianco dei tanti studenti e Ricercatori veronesi che oggi sono gli unici che difendono l’Università di Verona e il ruolo che questa ha assunto nella didattica di qualità, locale e nazionale.
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1 giacomozini 12/01/2011 11:46 360 commenti
cari miei io ho parenti che hanno fatto i ricercatori e Vi dico che come stipendio non prendono quasi nulla , ma il problema è che se chi controlla la spesa e decide chi assumere , ci fa pagare anche l'amante come ricercatrice e gli altri sgobbano anche per lei e dividono lo stipendio con lei dove vogliamo andare? MERITOCRAZIA è una parola grossa e che non piace ai nulla facenti.