La discutibile benemerenza al cacciatore di 84 anni
L’occasione è stata sfruttata dall’assessore per uno spot mediatico in favore dell’attività venatoria e per ingrassare il proprio orticello politico elettorale che, ovviamente, raccoglie consensi proprio fra gli appassionati di caccia.Ho letto l’articolo sul giornale di venerdì che riguarda un cacciatore di 84 anni che ha ricevuto “ufficialmente e solennemente” dalle mani dell’assessore provinciale Spigolon l’attestato per poter sparare agli ungulati (caprioli, cinghiali e simili) superando delle prove scritte e orali. A quanto scritto, è il regalo più bello fattogli dalla Provincia per il compleanno festeggiato proprio il giorno dopo questo pubblico riconoscimento.
L’occasione è stata sfruttata dall’assessore per uno spot mediatico in favore dell’attività venatoria e per ingrassare il proprio orticello politico elettorale che, ovviamente, raccoglie consensi proprio fra gli appassionati di caccia. E la cosa potrebbe finire qui, a tarallucci e vino.
Ma basta un veloce scorcio nelle rassegne stampa delle ultime settimane e nei siti internet a tema venatorio per rendersi conto che la caccia agli ungulati (in particolare cinghiali) è fra le più rischiose e fisicamente impegnative. Per quanto uno possa essere prestante e arzillo, non si riesce immaginare un ultraottantenne che imbraccia fucili così potenti da uccidere a trecento metri di distanza, o che riesca ad essere pronto e scattante per inseguire con la mira un selvatico imprevedibile e saltellante fra rovi, arbusti e fronde.
La cosa ha del paradossale se poi si scopre che a premiare l’anziano cacciatore è un assessore che ha la delega per la “sicurezza”. Non so quanti, ungulati esclusi, si sentirebbero sicuri della propria incolumità ad attraversare un bosco in cui è appostato un ultraottantenne armato ed emotivamente infuocato dalla passione per la caccia.
Forse sarebbe meglio che l’assessore Spigolon (giusto per compensare lo sbilanciamento) si impegnasse a garantire non solo i diritti di chi vorrebbe esercitare questa passione fino all’ultimo giorno di vita, ma anche di quelli che (come gli escursionisti o i cercatori di funghi) ci terrebbero a non fare la parte del cinghiale.
Se proprio si vuol mandare a caccia gli ultraottantenni, l’assessore provinciale alla sicurezza dovrebbe premunirsi di informare pubblicamente il giorno, l’ora e la località in cui si aggireranno questi ottuagenari armati di carabina e mortale passione. Così che tutti gli altri possano regolarsi di conseguenza.
Roberta Peroni, Valdagno
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1 lucianolorenzi 19/01/2011 16:48 63 commenti
C'e' qualcosa che non va'... 60000 cacciatori nel Veneto tengono in scacco 4,5 milioni di veneti con le loro lobby e il loro incredibili potere politico, economico e mediatico. Il 75% degli italiani sono contro la caccia e ' 85% dice che ne farebbe tranquillamente a meno...e allora cosa c'e' che ci ostacola a farla finita con questa "SCHIFOSA" mattanza? Ci diamo da fare o no per abolirla? Luciano Lorenzi