La discutibile benemerenza al cacciatore di 84 anni

L’occasione è stata sfruttata dall’assessore per uno spot mediatico in favore dell’attività venatoria e per ingrassare il proprio orticello politico elettorale che, ovviamente, raccoglie consensi proprio fra gli appassionati di caccia.
02/12/2010

Ho letto l’articolo sul giornale di venerdì che riguarda un cacciatore di 84 anni che ha ricevuto “ufficialmente e solennemente” dalle mani dell’assessore provinciale Spigolon l’attestato per poter sparare agli ungulati (caprioli, cinghiali e simili) superando delle prove scritte e orali. A quanto scritto, è il regalo più bello fattogli dalla Provincia per il compleanno festeggiato proprio il giorno dopo questo pubblico riconoscimento.
L’occasione è stata sfruttata dall’assessore per uno spot mediatico in favore dell’attività venatoria e per ingrassare il proprio orticello politico elettorale che, ovviamente, raccoglie consensi proprio fra gli appassionati di caccia. E la cosa potrebbe finire qui, a tarallucci e vino.
Ma basta un veloce scorcio nelle rassegne stampa delle ultime settimane e nei siti internet a tema venatorio per rendersi conto che la caccia agli ungulati (in particolare cinghiali) è fra le più rischiose e fisicamente impegnative. Per quanto uno possa essere prestante e arzillo, non si riesce immaginare un ultraottantenne che imbraccia fucili così potenti da uccidere a trecento metri di distanza, o che riesca ad essere pronto e scattante per inseguire con la mira un selvatico imprevedibile e saltellante fra rovi, arbusti e fronde.
La cosa ha del paradossale se poi si scopre che a premiare l’anziano cacciatore è un assessore che ha la delega per la “sicurezza”. Non so quanti, ungulati esclusi, si sentirebbero sicuri della propria incolumità ad attraversare un bosco in cui è appostato un ultraottantenne armato ed emotivamente infuocato dalla passione per la caccia.
Forse sarebbe meglio che l’assessore Spigolon (giusto per compensare lo sbilanciamento) si impegnasse a garantire non solo i diritti di chi vorrebbe esercitare questa passione fino all’ultimo giorno di vita, ma anche di quelli che (come gli escursionisti o i cercatori di funghi) ci terrebbero a non fare la parte del cinghiale.
Se proprio si vuol mandare a caccia gli ultraottantenni, l’assessore provinciale alla sicurezza dovrebbe premunirsi di informare pubblicamente il giorno, l’ora e la località in cui si aggireranno questi ottuagenari armati di carabina e mortale passione. Così che tutti gli altri possano regolarsi di conseguenza.
Roberta Peroni, Valdagno




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