Il taglio del pioppo è solo un'azione inutile

Chiunque abbia occasione di passare da quelle parti sa benissimo che il problema non è l'ampiezza della rotatoria, ma piuttosto la ristrettezza delle carreggiate delle strade che vi convergono.
01/12/2010

Tagliare il pioppo di Borgo Scroffa lo non risolverà i problemi di mobilità nella zona. Chiunque abbia occasione di passare da quelle parti sa benissimo che il problema non è l'ampiezza della rotatoria, ma piuttosto la ristrettezza delle carreggiate delle strade che vi convergono.
Attualmente tutti i veicoli, autobus compresi, percorrono agevolmente la rotatoria, ma devono farlo lentamente e uno alla volta, anche per la presenza degli attraversamenti pedonali rialzati. Rimuovendo il pioppo non cambierà assolutamente nulla, avremo solo perso l'ennesimo albero monumentale della città.

Negli ultimi 10/20 anni Vicenza ha perso moltissimi alberi di alto fusto a causa degli interventi delle varie amministrazioni che si sono succedute, sia di centro-destra che di centro-sinistra. Sono stati tagliati gli ultimi platani di Viale Dalmazia in Campo Marzo, i pioppi di Piazzetta Gioia, i tigli di Piazza Marconi, i pini marittimi lungo Viale X Giugno, e potrei continuare l'elenco. Altre aree verdi sono in pericolo perché minaciate da interventi di "riqualificazione"; mi riferisco in particolar modo al boschetto fluviale lungo l'Astichello (che già in passato è stato ridotto a seguito della realizzazione del park Cricoli e dell'edificazione della nuova zona residenziale lungo Viale Fratelli Bandiera), ed al Parco della Vittoria di fronte alla Basilica Monte Berico.

Non servirà mettere a dimora alcune piantine che cresceranno poco o nulla per sostituire un albero di alto fusto. Difendere gli alberi di Vicenza non è un'azione di destra o di sinistra, è semplicemente ciò che è giusto fare, perché sono un patrimonio storico della nostra città, al pari dei suoi monumenti, e contribuiscono significativamente a migliorarne la qualità dell'aria. E' inammissibile che invece vengano continuamente sacrificati per far posto all'asfalto o al cemento.
Spero sia possibile ritornare su questa decisione, che a Vicenza non porterebbe nulla, se non la perdita di un altro dei suoi splendidi alberi.

Alessandro Rampazzo