E' nata una stella

31/01/2012 E' nata una stella, anzi sta nascendo: Francesca Michielin, che ormai tutta Italia conosce per la vittoria alla quinta edizione di X Factor (la prima trasmessa su Sky), è una ragazzina che compirà diciassette anni il 25 febbraio prossimo.

La voglia di fare "qualcosa di nuovo"

30/12/2011 Tra i propositi di ogni fine d’anno c’è, immancabile, la voglia di fare "qualcosa di nuovo". Qualcosa di diverso rispetto alla routine che ci ha accompagnati negli ultimi 365 giorni o da una vita intera. La voglia di cambiare a volte è figlia dell’insoddisfazione, più spesso è frutto della normale ambizione a migliorare, a rinnovarsi, a crescere. In quest’ultimo numero del 2011 Cats tra gli altri servizi presenta tre personaggi che per diversi motivi hanno fatto scelte di vita fuori dagli schemi. C’è il custode del bosco che vive con e per la natura dall’età di 15 anni; il settantenne che da quando è andato in pensione ha corso trenta maratone; il campione non ancora trentenne che invece ha scelto di cambiare vita e di raccontarci cosa farà "da grande". Scelte radicali, drastiche, in alcuni casi anche opposte. Ma tutte hanno un comune denominatore: la continua voglia di mettersi in gioco, di sfidare la "normalità". É il metodo migliore per regalarsi un nuovo anno "eccezionale".

L'umore dei bilanci

25/11/2011 É già tempo di bilanci, in questo 2011 che si avvia alla conclusione. É stato un anno pigro, dimesso, fiacco. Almeno così dicono gli indici economici negativi che ci accompagnano da qualche tempo. Non si vede la luce in fondo al tunnel, forse perché ancora non ci si rende conto di esserci entrati. É un rifiuto psicologico, ma ha anche dei fondamenti reali: l’Italia ha perso posti di lavoro, ma in misura minore rispetto al resto dell’Europa; l’Italia ha un debito pubblico alto, ma negli ultimi anni è cresciuto meno di quello di tutti gli altri Paesi della Ue; al netto del debito, la crescita del Pil italiano è tra le maggiori al mondo; le nostre piccole e medie industrie continuano a sfornare idee che conquistano fette importanti dei mercati mondiali; la qualità della vita in Italia è mediamente di gran lunga migliore di qualsiasi altro Paese. Insomma, a forza di guardare (giustamente) la parte vuota del bicchiere la nostra mente ci ricorda che c’è anche la parte piena (e consistente). É quel che accade a molti quando si è un po’ giù: una porzione del piatto preferito, e l’umore riacquista tono. Prendiamolo come auspicio, magari affidandoci alle ricette appaganti che i nostri lettori ci hanno inviato e che troverete nel calendario di Cats allegato a questo numero. E dopo i bilanci, sarà il tempo delle bilance.

È la qualità a far la differenza

28/10/2011 Quando nacque la radio molti si sbilanciarono a prevedere l’imminente scomparsa dei giornali. Poi arrivò il boom del cinema, e la radio secondo i profeti avrebbe dovuto ridursi all’ascolto di pochi nostalgici; la televisione avrebbe dovuto uccidere il cinema, e alla fine Internet avrebbe dovuto seppellire tutti. Invece, com’era prevedibile, non è accaduto nulla di tutto ciò. Si è semplicemente ampliata l’offerta degli strumenti di comunicazione di massa, e i mezzi in molti casi si sono mescolati. Non è quindi una sorpresa se nell’era del web ritorna a farsi sentire un’emittente che ha fatto la storia dell’etere vicentino: Radio Vicenza International. La musica e l’informazione viaggiano sulle normali frequenze radio, ma il successo è arrivato soprattutto attraverso Internet: canzoni e notizie arrivano dal computer. A casa, sul posto di lavoro, sui pc portatili, sui tablet o sui telefonini è sufficiente una connessione per avere tutti gli strumenti di comunicazione a portata di mano. La differenza nell’apprezzamento degli utenti e il conseguente successo o insuccesso saranno dati, com’è spiegato nell’articolo sulla contraffazione che troverete in questo numero di Cats, dalla qualità del prodotto offerto. Com’è giusto che sia.

L'oltraggio all'educazione

30/09/2011 Può sembrare un paradosso, ma niente è più utile di un freddo e asettico Codice per capire come cambia un Paese: le leggi si piegano seguendo la sensibilità che il tempo, la cultura, gli usi e i costumi modificano in continuazione. Ciò che 50 anni fa era sconveniente, offensivo, osceno, oggi è sostanzialmente irrilevante: basti pensare alla moda. Ma è nel Codice civile e penale, nelle sentenze della Cassazione che si toccano con mano i tempi che cambiano. A cominciare, manco a dirlo, dalle parolacce. Dare del «buffone» a una persona, o della «capra», non rappresenta più un oltraggio. Le spiegazioni dei giudici sono dotte e ponderate, e risentono della diversa sensibilità presente oggi nei tribunali rispetto al tempo in cui bastava molto meno per rivolgersi non tanto alla magistratura, quanto ai padrini per lavare l’offesa con un duello. Certo, piuttosto che infilzarsi per un insulto è preferibile il lassismo dei giorni d’oggi. Ma se è vero che da questo punto di vista qualche passo avanti è stato fatto, è anche vero che l’unica, vera regola che metterebbe fine alla questione non è stata ancora applicata: ed è la regola dell’educazione. Quella che consente a chiunque di esprimere la propria opinione e il proprio giudizio nei confronti di un’altra persona anche con accenti severi, ma senza usare epiteti che non aggiungono nulla. Semmai, tolgono credibilità a chi li pronuncia. Sarebbe così facile...

Sosia di se stessi

29/07/2011 Gli scherzi del destino cambiano la vita: altrimenti, che scherzi sarebbero? Ma non è necessario essere protagonisti, basta somigliare a chi protagonista lo è davvero. La storia della ragazza vicentina che si è scoperta sosia della pop star Lady Gaga è illuminante. Essere “qualcuno“ senza esserlo: un gioco di parole dietro il quale si cela l’involontario raddoppio di personalità di chi si ritrova nei panni di un altro solo in virtù delle coincidenze fisiche. A volte è piacevole, a volte può essere fastidioso: dipende da chi è il protagonista “originale“. Oppure dipende dalla reale volontà del sosia di essere a sua volta protagonista. Chi non ama le luci della ribalta, ad esempio, può trovarsi in imbarazzo. Destino inverso è quello di chi invece ha fatto di tutto per diventare protagonista ed è riuscito ad esserlo per una breve, fortunata stagione. I Los Locos sono una coppia di cantanti vicentini che hanno conquistato la popolarità sul palcoscenico del Festivalbar: e con loro altri che in anni più o meno lontani sono stati lanciati dalla manifestazione che dal 2008 ha chiuso i battenti. Hanno ballato una sola estate. Ed è curioso scoprire cosa fanno adesso, con altri divenuti medici, politici, professionisti. Sosia di se stessi.

La coerenza rende unici

24/06/2011 «È una filosofia di vita»: una definizione che spesso viene utilizzata quando si vuole evidenziare un modo di essere eccentrico, fuori dagli schemi abituali. Ma quali sono, oggi, gli “schemi abituali”? Questo numero di Cats presenta una rassegna di “filosofie” che fanno pensare a quanto sia lontana dalla realtà l’idea di limitare gli stili di vita ai canoni scontati. Le tre giovani giocatrici professioniste di golf vicentine sono la punta di diamante di un movimento che fino a pochi anni fa non contemplava certo la possibilità di vivere e guadagnare inseguendo buche sul green. E Miki Biasion pilotava le auto da rally inseguendo titoli mondiali, oggi è al volante di camion che portano aiuti umanitari nelle missioni amazzoniche. E Gabriele Scotolati oggi come trent’anni prosegue e persegue la carriera di disegnatore e scrittore satirico, amato e odiato dai suoi bersagli. E Greta Zocca dopo essere diventata campionessa italiana di ciclismo non ha smesso di pedalare anche adesso che indossa la divisa da vigile urbano nella sua Piovene. Perché le filosofie di vita possono essere mille, ma solo la coerenza le rende uniche.

Crederci per provare

27/05/2011 È facile dire: «L’importante è essere giovani dentro». Un trentenne non riuscirà mai a fare ciò che faceva a 7 anni, e un sessantenne non correrà mai come un trentenne. Ma l’importante non è riuscirci: l’importante è provarci, e per provarci bisogna crederci. Allora sì che le lancette rallentano. La copertina di questo numero di Cats è dedicata a uno che “ci crede”, e si vede. Red Canzian, bassista della band musicale più longeva d’italia, quarant’anni di musica in sintonia con almeno tre generazioni di giovani. La gioventù non è necessariamente uno stato legato alla carta d’identità, ma a un modo di affrontare la vita: si può essere vecchi a trent’anni e reattivi a sessanta. È vero però che sarà sempre più difficile. Un tempo si pensava alla pensione solo quando si avvicinava il momento di raggiungere l’età prevista. Oggi, con i chiari di luna che perseguitano l’economia, milioni di lavoratori tra i 30 e i 50 anni sono di fronte a un dilemma: quando sarà il momento, l’assegno basterà o dovrà essere incrementato attraverso i mille prodotti previdenziali complementari? Ed è un pensiero che certo non ti ringiovanisce.

Il prezzo da pagare

27/04/2011 Non sono pochi coloro i quali danno della legge sulla privacy un’interpretazione del tutto... privata. In poche parole, credono che nessuno possa parlare di loro se non espressamente da essi stessi autorizzato. Non è così, ma è difficile spiegarlo a chi non fa nemmeno la fatica di informarsi. In realtà la legge sulla privacy non nasce all’insegna del «faccio quel che voglio e nessuno può metterci il becco»: l’obbiettivo principale è quello di proteggere la sfera privata di ciascuno di noi dall’utilizzo dei nostri dati personali da parte di chi non ha titolo per sfruttarli a proprio fine. Ma è una battaglia impari: la legge alza un muro, e attraverso una smagliatura passa di tutto. Le banche dati di aziende pubbliche e private sono in grado di dipingere un nostro ritratto fedele anche senza averci mai visto: e di questo ne approfittano società specializzate che utilizzano il telefono a fini di commercio. Passiamo inconsapevolmente ogni giorno sotto decine di telecamere, e la traccia del nostro telefonino consente di sapere dove siamo in ogni istante. Siamo vittime della nostra comodità e del nostro bisogno di sicurezza. È un prezzo che quasi nessuno sa di dover pagare.

La forza della volontà

23/03/2011 Dobbiamo credere ai Maya? Nata come oggetto di discussione davanti a un caffè, la profezia millenaria dell’antico popolo centramericano conquista adepti ogni giorno di più. C’è chi comincia a prendere in considerazione la possibilità che il 2012 sia l’ultimo anno dell’umanità. Segnali inquietanti non mancano: terremoti e maremoti, rivoluzioni a catena, clima impazzito, centrali nucleari che si sciolgono e minacciano di fondere la terra. L’aria che tira, insomma, non è delle migliori. Basta per arrendersi al fato? Tom Perry, l’alpinista vicentino che a piedi nudi sale su vette impossibili, ha attraversato nel corso della sua ultima impresa le terre dei Maya: lì ha incontrato uno sciamano che non si è scomposto di fronte a un europeo scalzo. E si è fatto raccontare cosa vede nei segni della terra. Ma le profezie più nefaste non hanno fatto breccia: d’altra parte è difficile convincere che la strada è segnata, uno che scala le montagne a piedi nudi. Più facile credere che siamo semplicemente padroni del nostro destino, e la forza di volontà è più forte di molti ostacoli.

Imperfetti e felici

24/02/2011 Che cos’è la perfezione? È il rispetto di un canone estetico, in base al quale ad esempio una modella deve pesare come un grissino e deve avere le gambe lunghe come quelle di una giraffa. Questo mese la storia di copertina ci dimostra che non sempre è vero, anzi. I canoni cambiano come le mode: ecco quindi che la perfezione diventa soggettiva, per fortuna. Basta con le omologazioni, basta con i replicanti tutti uguali, che alla fine da perfetti diventano insopportabilmente “perfettini”. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace: è un mantra nient’affatto consolatorio, quanto piuttosto un concetto che può infondere fiducia in ciascuno di noi imperfetti. L’importante è essere consapevoli delle proprie qualità; che, nel caso della nostra “modella tascabile”, sono di tutta evidenza. Meno evidenti, per ovvii motivi, sono le tracce lasciate a Vicenza da fantasmi e spiriti che pure popolano miti e leggende di queste terre. La torre del Tormento ospitava le antiche prigioni, ed ora è destinata a diventare un bar alla moda. Dal dramma alla festa: perfetto.

Uno su mille e gli altri 999

07/02/2011 Gianni Grazioli è un giornalista che ha saltato la barricata: non scrive più notizie, ma ne è protagonista. Sono trascorsi anni dal giorno in cui decise di lasciare le redazioni vicentine per seguire l’inventore del sindacato dei calciatori italiani, l’avvocato bassanese ed ex goleador biancorosso Sergio Campana. Oggi è il direttore dell’Associazione che rappresenta tutti gli atleti che calcano i campi di calcio professionistici. E si destreggia tra contratti milionari e minacce di sciopero che suscitano polemiche e cattivi pensieri: poi, quando ti racconta di ragazzi di trent’anni che non percepiscono stipendi da mesi e non hanno prospettive per il futuro, capisci che non è tutto oro quel che luccica nella vetrina del pallone. E giocare significa anche “mettersi in gioco”, con tutti i rischi che ne conseguono. Uno su mille ce la fa, cantava Gianni Morandi: agli altri 999 ci deve pensare lui, il Gianni vicentino.

Se l'ottimismo non è di maniera

12/01/2011 Babbo Natale esiste, non facciamo scherzi. E non serve andare fin oltre il circolo polare artico per incontrarlo: basta arrivare fino a Stoccareddo, e incontrare un ceppo familiare che porta con sè la magia dell’elisir di lunga vita. I Baù da tempo sono studiati per la loro longevità, e se è vero che portano doni solamente ai loro nipotini, è altrettanto vero che possono regalare a tutti noi una sana ventata di ottimismo. Ce n’è bisogno, alla fine di un anno quantomai difficile, con la crisi economica che ha raggiunto il suo culmine (e a quanto pare - finalmente - lo ha superato). Per non farsi mancare nulla, i vicentini si sono poi ritrovati alluvionati. Ma in poche settimane si sono rimessi in piedi, hanno spazzato via il fango e ricominciato a correre. Prendiamolo come un segno, e un augurio: che l’acqua sporca se ne sia andata via portando con sè tutte le cose brutte che ciascuno ha vissuto. E che sul 2011 splenda il sole.

Una prova di forza

29/11/2010 Tra vent’anni ricorderemo il novembre 2010 per l’acqua che ha invaso le città e i paesi, per i fiumi che hanno rotto gli argini, per le ferite e i lutti che un’alluvione storica ha portato con sè. Ma lo ricorderemo anche per un’altra, straordinaria prova di coesione sociale, di solidarietà, di capacità di risalire la china dimostrata dalle genti vicentine. L’Italia si è accorta in ritardo della tragedia che ha colpito queste terre, e quando si è degnata di venire a vedere quel che è successo, ha trovato le strade già sgomberate dalle macerie, le cantine svuotate dall’acqua, gente che aveva subito ricominciato a costruire. É l’eredità culturale, storica, morale che viene trasmessa da padre in figlio, da madre in figlia. Le donne, in situazioni come queste, sono le più reattive. Donne che sanno affrontare l’avventura, non solo per divertimento. Donne che non hanno bisogno di aiuti per mostrare i muscoli, perché la natura le ha fatte già forti dentro. E non sarà un’alluvione a cambiarle. Per fortuna.

Se volere non è potere

31/10/2010 I bamboccioni esistono davvero? Non c’è dubbio che ci sia qualche ragazzone cresciuto e pronto per camminare con le proprie gambe, il quale sceglie deliberatamente di rimanere sotto l’ala protettiva dei genitori. Ma quanti sono? Tanti al punto da farli diventare una categoria sociale? L’impressione è che - come spesso accade - si confonda la notizia riguardante un’eccezione con la regola. É vero però che l’eccezione in questione fa spesso notizia. In questo numero di Cats troverete un approfondimento che ricostruisce situazioni-limite, alcune francamente paradossali. Sono vicende che possono far sorridere o - in alcuni casi - far cadere le braccia per lo sconforto. Ma dietro queste storie c’è l’altro, vero grande tema: quello dei “bamboccioni involontari”. Quegli uomini e quelle donne costretti dalle difficoltà economiche, dalla mancanza di lavoro, da stipendi troppo bassi, a rinunciare all’autonomia personale rimanendo nei sicuri confini di famiglia solo perché non hanno le risorse per crearne una nuova. Non sempre “volere” fa rima con “potere”: due cuori e una capanna è uno slogan zuccheroso che non fa i conti con la mancanza di capanne. É un segno dei tempi che cambiano, non sempre in meglio. Se perfino i sentimenti sono costretti a soggiacere alle regole e ai vincoli dell’economia, poi non ci possiamo sorprendere se la famiglia è un istituto in crisi.

A colpi di genio

30/09/2010 Che cos’è il genio? «É fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione », spiegava Philippe Noiret nei panni del Perozzi in un immortale atto di “Amici miei” diretto da Monicelli. Spiegava così l’origine dei feroci scherzi che la banda di maturi buontemponi dispensava a Firenze e dintorni. Ma il genio si applica (anche) su cose serie. Cats questo mese pone l’attenzione su almeno due casi. Murray Perahia iniziò a suonare il pianoforte all’età di quattro anni, ma solo quindicenne affrontò lo strumento con la serietà necessaria a diventare uno dei più grandi pianisti del mondo. Basta questo dettaglio per capire come in lui fosse innata la scintilla dell’arte: un genio che dalla sua Londra arriverà a Vicenza per aprire alla grande la stagione del Teatro Comunale. Mariano Speggiorin tradisce nel nome l’origine vicentina. Oggi ha 78 anni, ma non ne aveva ancora 30 quando dalla sua Mussolente con in tasca la laurea in ingegneria entrò nella squadra della Olivetti che realizzò il primo computer a transistor al mondo. Un prototipo che fu subito acquistato da due tra le più grandi e attente industrie dell’epoca: la Fiat e la Marzotto. Il terzo modello del computer fu regalato (regalato!) al ministero del Tesoro. Non fu mai usato. Da ciò si capiscono molte cose, senza necessariamente essere dei genii.

Questione di doti

31/07/2010 L’uomo-copertina di questo mese è un grande. La voce di Josè Carreras ha segnato la storia della musica e a settembre la potremo ascoltare sulla piazza degli scacchi di Marostica. Carreras è grande non solo per ciò che ha fatto nella sua professione, ma anche per la forza che ha dimostrato nel combattere e vincere una malattia dura e aggressiva, diventando così un simbolo di positività: e Dio solo sa quanto bisogno ci sia di esempi positivi, di persone che possiedono doti vere. Anche perché con le doti false o costruite artificialmente non si va da nessuna parte. Lo sanno bene, a loro spese, le molte ragazze che vagheggiano una carriera nel mondo dello spettacolo o della moda e si affidano ad agenzie che garantiscono l’ingresso sulle passerelle ma in realtà si rivelano spesso specchietti per allodole: lo racconta un bel servizio che mette in guardia da chi chiede soldi o “contributi” vari per book fotografici o casting improbabili. Meglio, molto meglio fare piccoli passi e se si amano i palcoscenici, le compagnie amatoriali che nascono come funghi anche nella provincia vicentina sono in grado di regalare soddisfazioni, di produrre spettacoli di buon livello e regalare una chance a chi sente di avere le corde giuste per esibirsi. Magari non tutti hanno le doti vere di Carreras, ma piuttosto che l’arrampicata sugli specchi di chi esibisce doti false, meritano l’applauso i detentori di doti sincere. Un buon dilettante non ha certo nulla da invidiare a un cattivo prefessionista.

Dare senso alle vacanze

30/06/2010 E la chiamano estate. Il periodo delle ferie, del riposo agognato dopo un anno vissuto di corsa, dei pensieri e delle preoccupazioni lasciate a casa. Invece, complice non solo la crisi economica, anche la stagione più bella dell’anno rischia di diventare fonte di stress. Per i portafogli, prima di tutto: l’euro scende, il dollaro sale, il petrolio è una marea nera come il suo prezzo. Coniugare risparmio e qualità non è facile. L’offerta per trascorrere qualche giorno di divertimento è amplissima, ma proprio per questo nella massa si nascondono insidie e trappole. A volte si riesce a trovare l’affare, a non spendere troppo rimanendo comunque soddisfatti, altre volte si cade nel tranello di offerte-trappola. Come spesso accade, rimanendo nel giusto mezzo si riesce a evitare il bidone in agguato. Magari seguendo piccoli suggerimenti su come muoversi. Con i tempi che corrono, non è comunque il caso di “lasciarsi tutto alle spalle”. In particolare, la casa: i topi d’appartamento ballano soprattutto d’estate. Per fortuna, a consolare gli apprensivi ci pensa una serie di accorgimenti tecnologici che permettono di riposare senza angoscia. In questo numero di Cats troverete anche piccoli, preziosi suggerimenti per affrontare l’estate più serenamente. Con l’augurio che, al ritorno dalle ferie, per smaltire lo stress accumulato non sia necessario... prendersi una vacanza.

Puntare in alto volando basso

29/05/2010 Per anni l’italiano più famoso al mondo l’abbiamo avuto in casa, a Vicenza. Si andava in Cina, nella Cina ancora chiusa sotto la coltre impenetrabile del regime, o in Africa, o in Medio Oriente, e quando l’interlocutore locale intuiva la nostra provenienza immancabilmente si apriva in un sorriso e pronunciava sempre la stessa frase: «Italia? Paolo Rossi!!!». È lui, l’uomo più “mondiale” che ci sia. Il Pablito di Spagna ’82 accompagna i lettori di Cats all’appuntamento con Sudafrica 2010 che inizia tra pochi giorni. Oggi vive tra Vicenza e le colline toscane in mezzo ad Arezzo e Siena, tra gli studi televisivi di Milano e gli appuntamenti ai quali viene invitato in ogni parte del mondo: tiene fede così al proprio ruolo di icona globale nata quando il termine “globalizzazione” doveva ancora essere inventato. È stato l’italiano più famoso al mondo interpretando in campo, lui toscano, al meglio anche alcune peculiarità vicentine: l’essere al posto giusto nel momento giusto, la capacità di uscire dagli schemi, di nascondersi e colpire, di inventarsi quel che a nessun altro passava per la mente di creare. Piccolino, gracile, con le ginocchia rotte, timido ed educato: il contrario di quel che nell’immaginario collettivo dovrebbe essere un gladiatore delle aree di rigore. Su quelle spalle fragili si è caricato un’intera nazione, e l’ha portata sul tetto del mondo. Come un calabrone, che punge e vola a dispetto di ogni legge della fisica. L’importante, è la lezione di Pablito, è volare basso. Senza fermarsi mai. Vale per i calabroni e per i calciatori, ma a pensarci bene vale per ciascuno di noi.

Il bello dei giovani

30/04/2010 Cambiano i tempi, i linguaggi, le mode, ma i ragazzi non cambiano mai. Sono sempre, categoricamente diversi dalla generazione che li ha preceduti. È il progresso, dicono loro. È il segno del decadimento della civiltà, replicano inevitabilmente i “vecchi”. Laddove per vecchio si intende - sia chiaro - chiunque abbia superato i trent’anni. In questo scalino sta la storia dell’uomo, la sua evoluzione. Sembra ieri quando gli attuali “quasi cinquantenni” scorrazzavano per la città con il Ciao o il Garelli, organizzavano festini nelle taverne o negli scantinati degli amici, ascoltavano musica dal walkman e cd era solo la sigla di “cosiddetto”. I loro (nostri) genitori ovviamente non capivano, viaggiavano a ritmi diversi, sembravano vivere in mondi destinati a non incontrarsi mai. Poi, un giorno, il loro mondo è diventato il nostro mondo: colpa del lavoro, delle responsabilità, dei figli. È la ruota della vita: la stessa che oggi ci propone un disc jockey nel ruolo di consulente di un ministro. È vicentino, ovviamente esperto del mondo degli adolescenti. E in questo numero di Cats spiega quali ricette ha suggerito al governo per avvicinare i linguaggi di generazioni diverse, partendo dalla condivisibile osservazione che gli adulti sono sempre pronti a criticare i giovani ma dopo aver offerto loro modelli di vita discutibili. In quelle parole non ci sono solo rivendicazioni o critiche: c’è anche la convinzione che i ragazzi devono «rimboccarsi le maniche, uscire dal circolo vizioso del “tutto e subito”. I tempi sono cambiati. E con i giovani bisogna saper parlare chiaro, anche a costo di essere crudeli». Diretti, sinceri, pragmatici come lo sanno essere i giovani. Come lo eravamo noi alla loro età, e i nostri padri quando avevano diciott’anni. Speriamo che lo restino sempre più a lungo.