Vocazione e strategia
29/04/2013 É inutile girarci attorno: chi esporta si salva, chi vive solo sul mercato italiano annaspa. Non è questo il luogo nel quale cercare le colpe di una situazione ormai cristallizzata da almeno quattro anni: i dati parlano da soli ed è sufficiente constatare che le imprese vicentine hanno raggiunto nel 2012 la cifra record di quasi 15 miliardi di euro di export. Ma ciò non accade per caso. L’esportazione è sì frutto di una vocazione (oltre che - ovviamente - della realizzazione di prodotti richiesti all’estero) ma anche e soprattutto di una strategia aziendale che non può essere lasciata al caso. L’approccio ai nuovi mercati richiede la creazione di una rete commerciale e distributiva e per non correre rischi è opportuno pianificare le azioni più efficaci, individuare quali errori devono essere evitati, magari studiando alcuni casi aziendali che rappresentano modelli innovativi e di successo. Per questo abbiamo intervistato tre esperti di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese che affrontano alcuni dettagli importanti.
Entusiasmo e strategia
28/11/2012 Se si chiede a un “capitano d’impresa“ di lungo corso qual è stato il momento più divertente della sua avventura, nove volte su dieci risponderà: «L’inizio, quando ho cominciato solo forte delle mie idee e della voglia di riuscire». Più dei successi, più delle soddisfazioni economiche, l’inizio di un’impresa è il momento che concentra emozioni e entusiasmo. Condizioni ancor oggi necessarie, ma non più sufficienti. Se un tempo bastavano le idee e la volontà, oggi senza una pianificazione accurata non si va da nessuna parte. Le “start up“ - a maggior ragione in un periodo difficile come quello che sta attraversando l’economia - godono del supporto di strutture messe a disposizione da Confindustria e da altre istituzioni: ma devono appoggiarsi a business plan che abbiano precisi requisiti. E in parallelo al business plan, il successo di un’idea dipende dall’organizzazione aziendale. In questo numero del magazine Idea Impresa allegato al Giornale di Vicenza abbiamo intervistato esperti di livello internazionale in project management e docenti per chiedere loro un contributo diretto a imprenditori e manager sia di aziende in fase di avvio, sia di aziende consolidate. Per appoggiare le idee e la volontà su basi solide.
Il capitale che rende di più
02/05/2012 Ci piace pensare che un pomeriggio di aprile di questo difficile 2012 italiano abbia portato con sè la svolta tanto attesa: l'inizio della fine della crisi. Quel pomeriggio, nelle redazioni dei giornali è arrivata una dichiarazione dell'amministratore delegato di una grande azienda straniera, l'Ikea, che ha annunciato la decisione di chiudere alcune produzioni in Asia per trasferirle in Italia. E in un settore, quello del mobile, che negli ultimi anni ha sofferto particolarmente la concorrenza straniera. Perchè quella decisione potrebbe simboleggiare l'inizio della svolta? Perchè è stata spiegata così: «In Italia le cose a parità di costo si fanno meglio». Un frase che racchiude la ricetta più semplice e più vincente. Ma soprattutto contiene una grande verità: il livello medio delle imprese e dei lavoratori italiani è decisamente superiore a quello degli altri Paesi. Ha solo bisogno di due condizioni per rendere al massimo: un sistema pubblico che non rappresenti un ostacolo e un'ottimizzazione dell'efficienza aziendale per ridurre i costi senza rinunciare al personale. Se la prima condizione dipende molto dalla politica, la seconda dipende dalle imprese. La scelta -in particolare a Nordest- di fare l'impossibile per mantenere l'impiego dei dipendenti è premiante. Il capitale che rende di più è sempre quello umano.
Per un matrimonio felice. Tra imprese
30/11/2011 Un matrimonio felice si basa su piccole, semplici regole: interessi in comune, capacità di mantenere spazi di autonomia, fiducia reciproca. Così, una coppia fa strada. Anche le aziende, soprattutto se piccole o medie, se vogliono fare strada devono prima o poi “sposarsi”: devono costruire una rete insieme ad altre aziende per reggere il confronto con un mercato che richiede spalle sempre più robuste e basi sempre più solide. E le regole per un “matrimonio” imprenditoriale sono simili a quelle valide per una coppia. Con una difficoltà in più: in economia l’amore c’entra ben poco e lo slancio del colpo di fulmine è vivamente sconsigliato. Occorre razionalità, convinzione nei propri mezzi e in quelli delle imprese con le quali si vuole costruire una rete, disponibilità a mettere in comune le innovazioni. Le imprese del Nordest sono consapevoli di queste opportunità? Questo numero di Idea Impresa, periodico allegato al Giornale di Vicenza, affronta in primo luogo il tema delle reti d’impresa. Abbiamo analizzato alcune storie di successo e i meccanismi che le hanno rese possibili. Fra questi c’è anche l’ottimizzazione dei costi: e quello dell’energia è uno dei principali fattori di costo che pesano sulle imprese. Una sua gestione intelligente è alla base di un bilancio positivo.
Nuove strade per le imprese
30/05/2011 Ci sono molti modi per sviluppare un’impresa: e non sempre è necessario arrampicarsi sugli specchi. A volte è sufficiente osservare e studiare ciò che è stato fatto in altre aziende che hanno raggiunto l’obbiettivo. Questo fascicolo nasce proprio da questa idea: fornire spunti di riflessione agli imprenditori e offrire loro nuove strade lungo le quali sviluppare le aziende, nuove idee per fare impresa. In particolare, anziché ribadire il lamento rispetto a ciò che non si può fare, alla mancanza di un “sistema” o di poli di eccellenza ai quali appoggiarsi, abbiamo voluto evidenziare la possibilità di avviare collaborazioni con le facoltà universitarie per la ricerca e lo sviluppo. E abbiamo scoperto che ci sono strumenti e “sportelli” ai quali rivolgersi con ottime possibilità di trovare risposta alle aspettative di un’azienda che vuole crescere. E i risultati ci sono, come si evince dalle esperienze qui riportate. Questo non è il momento di cancellare ciò che è stato fatto finora dal mondo delle imprese: ma è il momento di mettere in discussione il modo in cui è stato fatto, per vedere se ce n’è uno migliore.