Giovani scenari

27/03/2013 è tra gli sportivi italiani più rappresentativi e vincenti degli ultimi anni, collezionista di record in uno sport a cui l’Italia dona campioni senza farli conoscere al grande pubblico. Una disciplina tanto antica quanto nobile, bistrattata da quanti pensano che sport significhi solo sudore e velocità, ma recentemente promosso dal comitato olimpico internazionale (C.I.O.) al rango di sport olimpico. Solo una mazza e una pallina, pensano alcuni. Invece il golf è molto di più, e ad accompagnarci in un viaggio tra prati d’erba e bandierine è il veronese Matteo Manassero, 20 anni tra pochi giorni, che da 17 manda la palla in buca ringiovanendo i green di tutto il mondo. Un amore a prima vista, atavico e ancestrale, considerando che il primo rapporto con il golf comincia… da neonato. "Guardavo le videocassette in tv, poi un regalo con le prime mazze di plastica, e da lì non ho più smesso. I primi tiri in campo li ho fatti a 3 anni!" : un amore a prima vista, quello per il golf, di quelli che accompagnano la vita e invece che diminuire aumentano, passando per tutte le tappe. Da gioco a passione, da passione a professione. Già, perché la tappa del professionismo a soli 17 anni è una delle tante conquiste dei record che l’enfant prodige ha segnato. Al campo pratica dell’Easy Golf di Verona i primi allenamenti, pomeriggi passati a tirare, una dopo l’altra, centinaia di piccole palline bianche. Un movimento adulto ed elegante, che segue una ritualità ben evidente. Calma, concentrazione, dedizione. Ma il golf conosce anche momenti di esaltazione, euforia e rabbia. Come per tutti gli sport in cui esistono delle regole. E in questo caso, sono talmente importanti da richiedere un esame in cui ne si dimostra la conoscenza

Ripartire dalla provincia

31/10/2012 Ogni giorno milioni di italiani la ritrovano sul piccolo schermo. Puntuali la guardano e l’ ascoltano. Non è solo la sua bellezza che parla, ma i suoi gesti e le sue parole. Una donna che si è fatta da sola, in carriera, una madre allo stesso tempo. Monica Gasparini, caporedattrice del Tg4 che conduce ogni sera alle 18.55, parte da Brescia per arrivare a Milano ed entrare in Mediaset. Con lei Sei Magazine ha voluto affrontare un viaggio ormai consueto, che parte dalla provincia per arrivare lontano, e poi ritornare. Una provincia con le difficoltà delle grandi città ma con in più le risorse della snellezza, della capacità di riprendersi e guardare avanti, anche nei momenti difficili. A volte le risorse giuste arrivano dai propri gioielli artistici, come sta succedendo a Vicenza con la Basilica Palladiana, a Verona con l’Arena, a Brescia con la scoperta dei tesori del centro storico. Altre volte dal territorio e da ciò che offre in termini di gusto, tradizioni, sport, spettacoli. Si tratta di voler vedere, saper cercare (e pazientare), osare a volte. Ma noi pensiamo ne valga la pena, per le storie che incontrerete leggendoci e in mille altre, che potete immaginare, o aspettare. Buona lettura.

Ripartire dalla provincia

13/07/2012 L’Italia è il paese dei campanili, delle piccole città, dei comuni. Una realtà che porta con sé universi e mondi fatti di storie dure e difficili, in cui l’uomo ha cercato di trasformare l’esistente modellandolo. Il contenitore di queste trasformazioni sono spesso le grandi città, ma le storie da cui partono sono quasi sempre più lontane e remote, incastonate nelle tante province dello stivale. Il nostro territorio conosce la provincia più di altri, realtà che nei decenni si sono trasformate, ingrandite, arricchite e impoverite. In questo numero di Sei siamo partiti da qui, dalle province, raccontando la storia di chi le ha scelte per viverci e lavorare. Come Milo Manara, fumettaro come lui stesso si definisce, ultimo erede di una tradizione che vede l’erotismo nella sua essenza più pura e innocente. Una storia di successo professionale partita dal coraggio e dalla creatività che l’hanno portato a muoversi controcorrente, anche oltreoceano. Lungo le sponde del Lago di Garda invece troviamo una meravigliosa cornice, densa di storia, per il servizio fotografico di moda dedicato in questo numero al military style, la nuova tendenza dell’estate e dell’autunno che verrà. E senza spostarsi tanto, poco più in là, nelle vicine città di Verona, Brescia e Vicenza raccontiamo le storie di Vip come Jerry Calà e Renzo Rosso che si tengono stretti i loro territori preferendoli alle capitali d’Italia e del mondo. Ma nella provincia non si diventa solo vip e artisti: spesso le migliori idee imprenditoriali è da lì che si muovono, come testimoniano le molte startup di successo che vengono incubate in un casolare di campagna per poi conquistare il mondo, magari raccontate da Sebastiano Barisoni, voce di Radio 24 e anche lui partito da Verona per portare un po’ di provincia nelle case (e nelle auto) degli italiani che vogliono capire meglio come va l’economia.

Simone Ariot

Dalle origini ai grandi successi

30/03/2012 Cesare Prandelli, il CT della Nazionale di Calcio, si racconta, alla vigilia dell’Europeo

Una stagione da assaporare

28/10/2011 Autunno, stagione triste per alcuni, ricca di spunti per altri. Il freddo si avvicina, la voglia di chiudersi in casa aumenta, ed ecco che la cucina diventa la stanza preferita della casa. Sapori, profumi, ricette del passato che rispuntano e manie del presente che affiorano. L’autunno è questo, anche in un anno in cui è arrivato in ritardo, facendosi aspettare. Si parte dalla tavola quindi, luogo di incontro e scontro, epicentro culturale della quotidianità che diventa storia attraverso gli appetiti di uomini e donne che, a volte senza saperlo, sono protagonisti di un’intera economia. Siamo italiani, e l’Italia è cibo che s’incontra con la cultura, che sperimenta alla ricerca d’innovazione senza scordare la tradizione. Come Carlo Cracco (pag. 16), chef pluristellato che rivisita le ricette della tradizione (anche povera), o come i blogger (pag. 39) che diffondono il verbo “cucinare” senza confini di tempo e spazio, non scordando gli insegnamenti delle scuole di formazione attraverso le quali sono passati (pag. 53). Autunno stagione dai caldi colori, nelle tonalità del rosso e del giallo. Ma anche del nero, rigoroso ed elegante, come quello ritrovato e interpretato in pieno stile anni Quaranta da Melanie Moir (fotografata da Paolo Guadagnin a pag. 111 - courtesy Alessio Farina). Non c’è troppo spazio per il verde, che invece ritroviamo nei mezzi di trasporto ecologico (auto e bici - pag. 95) per imparare che l’ambiente va preservato, per poterne sempre godere. E se tutto ciò non basta, se ancora questa stagione non vi piace, autunno è anche preparazione all’inverno, tempo di nuove vacanze e di uscite sulla neve, per cimentarsi in qualche sport nelle montagne innevate (pag. 141), o per continuare a gustarsi i risultati della propria squadra del cuore, magari intonando un nuovo coro (pag. 127). E se per caso si ha freddo, entrare in casa e mettersi ai fornelli non costa nulla, e in più scalda. In pieno spirito autunnale.

Nuovi modi per guardare lontano

24/06/2011 Spingere avanti, fermandosi ogni tanto per controllare e controllarsi. Essere pronti a guardare lontano, verso il futuro e contemporaneamente mantenere un contatto con il passato e le sicurezze conquistate. Questa potrebbe essere la ricetta per il progresso del nostro paese. Sicuramente è la formula seguita da Federica Pellegrini, giovane veronese d’adozione che incanta l’Italia intera grazie ai risultati sportivi e ad una bellezza acqua e sapone. È l’atleta italiana più conosciuta nel mondo, ma è allo stesso tempo una ragazza con sogni, speranze, dubbi e diffi coltà che conoscono tutte le sue coetanee. Abbiamo voluto raccontarla, senza soffermarci troppo sul nuoto e sullo sport, per conoscerla meglio e capire come si è relazionata con il nostro territorio, arrivando a scoprire una persona semplice e disponibile, con la battuta sempre pronta. Simpatica, come simpatiche sono alcune vecchie glorie motociclistiche del passato, le Vespe (servizio a pag. 114) che con il loro ronzio stanno conoscendo una seconda giovinezza, divenendo il mezzo di locomozione preferito per diverse tribù urbane. Quelle stesse tribù che scelgono il BlackBerry o l’i-Phone a seconda della professione e dei gusti personali (pag. 102) e che nei week end primaverili ed estivi affollano il Lago di Garda (pag. 23) per praticare il kitesurf e la vela o per godere delle innumerevoli attrattive che dal lago si snodano ad ampio spettro verso il grande territorio circostante, che è il bacino di riferimento per il magazine SEI. Parliamo soprattutto di Verona, di Brescia e di Vicenza.

Investimenti per la crisi

05/04/2011 Viviamo tempi di crisi, lo sanno tutti. Crisi economica, politica, culturale e come se non bastasse morale. Ma crogiolarsi o cercare vane e veloci soluzioni non porta molto lontano. é per questo che ha senso investire ora, puntando ad investimenti a lungo, lunghissimo raggio, senza inseguire quell’immediata e riconosciuta gratificazione pronta ad esplodere in men che non si dica, come una bolla di sapone. La soluzione sta quindi nell’ investire in ciò che c’è e rimane, anche se immateriale. Investire nella cultura e nell’arte, per imparare a guardare lontano, da un punto di vista inusuale ed aprendosi a nuove soluzioni. Come ha fatto Lino Dainese, imprenditore virtuoso e visionario, o come hanno fatto le persone di cui abbiamo raccontato la storia nel servizio a pag. 18 Investire in cultura significa anche saper fare scelte in controtendenza, affidandosi al nuovo che avanza anche nella scelta di un bene primario come la casa, che si fa ecosostenibile, impegnandosi a rispettare l’ambiente e dialogando con esso (pag. 115). Ma l’investimento lo si può fare anche su se stessi, come dimostrano le storie di blogger che si mettono in gioco per raccontare la moda che cambia dall’obiettivo di una macchina fotografica (pag. 123), oppure nel misurarsi con le emozioni forti, quelle che si possono incontrare negli sport estremi (pag. 73) utili a sfogare lo stress che in tempi difficili è facile accumulare. Abbandonare restrizioni e passare lentamente verso il nuovo è anche questo un investimento, come succede in quelle attività da secoli caratterizzate da un approccio standardizzato, vedi la lettura, che grazie all’ebook si sta radicalmente trasformando (pag. 53), o la più semplice scelta di una vacanza in movimento, scegliendo un camper che consente di spostarsi e dormire ogni notte in un posto diverso (pag. 65), magari aiutati da un social network come Four Square che può aiutarci a risparmiare ed evitare fregature. A proposito di investimento.

Informarsi secondo natura

05/11/2010 Qualsiasi cosa parte dall’ambiente, dallo spazio e dal territorio. L’origine di tutto, la spiegazione al più disparato fenomeno, trova sempre un punto di partenza che va ricercato nell’ambiente. E non è un caso se nel binomio natura e cultura il primo fra i due termini sia sempre “natura”. Perché, appunto, parte tutto da lì. L’ambiente e la natura ci circondano, ci accolgono e a volte ci puniscono, facendocene sentire la voce grossa. Il buon Giacomo Leopardi, duecento anni or sono, pensava che la natura fosse matrigna, indaffarata nel suo evolversi e disinteressata alle sorti dell’uomo al punto da non considerarlo nemmeno, procedendo come se niente fosse. Oggi, in un clima culturale ben diverso, riconosciamo il valore della natura anche se tendiamo a non valorizzarlo a sufficienza, dimenticandoci che le risorse che lo rappresentano non sono infinite. Concetto ben chiaro a Licia Colò e Mauro Corona, volti noti del piccolo schermo e della letteratura che portano avanti la loro piccola, grande battaglia per il rispetto della natura, degli animali che la popolano e dei territori che la rappresentano. Due esempi di coerenza, due voci fuori dal coro di uno show business dove a comandare sono solo gli interessi economici a discapito dell’etica. E in tempi di cambiamento come questi, personaggi che vogliono comunicare i valore espressi dall’ecologia devono farlo nel modo giusto, consapevoli che il mondo dell’informazione e della comunicazione giornalistica stanno cambiando giorno dopo giorno (pag. 115). Internet, freepress, Facebook e Twitter sono solo alcune delle parole in codice che rappresentano questa trasformazione che il giornalismo deve imparare a gestire, prendendo quanto di buono possano offrire, senza farsene spaventare. Di sicuro hanno imparato a coglierne il valore positivo i giovani che hanno seguito un percorso formativo non allineato (pag. 121), divergente rispetto a quanto la tradizione offre, tra scuole straniere e master internazionali, per lanciarsi in una carriera per la quale una valigia sempre pronta è una certezza oltre che un desiderio. Desiderio inconscio e conscio allo stesso tempo, come quello che abbiamo ogni autunno, mentre aspettiamo il cadere della neve preparandoci ad un inverno a ritmo di valanga azzurra (pag. 31). Nello sport come nel mangiare (pag.133).

Ricomincio da qui

05/11/2010 Ripartire, ricominciare, rimettersi in gioco. Per qualcuno non si tratta di una scelta, ma di una necessità legata al momento economico che ha costretto tanti a reinventarsi nel lavoro e a cambiare le proprie abitudini. Per altri è una scelta di vita legata alla voglia di aprire una nuova fase in cui seguire le proprie inclinazioni, immergersi nelle proprie passioni.

Quel gancio in mezzo al cielo

05/11/2010 A Emma Marcegaglia è dedicata la copertina di questo secondo numero del magazine SEI. Il presidente di Confindustria parla dell'economia italiana, delle aziende, di come uscire dalla crisi. E cala la sua carta vincente: puntare sulle risorse umane. Saranno gli uomini a fare la differenza: il ruolo dei manager sarà fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi.

I mille volti della B

08/10/2010 Sulla copertina di questo primo numero di Sei fa capolino, discretamente, una lettera B. E’ un modo per indicare come le pagine di questa rivista scorrano, un po’ come scorrono le perle di una collana, su un unico sottilissimo filo costituito da un concetto, oggi più che mai in auge, quello di Benessere. Ci sembrava il modo più naturale per esordire con una rivista che vuole descrivere, con semplicità ed immediatezza, cosa succede a Nordest.

Descrivere, dicevamo, senza intenzioni sociologiche, bensì con l’unico obiettivo di conoscerne i personaggi, di vivere gli eventi, di cogliere le opportunità offerte da un territorio ricco di storia, di cultura, di straordinarie bellezze naturali. Un’area oggi più che mai in equilibrio tra la voglia di fare e la voglia, anche, di godersi la vita, di dedicarsi alle proprie passioni, che si tratti di impegno nello sport come di attenzione al sociale, di amore per l’arte oppure di curiosità per le mille tradizioni, anche enogastronomiche, che fanno grande il nostro Belpaese.

Non è un caso, dunque, se abbiamo scelto di dedicare la nostra copertina a Matteo Marzotto, un veneto “doc” ed un globetrotter, un volto conosciuto che ci svela la sua personale concezione di benessere. Un’idea in cui molti si possono riconoscere, perché questo Nordest che ha vissuto la rincorsa verso il benessere economico, ora si sta interrogando su cos’è, veramente, il Benessere, quello con la B maiuscola. Certo, gli schei contano, nessuno lo nega, e forse si può ancora scherzosamente sottoscrivere, oggi, quanto diceva il grande attore genovese Gilberto Govi, cioè “che la salute, senza soldi, è una mezza malattia”.

Si è fatto però strada il concetto che il vero benessere è molto di più. Ed è anche per scoprire quali sono i mille volti della magica lettera B, che abbiamo iniziato il nostro viaggio con questa una nuova avventura editoriale.

Diego Trevisan