martedì, 21 maggio 2013

Tipi Vicentini

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«Troppo nero, non poteva durare»

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Claudio Zapparoni

03/08/2011Al mondo visto da tre metri d'altezza Claudio Zapparoni c'è abituato da quando aveva dieci anni. Quando a pochi chilometri da Calles, in Francia, lui e suo padre guidavano quei megatrattori buoni per le distese di frumento e bietole. Dopo l'arrivo in Italia, ad Arzignano, alla fine degli anni '60 la sua prospettiva sul mondo è rimasta la stessa. Solo che al posto delle campagne, al di là del vetro ha avuto per 35 anni autostrade e strade di mezza Europa.
A tre metri d'altezza sopra bilici e camion, tir e furgoni ha visto cambiare il Paese e la sua Valchiampo. Ha visto gli anni in cui tutto si tramutava in oro e gli anni del declino, capannoni riempirsi e svuotarsi, immigrati in fabbrica o "sbarcati" nelle autostrade italiane per andare chissà dove. Ha visto l'Arzignano da bere, ha trasportato pelli e conosciuto un mondo che non c'è più. Claudio Zapparoni è seduto sulla scrivania del suo ufficio, alle spalle il magazzino doganale che gestisce in zona industriale ad Arzignano. Si occupa ancora di trasporti, ma dopo 70 "giri del mondo" sopra un bilico, lascia che siano i figli a faticare. È passato da trasportare merce a riceverla, dopo un fallimento della sua vecchia azienda giunto dopo gli anni dell'oro e dei guadagni rapidi. Oggi è tutto diverso, sulla scrivania ci sono pochi fogli, in due ore d'intervista il telefono è suonato una volta per chiedergli di fare un viaggio. Ma lui resta in attesa, grembiule azzurro da lavoro, foto al muro che lo ritraggono con i cantanti famosi e una parola per i vecchi compagni d'avventura che suonano al campanello.
Dalla sua cabina ha visto gli anni del boom e del crash.

È davvero cambiato tutto?
So solo che prima avevamo un nome nel mondo, abbiamo insegnato a trasformare le pelli a tutti. I cinesi venivano qui ad imparare e andavamo in Russia a comprare le pelli migliori che loro scartavano. Oggi la rifinitura viene fatta anche in Vietnam e la prima lavorazione della concia arriva dal Kazakistan. In questa valle le aziende si sono fatte la guerra per troppo tempo.

Non di sola concia si può vivere...
Se ci si sposta poco cambia. Trissino ad esempio vent'anni fa era il secondo distretto orafo della provincia con 250 aziende e io ero operaio in una di queste. Adesso ce ne sono 50. A quel tempo si diventava ricchi solo con la polvere d'oro che restava dalla lavorazione, ma me ne andai...

Non voleva diventare ricco?
Volevo diventare ricco veramente e iniziai a fare quello che conoscevo bene. Guidare bisonti a tre metri d'altezza, prima come dipendente, poi come titolare della mia azienda. Negli anni '70 bastava tutti ti chiedevano di trasportare merce. Guadagnare era facile ma si lavoravano anche 16 ore al giorno.

E lì è nata la ricchezza della Valle?
Sì, la Valle del Chiampo in trent'anni è cresciuta in modo smisurato e troppo in fretta. La ricchezza era palpabile e ne beneficiavano tutti, sono stati accumulati capitali inimmaginabili per il resto della provincia.

E tutto era lecito?
Sì, una parte del sistema si reggeva sulla mancanza di regole ma è questo stesso sistema che ha fatto saltare tutto. Dare la colpa solo alla crisi è fuorviante.

Un esempio?
Il sistema delle bolle di accompagnamento delle merci ha fatto la fortuna di una generazione. Con una bolla sola gli autotrasportatori facevano anche cinque viaggi. L'evasione dell'Iva poi ha fatto il resto, drogando un'intera economia.
Il problema vero è che tutto il nero prodotto non ha fatto altro che abbassare i prezzi provocando una competizione forzata, basata appunto sull'evasione. È la concorrenza al ribasso che ha fatto cedere il sistema, ben prima della crisi.
Ma la ricchezza è rimasta però...

I veri ricchi sono rappresentati da dieci famiglie, il resto porta in piazza macchinoni a noleggio. È una questione d'immagine
Come Ghiotto?
Non lo so, so solo che Ghiotto è la punta dell'iceberg e se non ci fosse stata la Finanza che ad un certo punto ha deciso d'intervenire saremmo ancora qui con le aziende che si fanno la guerra e i camion fermi nei parcheggi. Le Fiamme Gialle hanno avuto coraggio, sono intervenuti dove nessuno aveva osato e oggi le cose sono cambiate. Le imprese stanno più attente, sanno che l'ispezione prima o poi arriva.

E i camion girano?
Girano molto meno, il giro d'affari è calato almeno del 30%. E quando si lavora, si lavora in perdita. Sono cambiate le tariffe, c'è una concorrenza sfrenata, i controlli sulle strade si sono moltiplicati. In 35 anni è cambiato solo questo.

E le strade?
La viabilità non è cambiata, abbiamo le infrastrutture degli anni '60. L'unica novità è il passante di Mestre. La Spagna ha spianato le montagne per creare nuove arterie, attorno a Barcellona passano cinque autostrade. E noi siamo rimasti al palo
Ma è in arrivo la Pedemontana
L'opera parte adesso che siamo senza lavoro, se il traffico pesante non torna ai ritmi di un tempo quella strada servirà solo alle auto.

Polemico...
No, no è che bisogna sostituire chi comanda a tutti i livelli. Sono di destra ma ammiro Renzi del Pd, quello che vuole rottamare la vecchia politica.

Sennò che succede?
Che crolla tutto. Ma sai che ti dico? Io le mie battaglie le ho già fatte.

Eugenio Marzotto



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